ENTRA DENIS E TORNANO I TRE PUNTI

Napoli(3-5-2): Navarro, Santacroce, Cannavaro, Contini, Maggio, Blasi, Gargano (dall'86' Pazienza), Hamsik, Mannini (dal 61' Denis), Lavezzi, Zalayeta (dal 74' Aronica). A disp. Gianello, Rinaudo, Aronica, Vitale, Pazienza, Bogliacino, Denis. All. Reja

Siena(4-3-1-2): Curci, Zuniga, Rossettini, Portanova, Del Grosso, Vergassola, Coppola (dal 79' Frick), Galloppa (dal 76' Jarolim), Kharja (dal 69' Calaiò), Ghezzal, Maccarone. A disp. Manitta, Moti, Rossi, Jarolim, Barusso, Frick, Calaiò. All. Giampaolo. 

Arbitro: Damato di Barletta

Marcatori: al 62' Maggio e al 72' Denis

Note: ammoniti Blasi, Rossettini, Hamsik, Navarro, Zuniga e Santacroce

Recupero: 1' pt   5' st

Torna ad assaporare il dolce gusto del piatto pieno il Napoli. Tre punti sudatissimi, arrivati al termine di un incontro molto più difficile e combattuto di quanto la fredda statistica possa sentenziare alla fine dei novantacinque minuti. Perchè Giampaolo, giovane e rampante tecnico del Siena, ha preparato al meglio la gara, riuscendo ad imbrigliare gli azzurri per un tempo e anche qualcosa di più, mettendo a nudo tutti i limiti della difesa a tre partenopea. Ne nasce dunque una prima frazione equilibrata nelle occasioni da rete ma decisamente brutta per quel concerne il lato estetico della disputa, in soldoni di bel gioco nemmeno a parlarne. Assistiamo ad uno se non il peggior Napoli della stagione: lento, compassato e poco preciso nella circolazione della palla, in tendenza con le ultime uscite poco brillanti. Non una questione di gamba ma prettamente di testa poichè, quando gli azzurri vogliono, hanno forza e lucidità per affondare il colpo sfruttando palla a terra e rapidità d'esecuzione. Accade al quindicesimo quando una bella apertura di prima di Hamsik su Mannini, in posizione di ala sinistra, è conclusa dalla botta di Maggio sporcata sulla traversa da un avversario. L'occasione per eccellenza, l'unica accelerazione in un primo tempo giocato altrimenti senza cambiare mai marcia. Il Siena, dal canto suo, si chiude molto bene e riparte dimostrando di possedere geometrie e movimenti collaudati, adatti ad allargare le maglie della legnosa difesa a tre azzurra per sfruttare i tagli centrali. Al diciannovesimo è bravo Maccarone a smarcare Kharja davanti a Navarro ma il trequartista marocchino non è altrettanto freddo e rapido per andare in rete e si fa chiudere in angolo.Queste le occasioni migliori. Ci prova ancora Lavezzi (39') con un colpo di testa dal limite, dalla traiettoria arcuata e velenosa, smanacciata in corner da Curci ma è il frutto dell'istinto personale e non dell'azione manovrata. Troppo poco per pensare di venire a capo di un match tanto complicato. Risponde Maccarone (41') con un destro insidioso, respinto da Navarro non senza qualche difficoltà, dovuta soprattutto alle cattive condizioni del campo. Sarà anche il suo ultimo intervento dato che la ripresa è un monologo azzurro.

Si potrebbe passare dopo appena sette minuti quando il Pocho taglia l'area con una palla al bacio che Hamsik si fa respingere dalle manone di Curci ma sulla ribattuta, a porta praticamente vuota, Zalayeta si addormenta, consentendo a Zuniga di recuperare. Il segnale che serve una presenza di maggior peso all'interno dell'area avversaria. Entra finalmente Denis, il Napoli si ridisegna con un 4-3-3 a trazione anteriore ed il Siena non ci capisce più niente finendo al tappeto. Giusto il tempo di guardarsi intorno ed è proprio il Tanque a far partire l'azione del vantaggio azzurro. Corre il minuto sessantadue quando il cross mancino di Hamsik da fondo campo è spedito in fondo alla rete dal piatto volante di Maggio, tanto violento nel concludere quanto elegante nell'inchino verso i tifosi. Contrariamente ad altre scellerate occasioni questa volta gli azzurri non commettono il peccato capitale di tirare i remi in barca ma decidono di chiudere il match, che negli ultimi minuti non si sa mai. Ci riprova Zalayeta in scivolata (67') ma Curci compie un autentico miracolo, effettuando una parata di puro istinto. Non è giornata per il Panteron. Tocca allora a El Tanque, in palla fin dal suo ingresso sul terreno di gioco. Altri cinque minuti di pressione e Maggio, svestiti i panni del goleador, decide di sfornare un assist al bacio, chiuso in rete da Denis. Il gol del raddoppio che fa tornare il sorriso al bomber argentino e scrive la parola fine sulla partita.

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