Dall’arrivo dal Carpi all’acquisto di Demme: il Napoli del futuro ripartirà da Giuntoli?

Nell’estate del 2015, dopo aver portato il Carpi in serie A,  Cristiano Giuntoli approdò alla corte di Aurelio De Laurentiis per la sua nuova avventura come DS della formazione azzurra.

Ruolo non facile il suo, in quanto anche se  ereditava un  patrimonio tecnico di assoluto valore, allo stesso tempo la società azzurra  per due anni consecutivi non aveva avuto gli introiti della qualificazione ai gironi di Champions League, prefiggendosi come obiettivo primario il ritorno nella massima competizione europea.

In ormai cinque stagioni di permanenza di Giuntoli a Napoli, si può tracciare un bilancio preciso completo del suo operato.

Iniziamo dai risultati ottenuti: per quattro anni consecutivi la squadra ha raggiunto l’obiettivo della qualificazione Champions League e quindi di conseguenza anche il lavoro del DS è da considerarsi positivo.

Nello specifico invece,  ciò che viene imputato maggiormente  a Giuntoli è  il modo in cui ha speso i soldi ricavati dalla cessione di Higuain  e  la gestione dell’ultima campagna acquisti estiva.

Sui 90 milioni spesi dopo la cessione di Higuain, Giuntoli ha cercato di seguire le direttive societarie: giocatori forti ma giovani, da poter valorizzare e magari rivendere dopo un lasso di tempo di 4/5 anni.

Diawara, Rog e Zielinski, al di là del loro valoro espresso in azzurro, sono calciatori di indubbie doti tecniche e in quel momento storico potevano essere annoverati come investimenti importanti e prospettici. Certo Rog non ha mai espresso il suo valore in maglia azzurra, ma quest’anno a Cagliari ha mostrato tutte le sue potenzialità.

Maksimovic, sopratutto nell’era Sarri non ha mai confermato di valere l’investimento per il suo cartellino, ma nell’ultimo campionato sta venendo  emergendo in maniera costante.

Capitolo a parte merita la questione Milik : acquistato a più di 30 milioni di euro, il giocatore polacco avrebbe avuto un rendimento diverso senza i due infortuni consecutivi.

Non è un fuoriclasse, non è Higuain o Cavani, ma non si può  condannare Giuntoli per aver acquistato un attaccante fortemente voluto da Sarri e che aveva realizzato sette reti fino ad inizio ottobre 2016, ovvero nelle gare disputate prima dell’infortunio in nazionale.

Per quanto concerne l’attuale mercato, dobbiamo dire che Ancelotti ha inciso in maniera quasi totalitaria. James e Lozano erano due grandi obiettivi del tecnico di Reggiolo, come lo stesso tecnico ex Milan non ha voluto un centrocampista di caratteristiche simili ad Allan. E’ arrivato Elmas e ora con Gattuso inserito nel suo ruolo prediletto, sta facendo vedere a tutti le sue qualità.

Sull’acquisto di Manolas. c’è poco da commentare: anche qui, dopo l’approdo di Gattuso si è rivisto il difensore greco che avevano ammirato i tifosi romanisti negli scorsi anni.

Ciò che è stato sbagliato nella campagna acqusiti della scorsa estate,  è il voler rincorrere per troppo tempo un bomber che non era alla portata economica del Napoli come Icardi.

Dopo la stagione 2018/2019  si era ormai percepito  che Milik doveva essere affiancato da un attaccante con altre caratteristiche, soprattutto per il modo in cui giocava Ancelotti.

Ed invece, il Napoli per inseguire il sogno Icardi ha perso di vista obiettivi raggiungibili come Zapata e Belotti, per poi ritrovarsi negli ultimi giorni di mercato a mettere sotto contratto Fernando LIorente.

Ed allora,  dopo aver analizzato tutto, la domanda da porsi è la seguente: la società azzurra deve ancora puntare su Cristiano Giuntoli?

A pensarci bene, il vero quesito non riguarda la conferma o meno di Giuntoli, ma il ruolo che la società partenopea ha in mente per la figura del direttore sportivo.

Dopo la gestione Pierpaolo Marino,  il Napoli ha avuto sotto contratto due direttore sportivi: Roberto Bigon e Cristiano Giuntoli.

Nella  gestione Bigon ricordiamo un episodio che ci fa comprendere l’esatta dimensione del ruolo che De Laurentiis ha in mente per il direttore sportivo. Ed infatti  fu proprio De  Laurentiis a dichiarare che nella trattativa per l’acquisto di Higuain, Bigon non fu coinvolto, con lo stesso D.S che chiese al presidente il perché non fu avvertito di tutto ciò.

Tale esempio sta a significare che De Laurentiis abbia abbandonato il ruolo di un direttore tutto fare come Pierpaolo Marino ( il quale ricopriva il ruolo di direttore generale ), quindi è assolutamente inutile prospettare al Napoli direttori sportivi con ampi poteri decisionali.

Giutoli avrà sicuramente un ruolo importante nella gestione del mercato, ma il presidente De Laurentiis ha come suo modus operandi quello di avere sempre il controllo su ogni aspetto.

Ecco perché, considerando il profilo che la società richiede per il ruolo di DS, Giuntoli può essere ancora l’uomo giusto per continuare il progetto azzurro.

Il direttore ex Carpi conosce ormai bene le dinamiche societarie, oltre ad aver condotto un ottimo mercato di gennaio

L’acquisto Demme, sopratutto in considerazione al rapporto qualità prezzo, ha riscattato  quanto invece non  era fatto a centrocampo nella sessione estiva di mercato . Ma in quel caso, come abbiamo già detto in precedenza, Ancelotti aveva le sue grandi colpe.

 

 

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