E SE A GENNAIO ARRIVASSE UN PLAY ALLA ROMANO?

Il mercato si avvicina, si parla molto di movimenti in uscita e contratti da allungare, poco di operazioni in entrata. Indipendentemente da come andrà a finire il match di Torino, Marino qualche operazione la farà. “Centrocampo e attacco sono i reparti da rinforzare – sostiene il dg partenopeo -, mi piacerebbe acquisire più esperienza”. E se davanti Denis è esploso forse anche prima del previsto, Lavezzi continua a fare sfraceli, e Zalayeta ha solo la possibilità di crescere dopo l’infortunio di un anno fa, è evidente che soprattutto a metà campo il Napoli dovrà prima o poi correggere e completare il suo organico. E allora è facile fare due conti e capire che tipo di giocatore sta seguendo Marino.

Al Napoli serve un play, un metodista classico, un uomo d’ordine come Ciccio Romano, l’elemento in grado di equilibrare una squadra basata su Maradona. Ed oggi, in un Napoli che quando è in giornata viaggia a cento all’ora con i suoi mediani e attaccanti, non ci starebbe male un regista che desse equilibrio ed esperienza al collettivo. Con la mossa Romano, Allodi e Marino inserirono in quel Napoli il tassello giusto per completare un quadro già di per sé fantastico. Un po’ quello che potrebbe avvenire oggi. Marino ci sta pensando, ed in verità questo tipo di giocatore lo sta cercando già da un po’ di tempo. Non a caso seguì da vicino gente come Italiano, Milanetto, Liverani, esperti interpreti di un ruolo che non muore mai, ma sempre più complicato da ricoprire. D’Agostino e Ledesma (che sarebbe arrivato con Delio Rossi) sono altri due uomini sul taccuino di Marino. Blindati dalle loro società, servono argomenti convincenti per portarli a Napoli, ed eventualmente a giugno non da subito. Barone e Daniele Conti potrebbero essere i nomi nuovi. Il primo, già seguito in estate, si è un po’ perso dopo il mondiale vinto nel 2006 ed ha anche modificato il suo modo di giocare. Il secondo sta facendo progressi anno dopo anno e sembra pronto per il salto in una grande squadra.

Marino sta lavorando in silenzio. Come è nel suo stile il colpaccio lo fornirà all’improvviso, difficilmente sarà un grande nome, soprattutto sarà giovane. Nessuno pensava a Romano nel lontano 1986, se regista arriverà potrebbe essere una sorpresa per tutti. E’ difficile fare dei nomi, ci piace segnalare solo una cosa: Romano arrivò dalla Triestina, e proprio lì gioca uno dei principali attori di questo ruolo: Riccardo Allegretti (classe 1978) spesso sottovalutato rispetto alle sue qualità, bravo nel costruire il gioco e sui calci piazzati. Aiutò il Napoli a raggiungere la A due anni fa con il gol del pareggio a Piacenza. In B in questo ruolo ci sono De Vezze (che gioca a Bari) e l’emergente Magnanelli (Sassuolo), ma per un Napoli d’alto cabotaggio sarebbero un rischio. Marino per il ruolo di regista guarda anche all’estero, soprattutto in Argentina dove tramite Cyzsterpiller gode un canale preferenziale. L’obiettivo numero uno resta Mathias Abelarias del River Plate, già comunitario.

Ma al di là dei nomi, è evidente che questa squadra ha bisogno di un regista doc, un uomo capace di prenderla per mano garantendo più copertura alle libertà dei vari Hamsik e Gargano e che possa divenire il fulcro del gioco, in un reparto dove non sempre l’uruguagio ha la calma e le doti per impostare e dettare i tempi. Contro il Lecce, Gargano ha dimostrato di poter fare anche il vice Hamsik, evidenziando di possedere caratteristiche diverse dal giocatore che sta cercando Marino. Sarebbe una valida e necessaria alternativa in un reparto che non può vivere solo con un elemento di scorta (Pazienza) e troppe zavorre da salutare presto.

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