È tornata un’anima: Napoli risorge all’ultimo respiro

Il Napoli al Mapei per cercare di concludere con un timido sorriso un 2019 di alti (pochi) e bassi (tantissimi), ed in generale un andamento in campionato deludente nella seconda metà della scorsa stagione e disastroso in quella attuale. Di fronte il Sassuolo di De Zerbi reduce da due pari di lusso in trasferta, a San Siro con il Milan e allo Stadium con la Juventus. Gattuso conferma per 10/11esimi la formazione titolare che sabato scorso ha perso in casa con il Parma: un solo cambio – obbligato -, vale a dire Luperto in luogo dell’infortunato Koulibaly. Dall’altra parte, cambio di modulo per gli emiliani rispetto al modulo “tipo”, con il temutissimo Boga in sostegno di Caputo in una sorta di 4-2-3-1, senza Berardi non al meglio; out pure Toljan, vecchio obiettivo di mercato di Cristiano Giuntoli.

 

PRIMO TEMPO

Sassuolo subito pericoloso e vicino al gol, dopo nemmeno un minuto di gioco: salvataggio miracoloso di Mario Rui sulla linea di porta; la spizzata di testa di Locatelli sul primo palo aveva di fatto battuto Meret. Napoli in confusione totale: brutta palla persa da Fabian Ruiz, quest’oggi schierato da regista: il Sassuolo conquista velocemente la sfera e solo una gran parata di Meret riesce a respingere un sinistro insidioso di Duncan che si era liberata per il tiro da fuori. I neroverdi fanno la partita: attaccano sempre in avanti, in massa, con personalità. Il Napoli cerca di contenere e limitare i danni, ma sono troppi gli errori tecnici, soprattutto di Insigne, che continua nella sua personale crisi d’identità. Milik sta provando a far salire la squadra: sin qui uno dei migliori il polacco, certamente tra i più volenterosi. Squillo Manolas: il greco centra la traversa al primo tiro in porta degli azzurri. Ma il Sassuolo ritorna ad affacciarsi con pericolosità dalla parti di Meret: gioca bene la formazione di De Zerbi e quando arriva al limite dell’area avversaria riesce spesso a produrre qualcosa di interessante. Attaccano a pieno organico, alti anche i terzini: Kyriakopoulos arriva al tiro, per fortuna del Napoli il suo diagonale non inquadra la porta e non diventa nemmeno un tentativo di cross per Caputo. Era nell’aria: il Sassuolo passa alla mezz’ora. Gol di Traore che si stacca alle spalle di Mario Rui e infila tra le gambe di Meret: gravissima la dormita del portoghese che non segue il taglio del centrocampista che si era inserito sul secondo palo. Adesso è durissima per il Napoli: situazione psicologica che si complica ulteriormente mentre la classifica – in tempo reale – piange a dirotto. Fabian tra i peggiori del match, in assoluto: sta sbagliando qualsiasi cosa, il Napoli nel mezzo soffre l’indicibile a causa dell’assenza d’un uomo d’ordine. Il Sassuolo domina e va vicinissimo alla rete del raddoppio: giocatori non posizionati correttamente, il Napoli è in bambola, lungo e puntualmente in ritardo sui palloni contesi. Traore sfiora il bis al termine di un’azione di contropiede: Meret gli dice di no e stavolta non si fa superare e tiene a galla il Napoli. Che dopo esser passato in svantaggio ha avuto il demerito di non aver saputo nemmeno tirar fuori le energie per tentare una reazione: solo tanto nervosissimo e pochissima lucidità. Il Sassuolo avrebbe meritato qualcosa in più, un solo gol di differenza è persino uno scarto ingiusto: al 45′ più un minuto di recupero, Chiffi manda tutti negli spogliatoi con il punteggio di 1-0 in favore dei padroni di casa.

 

SECONDO TEMPO

Il Sassuolo riparte esattamente da dove aveva finito. Gattuso inserisce Hysaj per Luperto, che non stava benissimo, e l’albanese si rende immediatamente protagonista con un errore dei suoi: legge male la traiettoria di un traversone, Boga se lo beve secco ma il suo tentativo pesca l’esterno della rete. Di contro, il Napoli dà l’impressione di aver ritrovato perlomeno la cattiveria: Insigne prova a sorprendere Pegolo che era fuori dai pali, ma il suo destro è troppo lento e telefonato. C’è spazio anche per le protese: Hysaj trattenuto in area piccola sugli sviluppi di un corner, ma Chiffi vede e lascia proseguire. Silente il Var Valeri. La ripresa è divertente, può succedere di tutto: il Sassuolo ritorna vivo e per un soffio non rischia nuovamente di raddoppiare. Iniziativa personale del turco Muldur, che salta facilmente Mario Rui, allarga il compasso ma non trova l’angolo vincente: palla – desinata in buca – a lato di un’unghia. Napoli fortunato e ancora in partita: un’invenzione di Allan, trovatosi casualmente in una inedita posizione di centravanti, fa 1-1 e restituisce un briciolo di speranza. Davvero geniale la girata del brasiliano, in seguito ad un velo di Milik: l’ex Udinese si è ritagliato uno spazio impossibile per liberarsi dalla marcatura dei difensori e scaricare una conclusione potente e precisa che fulmina Pegolo. Una cartolina del Napoli di Gattuso: Napoli aggrappato alla ferocia d’uno dei suoi giocatori più tenaci, che forse meglio di tutti riflette appieno le caratteristiche morali della neo nata guida tecnica. Il Sassuolo non è morto, però: azione strepitosa, avvolgente, che stana il Napoli all’interno della propria area di rigore e libera Boga al tiro, che pareggia anche il computo dei legni; una sassata dell’ivoriano si stampa in toto sulla traversa. Resta l’ultimo tentativo del Sassuolo, per il resto è solo Napoli che prova a vincere la gara, e ne avrebbe maledettamente bisogno. Finale rovente: un gol annullato a Callejon per fuorigioco millimetrico ed una traversa piena dello stesso Calleti, che aveva tutto il tempo per prendere meglio la mira su un cross teso di Zielinski. Gattuso non rischia il 4-2-3-1, stavolta conferma il 4-3-3 fino alla fine per evitare almeno di non perdere come invece era accaduto contro il Parma per un cambio coraggioso che aveva sbilancio la squadra. Al 94′, quando si stava per avvicinare l’ennesimo triplice fischio di una gara senza i tre punti, una carambola in area risolleva il Napoli dalle polveri dell’inferno: autorete di Obiang e Sassuolo-Napoli 1-2. All’ultimo respiro, da applausi l’anima ed il cuore ritrovati da questa squadra: determinante il piglio da combattente di Rino Gattuso, che al termine della partita va ad abbracciare singolarmente ogni calciatore. Una vittoria importantissima, che deve togliere di dosso le paure ed i pensieri negativi. Adesso la sosta natalizia, poi un gennaio di fuoco, per tentare una miracolosa scalata della classifica verso posizioni più dignitose.

 

TABELLINO

Sassuolo (4-2-3-1) – Pegolo; Muldur, Marlon (51′ Romagna), Peluso, Kyriakopoulos; Obiang, Locatelli; Duncan (64′ Djuricic), Traore, Boga (82′ Magnanelli); Caputo.

A disposizione: Turati, Russo, Magnanelli, Rogerii, Djuricic, Raspadori, Romagna, Ferrari, Tripadelli, Mazzitelli, Oddei, Bourabia.

All. Roberto De Zerbi

 

Napoli (4-3-3) – Meret; Di Lorenzo, Manolas, Luperto (45′ Hysaj), Rui; Allan, Fabian (70′ Elmas), Zielinski; Callejon, Milik (77′ Mertens), Insigne.

A disposizione: Ospina, Daniele, Hysaj, Elmas, Gaetano, Lozano, Leandrinho, Llorente, Mertens, Allan.

All. Gennaro Gattuso

 

Arbitro: Chiffi di Padova

Assistenti: Liberti-Bresmes.

IV Uomo: Dionisi.

VAR-AVAR: Valeri-Vivenzi. 

 

Ammoniti: 32′ Mario Rui, 37′ Traore, 66′ Locatelli, 71′ Elmas

Espulsi:

Recupero: 1′ pt, 4′ st

Marcatori: 28′ Traore, 57′ Allan, 94′ aut. Obiang

A proposito dell'autore

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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