DOPPIO LAVEZZI, FIORENTINA AL TAPPETO

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Napoli(3-5-2): Gianello, Santacroce, Cannavaro, Domizzi, Mannini, Blasi, Gargano, Hamsik (dal 34'st Pazienza), Savini, Lavezzi (dal 43'st Bogliacino), Calaiò (dal 22'st Sosa). A disp. Navarro, Grava, Contini, Montervino, Pazienza, Bogliacino, Sosa. All. Reja

Fiorentina(4-1-3-1-2): Frey, Ujfalusi, Kroldrup, Dainelli (dal 18'st Potenza), Pasqual, Kuzmanovic, Liverani (dal 1'st Liverani), Donadel, Montolivo, Osvaldo (dal 9' st Cacia), Mutu. A disp. Avramov, Da Costa, Potenza, Papa Waigo, Diakhate Cacia. All. Prandelli. 

Arbitro: Rosetti di Torino

Marcatori: 23' e 30' pt Lavezzi

Note: ammoniti Blasi, Osvaldo, Savini, Kroldrup, Ujfalusi, Mannini, Domizzi, Cannavaro Recupero: 0' pt   4' st

Vedi Napoli- Fiorentina e pensi al presente che sfida il futuro perchè Napoli e Fiorentina rappresentano due momenti distinti del medesimo ciclo vitale. Come dire che ciò che le accomuna è anche ciò che le divide. Sono rinate entrambe, infatti, dalle ceneri di un fallimento ed hanno entrambe attraversato gli "stadi" delle serie minori, in momenti diversi, seguendo una comune politica improntata sulla valorizzazione dei giovani, prima di ritrovarsi davanti nella notte del San Paolo. Ma, allo stesso tempo, sono anche due realtà differenti. Il Napoli è ancora crisalide, il suo progetto è in fase embrionale, mentre la Fiorentina è già una bellissima farfalla colorata che ha spiccato il volo. Questione di tempi poichè la natura non conosce improvvisazioni ma programmazione. Il giovane Napoli, alla ricerca di punti tranquillità, recupera Mannini e Blasi che vanno a sostituire Garics e Pazienza, tra i peggiori nelle sfida di Torino. Per il resto Reja conferma in blocco la squadra che ha perso con la Juve domenica sera. Prandelli, invece, ha qualche problema in più a causa dei tanti impegni ravvicinati ma opta per la miglior Fiorentina possibile con la sola eccezione di Osvaldo al posto di Pazzini.

E' un primo tempo a due facce quello tra azzurri e gigliati. I primi venti minuti trascorrono tra uno sbadiglio e un'imprecazione per i tanti errori di misura da ambo le parti. Prandelli prova a sorprendere il Napoli schierando un centrocampo a rombo con Kuzmanovic a ridosso degli attaccanti ma la mossa non fornisce gli esiti sperati poichè Cannavaro e soci soffrono maggiormente i tridenti larghi rispetto ai triangoli stretti. Tuttavia la Fiorentina pressa molto alto e si fa preferire nella circolazione della palla ma la sua azione è sterile, non produce nulla di interessante. Il Napoli, invece, mostra i soliti limiti correndo poco e male. Venti minuti di nulla, insomma. Poi si scatena il Pocho che, nel giro di sette minuti, beffa i viola addirittura due volte. La prima al 23' su un'ottima iniziativa di Mannini sulla destra e la seconda al 30' con una rasoiata dal limite che si infila nell'angolino con la partecipazione di un Frey poco attento. Chi se non il Fulmine azzurro poteva illuminare questa serata? La Fiorentina giochicchia, crea un paio di occasioni con Mutu (24' e 41') mentre il Napoli è cinico, quasi spietato e avrebbe pure l'occasione per chiudere l'incontro ma Hamsik, disturbato da Kroldrup, deposita il pallone tra le braccia di Frey. Alla fine del primo tempo gli azzurri sono meritatamente in vantaggio.

La ripresa si apre con il mea culpa di Prandelli che, accortosi dell' errore, torna all'antico sostituendo Liverani con Papa Waigo. La Fiorentina del tridente parte forte e coglie la traversa con un colpo di testa di Mutu (2') che fa venire i brividi a Gianello. Sembra il preludio ad un secondo tempo di fuoco e fiamme, si rivelerà l'unica occasione dei secondi quarantacinque minuti. Un fuoco di paglia. I viola, che pure avrebbero qualche idea, non sono supportati da gambe e fiato mentre il Napoli non ha nessuna intenzione di alzare i ritmi e si limita a coprire gli spazi e a provare qualche ripartenza mal congeniata, a dire il vero. Il risultato è che Gianello e Frey sembrano due portoghesi, due spettatori non paganti e l'unico spettacolo degno di nota sono le serpentine di Lavezzi, imprendibile in alcune accelerazioni quanto impreciso nel momento decisivo delle sue giocate. Peccati di gioventù che si possono perdonare visto che la vittoria è ormai in ghiaccio. La quarta del girone di ritorno e la salvezza è sempre più vicina.

 

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