Diogo Jota: un cannoniere “portuguese”

Nato il 4 dicembre del 1996 a Massarelos, Diogo Jota si è formato calcisticamente nel piccolo club del Gondomar, dove vi è rimasto fino all’estate del 2013, quando è stato acquistato dal Paços Ferreira, che l’ha inserito subito nella rosa della squadra Under 19. Fa immediatamente bene nelle categorie giovanili, si guadagna le prime convocazioni nelle Under portoghesi e soprattutto riesce ad ottenere sempre più spazio in prima squadra. Negli ultimi 2 anni, il suo minutaggio con la prima squadra aumenta vertiginosamente e nessun tecnico si permette di toglierlo dall’undici titolare. Le sue prestazioni si assoluto livello non sono sfuggite all’occhio vigile dei top club europei: a spuntarla, nel 2016, è stato l’Atletico Madrid che si è assicurato il cartellino di Diogo Jota circa 7 milioni di euro. Ad agosto è stato poi ceduto nella Primeira Liga in prestito secco al Porto, perché nella capitale spagnola non avrebbe trovato abbastanza spazio da poter crescere. Mossa che si è rivelata vincente: in Portogallo Diogo Jota si è consacrato, realizzando ben 9 reti in 37 presenze. Tornato all’Atletico Madrid, nell’estate 2017 viene subito ceduto al Wolverhampton in prestito con diritto di riscatto e controriscatto a favore della società spagnola. Trova subito ubicazione nello scacchiere di Nuno Espírito Santo, realizzando la prima rete in competizioni ufficiali all’esordio in campionato, in Wolverhampton-Middlesbrough 2-1. Alla fine della stagione i Wolves, stregati dalle sue qualità, esercitano il diritto di riscatto di 14 milioni di euro. E i numeri sono tutti dalla sua: 18 gol in 46 presenze nella prima stagione in Inghilterra, poi un avvio da urlo nel campionato in corso con annessa tripletta da record ai danni del Leicester, diventando così il secondo giocatore portoghese dal lontano 2008 ad aver segnato una tripletta in premier dopo Cristiano Ronaldo.

Diogo Jota è un esterno puro da 4-3-3 o 4-2-3-1: corsa, dribbling, invenzioni, scatto, classe, rifornimenti costanti per il centravanti e anche gol pesanti. In spazi larghi è veramente complicato fermarlo, perché unisce velocità, resistenza allo sforzo ed una notevole tecnica individuale soprattutto con il mancino, ma si disimpegna discretamente anche con il destro. Quando deve attaccare è già maturo anche nei movimenti, riesce a divincolarsi bene dalla marcatura dei difensori con tagli alle loro spalle ed inserimenti letali. In previsione della seconda parte di stagione il Wolverhampton spera così di aver ritrovato il vero Jota, un’arma in più per provare ad inseguire il sogno chiamato Europa.

Di seguito alcune giocate dell’asso portoghese:

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Salvatore Stiletti

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