CROSETTI: “TRA CAVANI E MAZZARRI, SAREBBE PEGGIO PERDERE IL GIOCATORE, ECCO PERCHE’. L’ALLENATORE IMPIEGA I GIOVANI TALENTI COME INSIGNE CON TROPPA PARSIMONIA”

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Maurizio, partiamo da una tua considerazione in linee generali sull’attuale campionato che sta volgendo alla fine…

“E’ un campionato molto simile a quello scorso con la Juventus che lo sta dominando e il Napoli ha recitato dall’inizio alla fine, sebbene il divario considerevole dalla capolista, il ruolo di reale antagonista nella contesa del titolo. È mancata la continuità necessaria a tenere il passo dei bianconeri che, quando hanno perso punti, non sono stati impensieriti dal Napoli che ha perso ulteriore terreno nello scontro diretto perdendo a Torino e pareggiando al San Paolo. C’è da aggiungere anche che sono mancate le altre squadre pretendenti, tra cui l’Inter mai seriamente pervenuta, il Milan svegliatosi troppo tardi, la Roma che non ha lasciato mai il segno e la Fiorentina che, pur facendo molto bene, non è ancora pronta come rivale per il tricolore. È un campionato di livello non propriamente eccezionale, ma pur sempre godibile”.

Focalizzandoci sul Napoli, è mancato anche qualcos’altro agli azzurri nella volata scudetto al fianco della Juventus?

“Un po’ di continuità nei risultati e nel rendimento generale, e poi ha sofferto il peso a livello psicologico di essere la prima e vera antagonista della Juventus incappando in quel piccolo trend negativo. Ci deve essere sempre una certa esperienza nel lottare ai vertici dall’inizio alla fine, un aspetto fondamentale per testare la maturità e la competitività di una squadra e credo che per la prossima stagione il Napoli possa convincersi maggiormente delle sue potenzialità in tal senso”.

La scelta di privilegiare il campionato rispetto all’Europa League è stata evidente. Il cammino europeo del Napoli quest’anno ha disatteso le tue aspettative?

L’epilogo è stato un vero flop soprattutto per quelle sconfitte subite in quel modo. Mi ha davvero sorpreso anche alla luce dell’incredibile avventura di un anno prima in Champions dove gli stessi azzurri per poco non avrebbero eliminato tra le sua mura amiche il Chelsea, diventato poi campione della competizione europea. La scelta evidente di privilegiare il campionato, dove gli azzurri hanno conquistati molti più punti rispetto alla scorsa stagione, rivela però un limite per quanto riguarda l’organico, non tanto nel suo aspetto qualitativo, bensì quantitativo. Servirebbe una maggiore ampiezza della squadra, con una qualità parimenti apprezzabile tra le alternative, per poter fare bene su più fronti”.

Gestire una rosa ampia darebbe non pochi problemi a Mazzarri che impiega in linee generali gli stessi titolari e poche alternative. Questo aspetto mette in luce un limite dell’allenatore, ma non sarebbe il caso che la società continuasse ad investire in modo oculato per rinforzare la rosa affinché anche la panchina sia parimenti competitiva?

“Sinora il Napoli ha investito molto sul mercato e continuerà a farlo per puntellare la rosa e renderla ancora più competitiva nel corso degli anni tenendo anche conto di eventuali cessioni importanti. Se andasse via Cavani sarebbe un colpo negativo grosso, non a caso i suoi gol sono mancati nel momento topico del campionato quando appunto era necessario avvicinarsi ulteriormente alla Juventus. Va detto che comunque il Napoli è stata la squadra antagonista più credibile dei bianconeri in ottica scudetto, se non vince lo scudetto la stagione non deve essere per forza definita come un fallimento”.

Stando alle voci di corridoio che intercorrono in anticipo sul fronte mercato, secondo te è più a rischio la permanenza di Mazzarri o di Cavani?

“Mazzarri ha rivelato che a fine stagione, se non dovesse raggiungere l’accordo per il prolungamento del contratto con la società partenopea, potrebbe anche prendersi un anno di riflessione o provare addirittura nuovi stimoli altrove. Per Cavani, credo che la differenza verrà stabilita dalle concrete offerte che arriveranno da parte di qualche top club europeo disposto a sborsare una grossa cifra che spingerebbe De Laurentiis ad un’attenta valutazione come specificato dallo stesso patron azzurro. Dovendo scegliere obbligatoriamente tra i due, propenderei più sulla permanenza del bomber uruguaiano e sacrificherei Mazzarri perché per certi equilibri può valere di più un giocatore che un allenatore.

Per il secondo posto è più avvantaggiato il Napoli o il Milan e quanto peserà in tal senso lo scontro diretto?

“Gli azzurri non dovranno lasciarsi sfuggire il secondo piazzamento che sarebbe il giusto premio alla continuità di rendimento in queste otto partite restanti. I due punti di vantaggio vanno difesi strenuamente e lo scontro diretto sarà decisivo su chi la spunterà. Per me è leggermente avvantaggiato il Napoli, mentre il Milan che ha inanellato una serie impressionante di risultati utili consecutivi troppo tardi per poter minacciare la Juventus potrebbe anche avere la meglio in questa corsa aperta e avvincente fino al termine del campionato”.

Quale reparto del Napoli necessiterebbe di maggiori accorgimenti nella prossima sessione di mercato?

“Con la premessa che molto dipenderà dalla permanenza o meno di Cavani, penso che la difesa sia il reparto che andrebbe maggiormente rivisto aggiungendo qualche elemento di maggiore valore ed esperienza. In generale comunque la società potrà operare nel senso di rendere più ampio l’organico colmando quella differenza tra i cosiddetti titolarissimi e le alternative in modo che ogni scelta tecnica non vada a modificare l’apporto sul campo”.

Ti aspettavi che Insigne avrebbe giocato così poco?

In generale bisogna essere molto cauti con i giovani talenti per evitare di bruciarli, ma allo stesso tempo centellinando il loro impiego si rischia di frenarli. La questione è di trovare un equilibrio sostanziale che spetta solo all’allenatore che sicuramente sa meglio di chiunque altro come gestire un sicuro protagonista del nostro campionato nei prossimi anni. Non mi  aspettavo che avrebbe giocato così poco anche considerando la partenza di un giocatore simile per caratteristiche come Lavezzi, forse Mazzarri preferisce non gettarlo troppo nella mischia optando per la strada della grande parsimonia e ne avrà i suoi buoni motivi”.

Quale è il giocatore che sinora ha confermato le tue aspettative e chi, invece, le ha disattese?

A dirla tutta mi sarei aspettato di più da Hamsik che, restando un giocatore di indubbio talento, è mancato un po’ troppo negli scontri diretti dove il singolo tende ad incidere maggiormente con la sua tecnica e personalità. In positivo, inevitabile additare Cavani che è stato davvero straripante nonostante il lungo digiuno realizzativo, ma ad uno dei migliori attaccanti al mondo come lui si può concedere anche un periodo di scarsa brillantezza esclusivamente in zona goal. Il Napoli è una realtà consolidata del nostro panorama calcistico che vede in Cavani il suo miglior solista in grado di fare la differenza da solo, ma a volte anche di dettarla a favore degli altri giocatori più rappresentativi”.

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