Dal sogno infranto alla tragedia sfiorata: AZ Alkmaar, tra storia e attualità

Focus su uno dei tre avversari del Napoli in Europa.

Non una big del calcio olandese, ma una squadra giovane, un club innovativo che puntualmente sgomita per ritagliarsi un ruolo da protagonista in un campionato spesso dominato dalle solite “note” – Ajax, Psv e Feyenoord -, di fatto un po’ come in Italia: con un percorso per certi versi simile, appunto, a quello intrapreso dal Napoli di De Laurentiis, l‘AZ Alkmaar, prima avversaria degli azzurri nel group stage della prossima edizione d’Europa League, lo scorso anno ha seriamente sfiorato la storica impresa di vincere il campionato, nonostante – sulla carta – le potenzialità tecniche ma soprattutto economiche non le consentano di partire quasi mai con i favori del pronostico. In testa all’Eredivisie fino allo scorso marzo, potremmo dire che l’AZ è formalmente la squadra vice campione d’Olanda. Davvero avvincente il testa a testa messo in scena qualche mese fa con l’Ajax, terminato però anzitempo a causa del Covid: il governo olandese, dopo aver interrotto la competizione, ha deciso infatti di non riprendere la stagione, che si è conclusa senza alcun vincitore; l’AZ è arrivato a pari punti coi lancieri, ma di fatto classificandosi al secondo posto per una mera questione legata alla differenza reti; risultato comunque prestigioso, che è valso la qualificazione ai preliminari di Champions League, in occasione dei quali, dopo il successo al terzo turno, l’AZ si è dovuta arrendere al play-off decisivo con la Dinamo Kiev, vinto dagli ucraini in gara secca.

LA STORIA

Club fondato nel 1967, l’Alkmaar Zaanstreek-combinatie (il nome completo) ha trionfato per la prima volta in patria nel 1981, stesso anno in cui ha disputato – perdendo – anche una finale di Coppa Uefa, contro l’Ipsich Town; nel 2009 ha bissato la vittoria del titolo: in totale vanta quattro coppe d’Olanda, una supercoppa e tre campionati di “serie B”. Dopo il primo trionfo nazionale, l’AZ ha affrontato un ventennio abbastanza travagliato, non partecipando, almeno fino agli inizi del nuovo millennio, a nessuna competizione europea, e militando – fra le altre cose – diverse volte in Eerste Divisie (seconda divisione). Di recente ha risalito la china, sfiorando un altro “scudetto” nel 2007, perso all’ultima giornata, e riscattandosi qualche anno dopo, quando con Louis Van Gaal in panchina vinse un campionato (2008/2009) sostanzialmente dominato con tre giornate d’anticipo ed il record di 41 punti collezionati in 17 partite. Nel 2013 torna a vincere un trofeo battendo in finale di Coppa il Psv. Nel 2014 cambia ben tre allenatori in una sola annata: fecero scalpore le dimissioni di Marco Van Basten (probabilmente per motivi di salute), date dopo appena due mesi di attività. Nel 2016 cede un paio di pedine importanti, tra cui la prima punta Janssen, e l’AZ terminerà solamente sesto in campionato rischiando di non qualificarsi per un posto europeo. L’anno scorso la splendida cavalcata nonostante l’avvicendamento iniziale tra van den Brom ed il suo vice Arne Slot, che ha eguagliato il precedente record di Van Gaal.

FORMAZIONE TIPO

La squadra titolare è composta da una serie di talenti dal grande potenziale e sui quali si stanno già accendendo i riflettori dei migliori club: da tenere d’occhio il baby gioiello Myran Boadu, centravanti classe 2001, che nel 2017 ha esordito a soli 17 anni e che lo scorso anno ha messo a segno 20 reti, tra campionato ed Europa League, e realizzato otto assist in 24 presenze in Eredivisie. Alla sua destra un’altra stella, Calvin Stengs, esterno mancino di quelli come piacciono a Gattuso: il classe ’98 è stato monitorato dal Barcellona e questa estate è entrato anche nel mirino della Juventus, su proposta del suo agente Raiola. Sulla corsia opposta non c’è più il marocchino Idrissi, ceduto nelle ultime ore di mercato a titolo definitivo al Siviglia: considerato uno dei pilastri di Slot, dovrebbe rappresentare una perdita pesante per lo scacchiere olandese, orfano di un giocatore abile nel dribbling e con uno spiccato senso del gol; al suo posto si stanno alternando l’islandese Gudmundsson e il giovane Aboukhlal. Potenziale da vendere anche a centrocampo: capitan Koopmeiners, mediano raffinato e specialista delle punizioni che all’occorrenza può anche essere impiegato da centrale difensivo di sinistra; quindi il “dieci” de Wit, per molti il nuovo de Jong, regista puro e organizzatore di gioco ideale dotato di gran senso della posizione; infine il norvegese Midtsjø, profilo noto – insieme al più esprto Clasie – al ds Giuntoli che lo ha seguito a lungo prima di virare su Bakayoko. Nel reparto arretrato i quattro titolari appaiono Svensson, Chatzodiakos, Latschert e Winjdal, davanti al portiere Bizot. Sono in particolare i due esterni bassi, Svensson e soprattutto Winjdal (terzino di spinta, assistman e altro uomo mercato), che incarnano perfettamente l’idea di calcio propositiva del tecnico Arne Slot (42 anni, all’AZ dal 2017).

 

LO STADIO

Un vero mini fortino da poco più 17 mila unità. E’ qui – all’AFAS Stadion (DSB il nome originario) – che l’AZ costruisce le sue leggendarie imprese casalinghe contro le corazzate del calcio olandese. Sito nella cittadina di Alkmaar e realizzato nel 2006 per una cifra di circa 38 milioni di euro, nell’agosto del 2019 ha subito un terribile incidente: probabilmente delle forti raffiche di vento hanno fatto crollare una parte del tetto, sfiorando una incredibile tragedia; per fortuna lo stadio era vuoto e non ci sono stati né feriti né vittime. Al momento l’AFAS sta attraversando una fase di ristrutturazione che poi porterà alla completa ricostruzione dello stesso. Tuttavia, occorreranno tempi ancora lunghi per la messa in sicurezza e riapertura totale dell’impianto.

 

IN EUROPA

L’AZ ha superato quattro volte i gironi dell’attuale “Europa League”, sfiorando la vittoria nel lontano 1981, quando ancora si chiamava “Coppa Uefa“. Bisogna arrivare al 2005 per evidenziare il risultato recente più importante conseguito in campo internazionale: eliminazione in semifinale, sempre in Coppa Uefa. Dopodiché, il massimo che l’AZ è riuscita a fare è stato arrivare sino ai quarti di finale nel 2007, nel 2014 e pure per due volte consecutive (2011 e 2012). In Champions League ha giocato una sola volta, in seguito alla vittoria del campionato del 2009; così come nella vecchia “Coppa dei Campioni”. In Champions è stato eliminato direttamente alla fase a gironi per non aver vinto nemmeno una partita nelle sei gare del girone. Il Napoli, con il quale non si registrano precedenti, sarà la terza squadra italiana che l’AZ affronterà dopo Inter (1982) e Udinese (2012).

A proposito dell'autore

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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