Di Gennaro a PN:”Doveroso fermarsi, vanno salvate vite umane! Dio denaro sempre al centro di tutto…”

Di Gennaro

Dario Di Gennaro, noto giornalista e telecronista di Rai Sport, ha rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni di Pianetanapoli.it:

1) In questo periodo di emergenza totale, con numeri che parlano chiaramente di una tragedia, sarebbe più giusto fermarsi totalmente senza neanche riflettere su future programmazioni degli eventi sportivi?

“Io sono dell’idea che è giustissimo fermarsi totalmente e non solo. Devo constatare che intorno a noi ci sono tante organizzazioni internazionali che ancora faticano a capire che bisogna fermarsi, la UEFA è arrivata solo oggi a rinviare le coppe europee, neanche a sospendere l’intera attività. C’è una federazione internazionale di pattinaggio su ghiaccio che pensa ancora di organizzare i campionati giovanili in Inghilterra come se nulla fosse. C’è una miopia attorno a noi abbastanza dilagante. Direi che soprattutto queste organizzazioni in realtà aspettano solo decisioni governative per arrivare a scelte indifferibili, solamente per una questione di denaro perché nel momento in cui un decreto governativo chiude lo sport, sono al riparo da qualsiasi contestazione da parte di chi ha comprato i diritti sportivi e quindi si sentono nella tranquillità della loro azione. Il dio denaro porta avanti queste organizzazioni all’infinito fino a quando qualcuno più in alto di loro decida lo stop.”

2) Al giorno d’oggi l’interesse economico e il dio denaro sembrano poter prevaricare sulla salute pubblica. Perché si è arrivati a tanto…

“Probabilmente gli interessi economici sono talmente elevati e sproporzionati rispetto alla vita degli stessi dirigenti che trattano queste cifre, che probabilmente la situazione comporta necessariamente la decisione di andare fin quando un atto supremo dica stop. La Lega Serie A ha provato a tutti i costi il recupero del campionato a porte chiuse, poi solo il governo ha dovuto fermare tutto, mentre loro forse sarebbero andati avanti ancora. Oggi con i casi di positività di alcuni giocatori sarebbero arrivati ad un’analoga situazione ma fatto sta che deve esserci sempre un atto superiore per portare istituzioni di questo tipo a fermarsi. Gli interessi sono troppo forti. Se la UEFA decidesse di fare il campionato europeo a porte chiuse perderebbe solo 500 milioni, se dovesse cancellarlo ciò comporterebbe una perdita di tre miliardi e mezzo. Questo è il male minore, ma il dio denaro è sempre avanti a tutto. C’è sempre il tentativo di salvare capra e cavoli, ma oggi siamo nella condizione di dover salvare vite umane e basta. Parlare di sport è diventata l’ultima problematica da affrontare. Dobbiamo abituarci a stare un po’ lontani dallo sport. Penso che per vedere nuovamente degli eventi sportivi ce ne vorrà ancora.”

3) Il pubblico è sempre stato parte fondamentale e imprescindibile dello sport. Non può mancare…

“Basta risalire alle Olimpiadi dell’antica Grecia o agli spettacoli dei gladiatori al Circo Massimo o al Colosseo. Si facevano questo tipo di attività ludico-sportive per il pubblico. Gli stessi gladiatori, per quanto sapevano di poter terminare la loro esistenza, lo facevano per il pubblico. Non è una questione solo di oggi, lo sport è divertimento per chi lo fa e per chi lo vive sugli spalti. Senza pubblico è un’attività fine a se stessa che può essere paragonata agli allenamenti settimanali, finalizzati a giocare e dare spettacolo dinanzi a tutti gli spettatori. Non si può pensare di continuare la manifestazione solo a porte chiuse: è l’antitesi dello sport!”

4) Gasperini invece la pensa diversamente, dichiarazioni altamente discutibili: continuare a giocare anche a porte chiuse, oltre alla sua uscita sulla differente efficienza di strutture sanitarie tra Nord e Sud. Che giudizio hai dato…

“Sono state considerazioni avventate. Gli stessi casi di coronavirus sono arrivati dopo aver disputato le partite a porte chiuse, e ciò dimostrano che le sue sono state dichiarazioni improvvide. Per quel che riguarda la distanza tra nord e sud mi sembra abbastanza medievale. Il virus non guarda in faccia a nessuno, né tantomeno la carta d’identità. Colpisce sicuramente più in Lombardia e Veneto ma ormai colpisce ovunque. Soprattutto allo Spallanzani di Roma e al Cotugno di Napoli stanno facendo tantissime attività di prevenzione e di cura per cui non starei a fare la gara tra chi risolve meglio il problema. Bisogna risolvere ed essere uniti!” 

5) Proviamo per un attimo a chiudere gli occhi, anche se risulta complicatissimo, e proiettarci con il pensiero e la mente al mese di maggio (?) 2020. Su quali basi lo sport in generale ed il calcio potranno ripartire. Cambieranno coscienza e modus operandi di queste federazioni dopo questa catastrofe?

“Sulla scorta di quanto visto in queste settimane non credo che le istituzioni sportive nazionali o internazionali avranno atteggiamenti diversi. Credo che eventualmente potranno solo far scorta dell’esperienza per crearsi un ulteriore paracadute. Auspico una riduzione dei calendari e degli impegni, di fronte ad un campionato di calcio con la Lega che ha dovuto inventarsi delle date per piazzare i primi recuperi, con una Coppa Italia ancora in ballo, adesso non si sa quando si ripartirà. Va diminuito il numero delle squadre delle Serie A per garantire maggiore elasticità. Detto ciò ci auguriamo tutti che una situazione del genere sia unica nell’arco dei prossimi decenni. Il mio auspicio è che imparino a gestire meglio i calendari, per il resto non immagino posizioni più sensibili da parte di chi gestisce tanto denaro, anzi un ulteriore inasprimento per blindare il movimento di denaro che comportano.  Ci sono sport e sport in tutto il mondo, io immagino come nella Serie A di calcio ci siano i presidenti che devono comunque pagare i calciatori senza avere alcun tipo di ritorno né in termini di immagine né di incassi né di risultati. In altri sport gira poco denaro, e diventa ancora più difficile gestire la situazione da parte delle società. Ma ora è necessario fermarsi!”

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Giuseppe Lombardi

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