È crisi Napoli, problemi di comunicazione

È finita, forse, come tutti si aspettavano. Con i fischi del San Paolo nei confronti del Napoli, che non riesce a scrollarsi di dosso la negatività e chiude (quasi) nel peggiore dei modi una settimana caotica. L’inizio di stagione peggiore dal 2011-12 certifica il momento negativo della squadra di Ancelotti, che ha perso certezze e voglia di divertirsi, che prima del fischio d’inizio si compatta ma che in campo si mostra fragile e problematica. Sono diciannove i punti conquistati in 12 partite e dodici le lunghezze di distacco dalla vetta: troppe, inaspettate, inaccettabili per chi sperava di vincere lo Scudetto dopo anni di tentativi andati a vuoto, e che invece si ritrova a non essere nemmeno più la seconda forza del campionato.

La sosta arriva in soccorso, manna dal cielo per ricomporre le fratture e riordinare le idee. Il Napoli autolesionista, pieno di paure e ansie ammirato stasera, dovrà farsi da parte e permettere al Napoli spensierato delle scorse settimane di tornare a essere l’unico protagonista. Servirà un passo indietro da parte di tutti, recitare un mea culpa generale e affrontare le situazioni di petto, faccia a faccia e non per interposta persona o davanti ai microfoni e alle telecamere. A questo Napoli manca comunicazione ( la società prosegue il silenzio stampa), nel senso più ampio del termine, e così perdono tutti. Non è una questione di innocenti e colpevoli: si tratta di non gettare alle ortiche un lavoro faticoso, impegnativo e ricco di soddisfazioni per mere questioni personali. In fondo, nulla è davvero compromesso: la stagione è ancora lunga e tutto è ancora possibile.

A proposito dell'autore

Francesco Reale

Mi chiamo Francesco Reale, sono nato a Napoli ed ho 22 anni. Mi sono diplomato all’I.S.S Giancarlo Siani di Napoli ed attualmente frequento il secondo anno di università, presso la Federico II di Napoli, alla facoltà di lingue, culture e letterature moderne europee.

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