E’ FURIA CECA PER IL NAPOLI

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Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Gamberini (45’Hamsik), Rolando, Britos; Maggio (cap.), Donadel (72’Inler), Dzemaili, Zuniga; El Kaddouri (59’Calaiò); Pandev, Cavani. A disposizione: Rosati, Campagnaro, Cannavaro, Mesto. Allenatore: Mazzarri.

Viktoria Plzen (4-2-3-1): Kozacik; Reznik, Cisovsky, Prochazka, Limbersky; Darida, Horvath (cap.); Rajtoral (82’Fillo), Kolar (90’+1 Hejda), Kovarik; Bakos (60’Tecl). A disposizione: Pavlik, Zeman, Stipek, Adamov. Allenatore: Vrba.

Arbitro: P.Van Boekel; guardalinee: B.Simons, P.Langkamp; 4°uomo: D.Goossens; assistenti di porta: D.Makkelie, Ed. Janssen.

Marcatori: 28’ Darida, 79’ Rajtoral, 90’ Tecl

Ammoniti: Rolando, Inler, Hejda

Recupero: 0’ pt – 4’ st

Possesso palla: 55% – 45%

Prepartita: dopo aver ipotecato il passaggio ai sedicesimi, gli azzurri si apprestano ad un nuovo cammino in Europa League per cercare di arrivare quanto più lontano possibile. Ora più che mai, considerando gli interventi sul mercato che hanno fornito alla rosa valide alternative da considerare alla stregua dei titolari. Gli avversari di questa sera, al San Paolo, per la gara di andata sono i cechi del Viktoria Plzen che si sono piazzati al primo posto davanti ai campioni in carica, gli spagnoli dell’Atletico Madrid. L’occasione è ghiotta in quanto i padroni di casa potranno approfittare del fattore campo per stabilire un certo margine in modo da archiviare il passaggio in anticipo e, contestualmente, immergersi subito nel clima campionato dove la sensazione è che si proverà a lottare fino alla fine per il massimo obiettivo.

Mazzarri, per l’occasione, ha deciso di puntare sull’esordio di Rolando al centro della difesa, reparto completato da De Sanctis tra i pali e Gamberini-Britos ai lati, in mediana ci sono Donadel e Dzemaili con gli esterni occupati dal rientrante Maggio, con la fascia di capitano, e da Zuniga, mentre El Kaddouri agirà alle spalle della coppia d’attacco Pandev-Cavani. Insigne non ha recuperato dallo stato influenzale e non sarà della parita. I cechi, invece, hanno potuto godere di un periodo più vasto per la preparazione a questo scontro poiché il campionato è fermo per la sosta invernale. L’allenatore degli ospiti può disporre della migliore formazione per giocarsi nel migliore dei modi le sue chance di qualificazione. Resta un impegno da non sottovalutare, un ulteriore banco di prova per testare se l’amalgama tra tutti gli elementi dia come unico risultato la competitività inalterata della squadra.

Primo tempo: il calcio d’inizio spetta agli ospiti che provano subito a creare qualche buona trama di gioco, ma la difesa azzurra fa buona guardia, soprattutto con l’autorevole Rolando. Il Napoli pressa bene e cerca subito Cavani che in queste prime battute è leggermente decentrato per poter dialogare velocemente con i partner Pandev ed El Kaddouri. Al 7’ la prima occasione nasce dai piedi di Pandev che disorienta un avversario e cerca la battuta a rete sul primo palo dove è appostato bene il portiere ceco che si rifugia in angolo. Fondamentale è il lavoro di El Kaddouri tra le linee e proprio lui cerca di servire una palla filtrante a Cavani che, scattando sul filo del fuorigioco, viene chiuso in modo provvidenziale dal diretto marcatore. Sinora la manovra del Napoli si sviluppa prevalentemente per vie centrali, gli esterni Maggio e Zuniga spingono poco. Si vede più il colombiano con qualche spunto interessante, ma bisogna incidere di più da quelle parti. I cechi tengono botta chiudendo gli spazi in difesa e rispondendo a folate. Al 19’ è da registrare un bel colpo di tacco di Cavani al seguito dell’accorrente Zuniga che, da posizione favorevole, spedisce la sfera troppo a ridosso del portiere guadagnando solo un calcio d’angolo. Dopo un minuto, azione condotta centralmente dal Plzen che arriva in area di rigore con un contrasto a favore, ma la palla viene smorzata senza fronzoli dal granitico Rolando. I cechi si affacciano insistentemente dalle parti di De Sanctis sfruttando soprattutto le contrapposizioni esterne e ottengono una serie di corner. Il Napoli è in leggera difficoltà e non riesce a venire fuori nel modo in cui gli funziona meglio, ovvero con tocchi veloci e precisi. I ritmi dell’incontro sono compassati e ciò rappresenta un vantaggio per il Plzen che addirittura passa in vantaggio al 28’ con il suo uomo più interessante, il ventiduenne Darida che dal limite dell’area ha tutto lo spazio per battere a rete spedendo la sfera quasi al sette. Le cose si complicano per il Napoli che dovrà creare ben altro per tentare di valicare la palizzata della retroguardia boema. L’apporto del centrocampo, specie nella figura di Donadel, è letteralmente ininfluente e Cavani è costretto a fare gli straordinari staccandosi dall’area di rigore per venire a prendere palla sulla trequarti. Segno, questo, della prestazione sinora incolore della mediana e degli spazi completamente chiusi nella metà campo del Plzen. Al 42’ Britos viene avanti e dalla sinistra lancia verso Cavani che stacca alto ma la traiettoria si spegne sul fondo. Dopo tre minuti Zuniga vince un contrasto sul diretto avversario ed entra in area ma non riesce a servire Cavani che nel tentativo di raggiungere la sfera commette anche fallo. La prima frazione di gioco si conclude senza recupero e delinea il vantaggio degli ospiti con il minimo sforzo possibile, mentre il Napoli naviga a ritmi decisamente troppo timidi per riuscire ad impensierire la porta difesa da Kozacik impegnato solo in un’occasione. L’inerzia è tutta dalla parte degli azzurri che dovranno rientrare in campo con un approccio diverso a partire dalle scelte provenienti dalla panchina.

Secondo tempo: Mazzarri punta sull’ingresso di Hamsik al posto di Gamberini per provare a ribaltare il copione. Il Napoli in balia delle onde riceve la giusta scossa dallo slovacco che entra benissimo in partita. La difesa passa a quattro ed ora è una squadra votata all’attacco. Il Plzen arretra il suo baricentro e si fa schiacciare dalla manovra azzurra che manca però l’appuntamento decisivo. Il Napoli trascinato da Hmasik colleziona una serie di occasioni nitide per il pareggio, in rapida successione ci provano lo stesso centrocampista offensivo che sfrutta un’iniziativa personale in area ma fallisce sotto porta per l’uscita bassa del portiere ceco, mentre pochi minuti dopo un diagonale di Cavani fa la barba al palo. Il Napoli insiste e sfrutta anche la soluzione dalla distanza con Dzemaili che trova la corretta opposizione dell’estremo difensore ceco. Arriva anche il turno di Calaiò che rileva El Kaddouri, poi per i cechi entra Tecl al posto di Bakos. I cechi non sembrano accusare il colpo e arrivano anche per la seconda volta in fondo al sacco con Rajtoral, ma il guardalinee segnala una difficile posizione di offside. Ennesima occasione d’oro per il Napoli che con Hamsik, dopo un rimpallo, sfiora il primo palo. In campo anche Inler che prende il posto di Donadel, ora gli azzurri sono nettamente disposti in campo con una formazione molto offensiva. La buona sorte, bisogna dirlo, ha voltato le spalle al Napoli che, mancando l’imbucata vincente, riceve un’imbarcata pesante nelle poche occasioni costruite complessivamente dai cechi. È così che si matura un duro passivo sull’uno-due Rajtoral-Tecl, il primo bravo a sfruttare un’indecisione di Zuniga e il secondo glaciale a tu per tu con De Sanctis, partendo molto probabilmente da una sospetta posizione irregolare. Gli azzurri hanno consumato molte energie senza ottenere alcun risultato concreto, il contraccolpo è pesante e bisogna subito smaltire questa batosta. In sintesi: furia ceca al San Paolo, servirà un miracolo sportivo al ritorno tra sette giorni.

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