Di Carlo: “Avevamo tanti assenti, le palle inattive hanno fatto la differenza”

Domenico Di Carlo, allenatore del Chievo Verona, ha parlato in conferenza stampa al termine di Chievo Napoli.

Sulla retrocessione:
Dispiace per questa retrocessione arrivata oggi, ma ci sono state situazioni nell’ultimo periodo sfortunate che non ci hanno permesso di continuare a lottare. Oggi si chiude una pagina e speriamo di chiudere questo campionato mettendo in campo giocatori con motivazioni e voglia. Non era facile oggi giocare contro il Napoli con i migliori, a noi mancavano anche tanti giocatori e poi due palle inattive hanno fatto la differenza. Oggi è arrivata la sentenza, quindi liberiamoci dai calcoli e giochiamoci le partite con più freschezza”

Finire bene per ricominciare bene? “Certo, bisogna dare un senso a questo finale di campionato e chi scenderà in campo dovrà farlo per onorare la maglia, come hanno fatto fino ad oggi i ragazzi. Abbiamo delle difficoltà, dei giocatori fuori, alcuni stanchi, ma lo spirito non deve mancare, ci sono ancora sei partite e dobbiamo pensare a noi stessi, alle nostre armi, senza pensare alla classifica. Poi è chiaro se affronti il Napoli con i migliori non è semplice, abbiamo concesso delle palle inattive e dobbiamo migliorare”.

Sulla gara: “Ho schierato una squadra più tecnica, per giocare anche noi, cinque giocatori offensivi, ma se non trovi la giocata finisci per abbassarti ed in non possesso qualcosa concedi anche se non abbiamo prese ripartenze. Dobbiamo servire meglio gli attaccanti, altrimenti come fai ad uscire fuori. Nelle gare precedenti avevamo fatto di più, forse per timore delle ripartenze s’è fatto di meno, per la paura di perdere 6-0, ma in realtà abbiamo concesso due gol su palla inattiva”

Vuoi restare al Chievo? “Sono arrabbiato, deluso, ma anche voglioso, sono così, pronto a ripartire perché il Chievo per me resta un valore alto come presidente, società, squadra e tifoseria. Il presidente credo sia arrabbiatissimo, è giusto, ma bisogna capire dove si è sbagliato, mettere un punto e ripartire. Il Chievo resta un club importante ed amato, deve tornare dove è stato tanti anni”

A proposito dell'autore

Andrea Mallardo

Studente di scienze politiche, iscritto alla associazione italiana arbitri. Segue il Napoli con passione e oggettività. Ha come diversivi il viaggio e lo scrivere. È alla sua prima esperienza come giornalista sportivo

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