DOVE E’ LA VITTORIA?

NAPOLI (5-2-3): Iezzo; Grava, Maldonado, Cannavaro, Domizzi, Savini (1' st Dalla Bona); Amodio, Bogliacino; De Zerbi (8' st Trotta), Bucchi (17' st Sosa), Calaiò. A disp.: Gianello, Montervino, Pià, Rullo. All.: Reja
BARI (4-5-1): Gillet; Milani (18' st Gervasoni), Belmonte, Pianu, Micolucci; Fabbiani, Eramo (37' pt Carozza), Fiorentino, Rajcic, Vignaroli; Sgrigna (26' st Di Vicino). A disp.: Aldegani, Baldassarre, Fusani, Piccinni. All.: Materazzi
ARBITRO: Gervasoni di Mantova
MARCATORI: pt 37' Eramo; st 31' Bogliacino
NOTE: osservato un minuto di raccoglimento in memoria dell'ex presidente del Siena, l'ingegner Paolo De Luca. Spettatori 30.000 circa. Espulso Grava al 31' st. Ammoniti Grava, Micolucci, Savini, Carozza, Pianu. Angoli 6-2 per il Napoli. Recupero: 2' pt, 6' st
Cercasi vittoria disperatamente. Manca da un mese, troppo. Non è arrivata neanche contro il Bari. Eppure, l'imbattibilità interna sale a ventinove mesi. E' forse questo l'equivoco più grande del quale il Napoli è rimasto prigioniero: preferisce accontentarsi del pareggio che allunga la serie piuttosto che osare per vincere a tutti i costi. Non è più una questione di equilibri, ma di troppi punti persi tra le mura amiche. Non serve il tridente se questo non è supportato da un centrocampo adeguato, ed è impossibile costruire una mediana granitica con cinque difensori. Se poi l'avversario, nella zona centrale, presenta gli stessi uomini che il Napoli ha in difesa, vincere diventa complicato anche se i mediani del Bari si chiamano Fiorentino ed Eramo. Già, Eramo. Questo giovanotto magari non arriverà lontano, ma potrà sempre raccontare a figli e nipotini di aver segnato un gran bel gol al "San Paolo". Quel gol aveva illuso il Bari, che per un'ora ha sperato di fare sua l'intera posta in palio e non il punticino per il quale Materazzi avrebbe firmato anche le cambiali. Capita, però, che dopo un primo tempo senza tiri in porta, sia proprio un ragazzino a ripagare con un gesto tecnico delizioso i paganti tornati a Fuorigrotta, che non hanno risparmiato fischi di disapprovazione ai loro beniamini. Una prodezza arrivata a pochi minuti dalla fine della prima frazione, un destro da quasi trenta metri lasciato partire da posizione defilata e che ha ingannato Iezzo, fino a quel momento inoperoso. Era stato il Napoli a costruire le uniche due occasioni, senza per questo impensierire Gillet. Dopo dieci minuti, Maldonado ha lasciato partire un rasoterra dall'interno dell'area che Milani ha spazzato via anticipando anche il proprio portiere; poco dopo, Savini ha pescato in area Calaiò che da posizione favorevole ha sprecato una facile opportunità. Per il resto soltanto conclusioni dalla distanza, terminate alte o a lato. Niente di nuovo.
Nella ripresa, Reja ha progressivamente smantellato il bunker difensivo da lui stesso costruito: ha tolto Savini e i fantasmi di De Zerbi e Bucchi ed ha inserito Dalla Bona, Trotta e Sosa. L'ingresso dell'esterno mancino e del "Pampa" ha vivacizzato la manovra, ma al quarto d'ora il Napoli aveva rischiato di capitolare con un contropiede partito dalla corsia sulla quale era stato dirottato Domizzi: Vignaroli, scattato sul filo del fuorigioco, si è presentato a tu per tu con Iezzo e dopo averlo evitato, ha lasciato partire un diagonale che la difesa ha spazzato via prima che la sfera entrasse in porta. Da quel momento è esistito soltanto il Napoli, che dopo aver sfiorato in due occasioni il gol è pervenuto al pari alla mezz'ora, con un diagonale risolutore di Bogliacino. In quell'occasione, gli azzurri sono rimasti in dieci per un'ingenuità di Grava, che ha raccolto la sfera dal sacco beccandosi il secondo "giallo". E subito dopo, a coronamento di un quarto d'ora di eroico furore, Amodio ha avuto tra i piedi la palla del gol-vittoria, ma da posizione centrale ha sparato alle stelle. Sei minuti di recupero non sono bastati per ribaltare il pronostico contro un Bari che ha saputo difendersi con ordine, prendendo il punto che cercava e lasciando al Napoli le solite recriminazioni dopo l'ottavo pari interno.

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