DONATI: "AL SAN PAOLO PER FAR PUNTI"

"Pronto, buongiorno sono mister Donati". Il cellulare squilla, la voce è quella di un simpatico toscanaccio, di quelli genuini. La mattina non era stato possibile raggiungerlo al telefono, ci ha pensato lui a richiamare. "Il direttore sportivo Tacchi mi ha detto che voleva parlarmi. Prego, facciamo pure, che i ragazzi scalpitano per l’allenamento. Domenica a Napoli vogliamo fare risultato, perciò dobbiamo lavorare sodo". E’ un fiume in piena il tecnico del Chieti, Ettore Donati. Pochi minuti al telefono, ma sono un puro piacere. Simpatia naturale, risposta schietta. E voglia matta di vincere… A proposito, mister, ma ci hanno detto che domenica scorsa, dopo la vittoria contro il Teramo, ha esultato parecchio…"Ne approfitto una volta per tutte per chiarire: non ero felice di aver battuto la mia ex squadra, ma perché il Chieti aveva vinto una partita. Fra campionato e Coppa ne abbiamo vinte solo due, il risultato era sempre stato in bilico e per una squadra come la nostra, fare tre punti vuol dire tutto". Questo perché le è stato chiesto di friggere il pesce con l’acqua…"Sì. Tant’è vero che se ci salviamo ai play-out con un autogol al quinto minuto di recupero, saremo contenti lo stesso. E vuol sapere perché?" Penso di immaginarlo."Ma non fino in fondo. Questa è una squadra composta da ragazzi giovani, molti in prestito, moltissimi reduci da stagioni in cui sono stati fermi. Soldi non ce ne sono, e quando ho accettato questa sfida, l’ho fatto consapevole che a gennaio non usciremo rinforzati, ma indeboliti dal mercato perché se arriverà qualche offerta, la società cederà i giocatori. E noi dovremo pensare a come sostituirli attingendo dall’attuale organico". Donati, ma lei nasconde troppo un Chieti che ha comunque nove punti in classifica. "Il discorso è un altro. E cioè che noi dobbiamo combattere contro tutti, principalmente contro noi stessi ma anche con l’ambiente". Il presidente Buccilli è al centro di una contestazione feroce, le sue origini pescaresi non sono mai piaciute e poi la trattativa di quest’estate per la cessione societaria conclusasi con un nulla di fatto hanno creato troppo malcontento."Tutto vero. Anzi, le racconto un aneddoto. Fino alla partita pareggiata a Benevento, alcuni gruppi di tifosi gufavano" Possibile?

"Certo. Speravano che il Chieti perdesse tutte le partite cosicché il presidente regalasse ad altri la società. Domenica c’è stata una piccola tregua, martedì il presidente è venuto al campo dopo tanto tempo per farci i complimenti". Insomma, i suoi ragazzi saranno belli carichi per la gara del San Paolo, in uno scenario che non capiterà ogni domenica."Con la testa possiamo dare tante risposte pronte a cadere, come la ragione, quando si è davanti a quello spettacolo. In realtà il calcio è una cosa semplice, anche se questa è una B2 più che una C. Siamo in sei a lottare per la salvezza, poi tutte puntano al vertice. Ho visto giocare il Pescara, non penso sia più forte di molte squadre del nostro girone". Certo è che i suoi non sono facilmente emozionabili, a giudicare dai risultati…"Guardi, ognuno di noi è come un precario, un cococo (ci scappa una reciproca risata, ndc…). Cerchiamo sempre di "allungare la gamba" nonostante lo stipendio sia quel che sia, i ragazzi sanno che la domenica ci sono osservatori di squadre importante e che, nonostante tutto, è importante farsi vedere". Il Chieti era partito come cenerentola del torneo anche perché "spuntata" in avanti. Il suo punto di forza è però sulle fasce laterali."Ultimamente mi è capitato di giocare con due ali e un centravanti per un motivo molto semplice: ho solo due centravanti puri, quando li impiego insieme non ho riserve" Anche il Napoli è spuntato: va in bianco da quattro gare nonostante abbia dei centravanti, Berrettoni e Varricchio, che in serie C non sono riserve…"Sono pisano e perciò conosco i numeri di Varricchio da quando giocava nel Pisa. Il Napoli però non l’ho visto giocare. Mi fido di Ventura: pensi che quando lui allenava l’Entella io ero un giocatore del Poggibonsi. Altri tempi: quel Luciano Spalletti che ora gioca nell’Udinese era un atleta del Sesto Fiorentino. Che sfide…tornando al Napoli, ha tutto: una grande squadra, una grande società, un grande tecnico. Non voglio parlare dei singoli: bisogna aspettare che si crei il gruppo e che la squadra cominci a girare al meglio, ma i campionati si vincono da gennaio, con sette vittorie di fila si recuperano tutti i punti perso ad ottobre". Ma il Chieti pensa già a come recuperare i punti che potrebbe perdere al San Paolo?…"No, no, guardi, non mi piace fare il falso modesto: noi al San Paolo veniamo per fare risultato positivo. E sa perché? Perché il calcio è mors tua, vita mea, se non uccidi ti uccidono. E’ un po’ come la querelle Baldini-Spalletti di qualche tempo fa. Spalletti doveva attaccare per non subire, che poi il collega ci sia rimasto male…".

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