ELIMINATI CON ORGOGLIO E DIGNITA’

Juventus (4-4-2) Manninger; Grygera, Mellberg, Legrottaglie, De Ceglie (dal 22 pt Molinaro); Marchionni, Sissoko, Poulsen, Giovinco (dal 23° st Nedved); Del Piero, Iaquinta (dal 14° st Trezeguet)     Panchina: Chimenti; Ariaudo, Camoranesi, Amauri     All. Ranieri

Napoli (3-5-2) Navarro; Santacroce, Cannavaro, Contini; Montervino (dal 29° st Bogliacino), Pazienza, Gargano, Hamsik, Aronica (1° pts Vitale); Lavezzi, Zalayeta (dal 9° pts Denis)     Panchina: Sepe; Maggio, Russotto, Pià     All. Reja

Arbitro: Ayroldi di Molfetta

Ammoniti: Contini, Montervino, Santacroce, Bogliacino, Pazienza (Napoli) Molinaro, Mellberg, Sissoko, Legrottaglie, Nedved (Juventus)

Recupero: 3 pt; 4 st

Rigori: Del Piero goal; Hamsik goal; Trezeguet goal; Bogliacino goal; Nedved parato; Denis goal; Marchionni goal; Lavezzi parato; Sissoko traversa; Contini alto; Legrottaglie goal; Gargano alto

 

E’ il giorno della Coppa Italia ma se il tabellone richiama una sfida tra Juventus e Napoli allora tutto sembra fuorché una gara infrasettimanale fastidiosa e controproducente ai fini della tenuta fisica. Napoli che si presenta con qualche avvicendamento in campo, stessa cosa per la Juventus ma entrambe vogliono il passaggio del turno a testimonianza che la Coppa può diventare importante e soddisfacente: Montervino e Aronica per Maggio e Vitale nel Napoli; De Ceglie e Giovinco per Molinare e Nedved nella Juventus. Primo tempo di poco spettacolo ma di grande intensità con un Napoli più sfrontato appoggiato sul solito lancio lungo per la velocità di Lavezzi, Juventus più guardinga che fatica nel prendere spazi affidandosi a qualche incursione esterna; azzurri pericolosi quando Lavezzi attacca per vie centrali nel tentativo di sorprendere l’accoppiata Legrottaglie – Mellberg molto fisica e poco mobile, Zalayeta si rende utile molto più in fase di costruzione che di finalizzazione spizzando numerose palle per il compagno di reparto, volenteroso Montervino che mette in campo anche grande personalità a coprire qualche limite tecnico piuttosto evidente. Primo tempo a reti bianche che comunque lascia ben sperare per la ripresa vedendo un Napoli più cattivo rispetto alle ultime uscite.

Secondo tempo che non tradisce le attese: Napoli più quadrato e brillante mentalmente, un’altra squadra rispetto a quella intravista negli ultimi due mesi. Dopo pochi minuti, Lavezzi semina il panico per lo stadio Olimpico saltando in schiera tre difensori prima di sparare su Legrottaglie, ultimo uomo a protezione di Manninger, il rimpallo favorisce Hamsik che prova a servire Zalayeta ma il portiere juventino mette in angolo; la Juventus è in affanno, i bianconeri non riescono a costruire gioco lasciando al Napoli la possibilità di alzare ulteriormente il baricentro. Dopo di ché succede qualcosa di inaspettato, qualcosa che cambia il volto della partita spostando l’ago di una bilancia di un certo equilibrio: Reja inserisce Bogliacino per Montervino schierando la squadra con un 4-3-1-2. Hamsik dietro le due punte, spostandosi da destra a sinistra, entra più nel vivo di gioco, Lavezzi diventa una scheggia impazzita e gli spazi creati da un centrocampo meno imbrigliato e più manovriero esaltano le sgroppate di Gargano. Da quel momento in poi, la Juventus va alle corde e i partenopei sfiorano il gol in almeno tre occasioni con Lavezzi, Gargano e Bogliacino. Nel finale, nonostante un predominio azzurro costante per tutto il secondo tempo, Trezeguet batte Navarro sul filo del fuorigioco, erroneamente segnalato dall’assistente di linea. Altro dato confortante: buona la conduzione arbitrale sia per la gestione dei cartellini, in tutto saranno dieci, sia per la tempestività e la sicurezza nel segnale scorrettezze varie, a parte una gomitata di Nedved su Montervino non ravvisata.

Primo tempo supplementare più di marca juventina avendo un po’ più di birra in corpo dopo aver speso pochissimo nei secondi quarantacinque minuti: Navarro deve superarsi su Trezeguet che devia un cross basso di Marchionni a due metri dalla linea di porta, poco dopo ci prova Del Piero che si aiuta nel controllo con un braccio; entrano Vitale e Denis nel tentativo di sfruttare le varie incursioni esterne che molto hanno prodotto nella ripresa. Dopo queste due fiammate, i tempi supplementari si spengono con entrambe le squadre che abbassano i rischi controllando più sul possesso palla aspettando i calci di rigore.

Ai calci di rigori, fortuna e lucidità hanno sempre la meglio sulle varie qualità tecniche. La Juventus passa in semifinale dopo che il Napoli ha sfiorato in due occasioni di portare a casa la qualificazione visto gli errori di Nedved, facendo esplodere di gioia tutta la città di Partenope, e Sissoko con Navarro che per un soffio non respinge i rigori di Legrottaglie e Marchionni dopo aver toccato la palla; nel Napoli sbagliano Lavezzi e Contini che portano ad oltranza, Gargano spegne la scena calciando il rigore dell’eliminazione

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