DE PAOLA: “HAMSIK NON E’ UNA PROMESSA, E’ GIA’ UN CAMPIONE

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Luciano De Paola, come molti ex calciatori, è rimasto nel mondo del calcio ed ha iniziato come allenatore della Primavera del Brescia, ruolo che ricopre da diversi anni. Per questo il suo nome è legato a doppio filo a quello di Marek Hamsik, il primo acquisto del Napoli da serie A che sta costruendo Marino. De Paola è stato il primo a vedere il talento slovacco in azione, e come ha dichiarato nell’intervista rilasciata a noi, gli ha subito pronosticato un grande futuro. 

Mister, parliamo dunque di Marek Hamsik. Che caratteristiche ha? In quale ruolo lo vede più adatto?

“E’ un centrocampista di grandi qualità, polivalente e molto duttile. Ha un gran piede e calcia con facilità da qualsiasi posizione. Io, che sono stato il primo ad allenarlo quando aveva 16 anni, lo schieravo da mezzala destra nel mio 4-3-3, ma credo possa giocare in qualsiasi posizione della mediana con gli stessi risultati.”

 

Se dovesse identificare un calciatore famoso a cui somiglia, chi nominerebbe?

“Se dovessi sceglierne uno, direi Nedved, per diversi motivi, anche se il ceco rispetto a Marek  ha più “gamba”. Fra i giocatori che ho allenato invece, credo che l'unico che gli si avvicini come caratteristiche può essere Guana del Palermo. Ma in realtà non è facile trovargli un omologo, perché lui è semplicemente Hamsik, e presto sarà lui il termine di paragone”

 

Se fosse in Reja, chi consiglierebbe a Marino come suo compagno di reparto ideale?

Secondo me Marek può giocare praticamente con chiunque, perché è bravissimo sia nella fase di possesso che in quella di non possesso, quindi lo vedrei bene sia con un giocatore di qualità, come ad esempio Pirlo o Montolivo, sia con uno di quantità. Ma se dovessi consigliare un nome al mio ex allenatore (Reja è stato tecnico di De Paola nell'anno della promozione col Brescia ndr) direi Donadel della Fiorentina. Sarebbe perfetto con Hamsik e Bogliacino.” 

Che Marek sia un potenziale campione ormai si è capito. Ma avrà sicuramente qualche limite o qualcosa da migliorare… “Penso che debba migliorare un po' solo nella gestione della partita, lui gioca sempre di prima, fa sempre massimo due tocchi prima di dare via il pallone, mentre ritengo che abbia le caratteristiche giuste per puntare anche l'uomo, dovrebbe dribblare di più perché può permetterselo.”

Crede sia già pronto per il salto nel grande calcio o ritiene che dovesse maturare ancora un po'?

“Assolutamente sì, lui è slovacco, è un freddo, non tende ad emozionarsi troppo. Questo ragazzo è in grado di tirare dal dischetto al 90'  senza battere ciglio. Suppongo che neanche gli 80mila del San Paolo lo metteranno in soggezione. E' già molto maturo, pur avendo soli 20 anni, ha già la testa giusta per poter sfondare. Io lavoro nella primavera e vedo molti giocatori bruciarsi solo perché non hanno la giusta mentalità, lui invece fin da ragazzino è sempre stato un calciatore vero. E' pronto da tutti i punti di vista: avete fatto un vero affare."

Per chiudere, un augurio al suo pupillo per il futuro

L'augurio, o meglio, la previsione migliore, credo di avergliela fatta quando arrivò a Brescia: gli ho detto che sarebbe diventato un grande calciatore. Ebbene, pare che ci ho azzeccato, no?"

 

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