DUE PERLE DI MERTENS REGALANO AL NAPOLI LA PRIMA VITTORIA DEL 2014

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NAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Fernandez, Albiol, Reveillere (49’ Armero); Inler, Dzemaili; Insigne, Callejón (84’ Radosevic), Mertens; Higuain (77’ Duvan Zapata)(Colombo, Contini, Uvini, Bariti, Pandev). All. Benitez.

 

SAMPDORIA (4-2-3-1): Da Costa; De Silvestri, Mustafi, Gastaldello, Regini (72’ Costa); Obiang, Palombo; Soriano (66’ Sansone), Kristicic (77’ Pozzi), Gabbiadini; Eder (Fiorillo, Renan, Rodriguez, Wszolek, Bjarnasson, Maresca, Eramo, Pournasier). All. Mihajilovic.

 

Arbitro: Banti (Livorno)

 

Guardalinee: Nicoletti (Macerata) – Grilli (Gubbio)

 

IV uomo: De Pinto (Bari)

 

Arbitri addizionali: Calvarese (Teramo) – Pinzani (Empoli)

 

Marcatori: 53’ e 62’ Mertens.

 

Ammoniti: Obiang (S), Regini (S), Higuain (N), Mertens (N), Mustafi (S), Duvan Zapata (N).

 

Recupero: 0’ pt, 4’ st.

 

Angoli: 7-1 per il Napoli.

 

Tanti dolci e poco carbone nella calza della Befana di un Napoli che, al cospetto di una buona e generosa Sampdoria ottiene la prima vittoria del 2014. Eppure rompere il ghiaccio nel nuovo anno non è stato facile per i ragazzi di Benitez, spietati in attacco, ove un formidabile Mertens ha recitato la parte del Leone ben supportato dai suoi compagni di reparto, ma ancora imprecisi e lenti a centrocampo e un pochino disattenti in difesa. Va da sé che, per la prima volta dopo tempo immemore, la retroguardia azzurra non è capitolata; se ciò è accaduto, al di là di un prova prevalentemente attenta, è stato anche per la scarsa precisione delle punte doriane, brave nel creare difficoltà. Sconfitta a parte, Mihajlovic può essere comunque soddisfatto della prestazione offerta dai suoi, aggressivi, volenterosi, spesso velocissimi in contropiede. Ma la maggiore tecnica e una concretezza chirurgica hanno fatto pendere la bilancia dalla parte dei partenopei: tre punti d’oro, utilissimi a tenere a distanza le inseguitrici nella corsa per l’Europa, Fiorentina in primis, e a non perdere il passo dalla Roma.

 

Con un occhio alle vicende del campo e l’altro a quelle del mercato, Don Rafael deve tenere conto delle emergenze infermieristiche, rinunciando a Reina e Behrami oltreché a Hamsik (niente rischi per lo slovacco), Zuniga e Mesto assenti da tempo. Dunque a sinistra largo a Reveillere, preferito ad Armero, con Maggio ad agire a destra e la coppia centrale Albiol-Fernandez; Dzemaili affianca Inler in mediana, Pandev parte dalla panca lasciando spazio a Mertens, Callejon e Insigne alle spalle di Higuain. Con tutti gli effettivi a disposizione Mihajlovic ha l’imbarazzo della scelta: confermato per 9/11 l’Undici anti-Parma con le novità Regini e Gabbiadini, il primo esterno basso mancino al posto di Costa, il secondo mezzapunta a supportare l’unico attaccante Eder, insieme a Soriano e Kristicic. In mediana ecco il sempiterno Palombo e Obiang, la difesa è completata da Gastaldello, Mustafi e De Silvestri, a difendere i pali c’è Da Costa. Tutto pepe, o quasi, la prima frazione, a ritmi molto alti da una parte e dell’altra. Non parte maluccio il Napoli, già pericoloso dopo soli 2’ allorquando Insigne da sinistra vede Callejon entrare in area, lo spagnolo ci arriva di taglio col tacco ma è una telefonata al portiere. Poi è il turno di Mertens, al tiro due volte in due minuti: prima al 7’ dal limite dopo una discesa solitaria (fuori), poi al 9’, appena dentro l’area da posizione defilata (Da Costa para). L’occasionaccia d’oro tuttavia capita a Higuain all’11’: Maggio imbrocca il cross buono e il Pipita ci arriva a colpo sicuro al volo, trovando il bel riflesso dell’estremo difensore doriano. L’argentino fa molto peggio nove minuti dopo, concludendo con un tiraccio inguardabile un’iniziativa personale. Malgrado i partenopei tentino di fare la partita, blucerchiati non stanno certo a guardare, giacché si difendono con le unghie e i denti, pronti a ripartire velocemente grazie al dinamismo e al sacrificio dei quattro d’attacco; tra questi Gabbiadini, che al 18’ scalda le mani a Rafael con un mancino dai 15 metri. E’ sempre il Ciuccio, nondimeno, a tentare sortite, nella fattispecie con Callejon che al 22’, al limite, elude la debole opposizione di Gastaldello e manda la sfera di poco oltre la traversa col destro. Ma la Samp spaventa: al 24’ l’indomabile Kristicic, imbeccato da Palombo, si libera di Albiol penetrando in area e scarta anche Rafael, ma s’allunga troppo il pallone verso il fondo. Dopo una fase stasi generale, dove a prevalere è soprattutto la loro lentezza nel ripartire in linea mediana (di Inler in particolare), gli azzurri provano a scuotersi prima con Mertens al 30’ (destro da fuori area respinto in baguer volleistico da Da Costa), poi con Higuain un minuto dopo (tiro-cross da sinistra, dopo dribbling su Mustafi, sul quale ancora Mertens manca la deviazione vincente sotto porta). Al 34’ Inler prova a riscattare una giornata incolore con il suo pezzo forte, la bordata da lontano: palla alta. Un minuto prima, però, la Doria è tornata a pungere: preciso il traversone di Gabbiadini, puntuale Eder, lasciato solo, nel concludere in controbalzo di destro, spedendo la palla di poco sopra la traversa. Ed è ancora il brasiliano, sfruttando una respinta molle di Inler su shoot di Obiang, a sparare un mancino neutralizzato da Rafael; tempo trenta secondi e Higuain scappa sulla sinistra e centra, ma Callejon arriva tardi in spaccata mancando il bersaglio. E’ l’ultima emozione dei primi 45’, visto che, a parte il pericoloso cross del temibile Gabbiadini fermato da Rafael con slancio felino, non succede praticamente nulla. Di sicuro i pensieri di Benitez e dei tifosi non potrebbero essere tranquilli: la Sampdoria aggredisce e se la gioca, il Napoli va a moviola e lascia spazi a centrocampo, balla spesso lì dietro, mentre in attacco non è facile traforare il muro eretto da Gastaldello e compagnia.

 

Ma l’avvio di ripresa non vede la sostanza cambiare: i blucerchiati in maglia nera non frenano la loro aggressività, gli azzurri appaiono talvolta come ingabbiati in una morsa, privi di varchi. Ed è ancora Eder a incutere timore al 48’, destreggiandosi in area tra le immobili maglie avversarie e concludendo centrale tra le braccia di Rafael. Due minuti dopo un altro buco centrale libera la ripartenza di De Silvestri, il quale fa tutto da solo fino al tiro: il carioca para. Tra le due chances doriane, Benitez ha intanto messo mano alla prima mossa: dentro Armero, fuori Reveillere. Callejon cerca di svegliare i suoi con un destro al volo da posizione impossibile, quasi dal fondo e al termine di una lunga azione da corner: alto. Ma passa appena un minuto (siamo al 53’) e un eccezionale Higuain, ben pescato da Callejon, s’invola sulla destra e suggerisce un assist preciso per Mertens, che di prima col piatto destro fulmina Da Costa. Il colpo da maestro del belga, bello e da rivedere nei secoli dei secoli, non spegne i furori di una Samp che, consapevole di aver giocato benissimo fin lì, si getta all’attacco con rabbia. E trova una traversa (58’) con Gabbadini, al termine di un’insistita azione personale da parte dell’ex punta del Bologna. Poco dopo Regini imperversa in area azzurra e, affrontato in contrasto da Armero, cade giù: rigore o no? Forse sì, ma Banti è lì vicino e dice all’ex empolese: “Alzati e cammina!”. Due giri di lancette e Mertens costringe al fallo di mano (con giallo aggiuntivo) Mustafi, il belga si piazza sulla mattonella ai 18 metri lasciando partire una ‘foglia morta’ letale per Da Costa: è il 2-0. Per i liguri sembra il colpo esiziale, tanto che per diversi minuti i partenopei lì davanti danno l’impressione di fare quel che vogliono, auspici un indiavolato Mertens, un Insigne voglioso (anche troppo …) di rompere il digiuno di reti in A, un Callejon e un Higuain sempre presenti nell’azione. E Lorenzo al 70’ lo cerca quel goal, sprecando però nel peggiore dei modi il velo di Callejon su sventagliata di Mertens: oltre la traversa, da una posizione buona per un assist allo spagnolo. Un pochino prima Obiang s’è fatto bloccare da Rafael una conclusione dal limite. Vicino al goal arriva anche Inler di testa, su corner di Insigne: a lato non di molto (75’). Un minuto dopo, Benitez concede il giusto riposo a Higuain sostituendolo con Zapata. Mihajlovic, che diverso tempo prima ha inserito Sansone al posto di uno spento Soriano, tenta l’ultima carta, la più disperata: via Kristic, un trequartista, dentro l’ex azzurro Pozzi, un attaccante puro. E sul solito buco lasciato centralmente dal Napoli, proprio i due nuovi entrati combinano una pericolosissima ripartenza che mette Sansone in condizione di tirare di sinistro a giro, dal limite: clamoroso doppio palo, Rafael battuto ma miracolato (78’). All’attaccante lucano replica Callejon: bravo lo spagnolo a liberarsi della marcatura di Mustafi, peccato che il suo destro sia centrale e venga respinto da Da Costa (81’). E proprio l’ex madridista viene sacrificato da Benitez per rimpolpare il centrocampo nelle ultime fasi del match. C’è spazio per Radosevic, così come per l’ennesima occasione mancata da Insigne, il quale cerca la segnatura attraverso il suo colpo preferito, il tiro a giro di destro con perno sul mancino: portiere battuto, ma palla di poco a lato. Il Ciuccio rallenta un po’ la sua corsa, il Baciccia genovese prova ad approfittarne grazie alle energie, ancora inesaurite, di Eder, Gabbiadini e Sansone. E la chance arriva rocambolesca: Maggio manca (e ti pareva …) l’anticipo su cross ancora di Gabbiadini, Eder si trova a tu per tu con Rafael e si fa rimpallare coi piedi dal portiere che spazza via da terra (!), dopo una carambola di pochi secondi Armero sbroglia la matassa. E rende sereno ai tifosi azzurri il pranzo dell’Epifania. Al di là della bella figura mostrata dalla Samp, la vittoria azzurra è indiscutibile. Ciò nonostante restano le obiezioni: in linea mediana s’è sofferto troppo, in difesa s’è ancora imprecisi. Da oggi in più Benitez e la dirigenza hanno ancor più indicazioni sulle mosse da attuare nel mercato invernale. Auguriamoci che siano prese col giusto senno, fermo restando che le perle di Mertens e la bella giornata di Higuain, Callejon, Insigne e pochi altri va goduta tutta.

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