CRISCIMANNI: “BENITEZ MI PIACE, MA CONTRO L’UDINESE NON SARA’ FACILE. AZZURRI FORTI SEBBENE LA JUVE SIA ANCORA AVANTI”

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E’ oramai tempo di Napoli-Udinese; all’ora X (20.45) dell’anticipo del San Paolo non manca molto. Per parlare della sfida, ma non solo, abbiamo contattato in esclusiva il doppio ex centrocampista azzurro e bianconero Antonino Criscimanni. Romano di scuola giallorossa, esperienze a Genova (sponda rossoblù), Ferrara, Avellino, Pisa e Livorno, Criscimanni ci ha ricordato positivamente e con piacere le sue avventure all’ombra del Vesuvio (dall’81 all’83) e in Friuli (dall’84 all’88). Un breve ma esauriente tuffo nel passato, prima poi di esprimere considerazioni più concrete sul presente: il momento di Napoli e Udinese, la sfida tra i due bomber Higuain e Di Natale, le previsioni per il match di sabato e le sue idee sulle prospettive venture che attendono gli azzurri.

Criscimanni, lei giunse a Napoli nell’estate dell’81 in un momento particolare per gli azzurri. E nella sua esperienza col Ciuccio ha avuto anche l’onore di giocare con un grande campione come Rudy Krol. Cosa ci racconta di quella esperienza?

“E’ stata una bella esperienza. In azzurro ho giocato due anni: nel primo ci togliemmo delle belle soddisfazioni, il secondo fu invece un po’ tribolato. Mi è piaciuto molto soprattutto il rapporto con la gente, infatti a Napoli ho ancora molti amici: mi sono davvero trovato bene. Posso definirla in linea generale un’esperienza positiva e con buoni ricordi, soprattutto dal punto di vista umano”.

Poi, dopo la breve avventura a Pisa (retrocessione alla penultima giornata, ndr), l’approdo a Udine nell’84 e la fortuna di incontrare un altro mostro sacro come Zico. Che ricorda della sua avventura in Friuli?

“Zico era una persona eccezionale; non solo come calciatore, perché in quella veste lo conoscono tutti, ma proprio come uomo: un bravissimo ragazzo. Era uno dei più forti al mondo, ma non lo faceva mai pesare, specie quando andava in giro con noi compagni di squadra, in mezzo ai tifosi: forse era proprio per questo che Udine lo amava. Personalmente credodi essermi trovato bene in bianconero, ma potrei dire lo stesso di qualsiasi altra piazza in cui sono stato. Forse solo a Genova (nel ’78-’79, ndr) vissi una stagione un po’ particolare, perché facevo il militare e non ero sempre presente sul posto. Però ritengo di essere stato bene ovunque, di essermi adattato ovunque abbia giocato”.

Parliamo invece del Napoli di oggi. Quali ritiene siano i pregi e difetti degli azzurri? Cosa va e cosa non va, secondo lei, nel gruppo guidato da Rafa Benitez?

“A dir la verità non è che ho visto molto, anche perché ho disdetto un po’ tutte le pay-per-view ….Tuttavia, posso affermare che sulla carta quella azzurra è una buona squadra; Benitez è un allenatore che mi è sempre piaciuto, sin da quando in passato vedevo le partite dei suoi vecchi club. Certamente c’è stato nel Napoli un cambiamento di metodi e di gioco rispetto a Mazzarri, e quindi un po’ di adattamento ci vuole. Ciò nonostante, i partenopei stanno facendo un buon campionato, anche se Juventus e Roma stanno viaggiando a mille e non è facile mantenere il ritmo, specie se si tiene conto dell’ulteriore impegno in Champions. C’è sempre da migliorare, anche se credo che fin qui gli azzurri possano ritenersi soddisfatti per quanto realizzato finora”.

E per quanto riguarda l’Udinese cosa ci può dire?

“Beh, come spesso accade tutti gli anni i friulani balbettano un po’, anche se mi pare che ultimamente si siano ripresi, il che vuol dire che per il Napoli sarà una partita difficile. Ad ogni modo, direi che la qualità del Napoli sia decisamente superiore”.

Napoli-Udinese, però, sarà soprattutto la sfida tra due bravissimi attaccanti come Higuain e Di Natale. Secondo lei cos’hanno in comune e in che differiscono i due bomber?

“Sono tutt’e due dei veri goleador; in particolar modo Higuain, da quel che ho potuto vedere, mi sembra riesca a fare bene certi movimenti. Sia lui che Di Natale sono due grossi giocatori bravi nel fare goal. L’italiano di reti ne fa da una vita nel nostro campionato, l’argentino è giunto in Serie A solo quest’anno, eppure pare che si sia abituato da subito al modo di giocare del calcio italiano, infatti ha già segnato varie volte. Dunque, credo che al San paolo ci si possa aspettare qualche gol da entrambi, anche se credo che il vero peso in campo di una squadra sia supportato dalla squadra stessa”.

Lei in carriera era un centrocampista capace di proporsi in fase offensiva e molto tecnico, e veniva ritenuto un giocatore dai piedi buoni. In quali giocatori di Napoli e Udinese si rivede oggi?

“Beh, per me è difficile dirlo. Quando giocavo preferivo farmi giudicare dagli altri anziché ammirarmi, pur essendo consapevole di una partita giocata bene o no. In campo mi piaceva produrmi in mille scatti piuttosto che farmi 10 km di corsa, quindi non so chi possa somigliare a me oggi”.

Secondo lei come finirà la partita di sabato? Può darci un pronostico in tal senso?

“Come ho detto prima, il Napoli ha sicuramente qualcosina in più; perciò, volendo fare un pronostico, credo che quest’ultimo vada decisamente a favore degli azzurri. Tuttavia non si sa mai come possa finire una partita, quindi sarà comunque dura per Benitez e i suoi. Francamente non mi sarei mai aspettato che il Napoli perdesse col Parma, ma purtroppo è successo. Dunque, se non ripeteranno gli stessi errori commessi contro gli emiliani, gli azzurri potranno dire la loro con l’Udinese”.

A suo giudizio, quali obiettivi può raggiungere questo Napoli e cosa manca ancora al club azzurro per compiere il definitivo salto di qualità?

“Penso che il Napoli così com’è sia già buono, anche se è normale che spesso possa vivere giornate-no. Per quanto concerne gli obiettivi, tolta una Juve forte da tre anni, capace di giocare allo stesso modo cambiando pochi uomini e sempre un gradino sopra tutti, credo che gli azzurri possano tranquillamente giocarsela con tutte le altre per il secondo posto. Ovviamente non è detto che la Signora vinca di nuovo, però in questo momento vedo ancora i bianconeri più organizzati e pronti. Sia chiaro: dico questo, ma non sono juventino …. In merito a quel che manca alla squadra di Benitez, ritengo che essa sia abbastanza coperta in ogni ruolo, anche se non sarebbe male l’arrivo di un grande giocatore capace di far comodo a chiunque”.

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