CORBO: “PROPONGO UN NOME NUOVO PER IL POST-LAVEZZI, IKER MUNIAIN. MAZZARRI COMPLETO SE LANCIA I GIOVANI E GESTISCE BENE UNA ROSA AMPIA”

CORBO: “PROPONGO UN NOME NUOVO PER IL POST-LAVEZZI, IKER MUNIAIN. MAZZARRI COMPLETO SE LANCIA I GIOVANI E GESTISCE BENE UNA ROSA AMPIA” src=

Che voto attribuisce alla stagione complessiva del Napoli?

Dico 6.5 per la vittoria della Coppa Italia. Per il resto scendo di mezzo voto perché una squadra con un potenziale offensivo elevatissimo come quello azzurro avrebbe potuto, secondo me, lottare tranquillamente per le primissime posizioni, invece nei momenti topici è venuta a mancare lasciando punti pesanti. È stato un campionato mediocre dove la Juventus ha vinto per la maggiore grinta, l’entusiasmo e la freschezza, mentre il Milan ha perso terreno anche a causa di vari infortuni e dell’apporto calante di giocatori non più “verdi” come Van Bommell.

Si riparte dalla vittoria della Coppa Italia: è un traguardo che necessita di conferme sempre più importanti. Può inculcare, in vista dei prossimi obiettivi, la giusta mentalità vincente?

È una vittoria importante solo per il morale collettivo e per l’entusiasmo perché ha chiuso in modo brillante una stagione, a dirla tutta, altalenante e in chiaroscuro. Sul piano tecnico non ha avuto una certa valenza perché quella non è stata la vera Juventus del campionato, sembrava piuttosto appagata dopo i festeggiamenti per la vittoria del tricolore. Inoltre non ha goduto dell’apporto che, in altri tempi, un giocatore come Del Piero avrebbe potuto assicurare, magari non ritornando a centrocampo come ha fatto e dando la scossa alla squadra dove è diventato ormai una bandiera. Il trofeo offre maggiore autostima e convinzione ai ragazzi nei propri mezzi, maggiore entusiasmo ai tifosi e permette, inoltre, al Napoli di partire direttamente dai gironi di Europa League, a dispetto di quanto deciso dal piazzamento in campionato.

La prossima stagione si potrà puntare concretamente allo scudetto senza le fatiche di Champions?

Credo che sul piano tecnico sia molto più interessante il cammino in Europa League del Napoli dopo un anno di esperienza nella massima competizione europea. Da un punto di vista economico, invece, c’è la rinuncia importante ad una trentina-quarantina milioni di fatturato. Si perde qualcosa da una parte, in compenso si può incrementare l’esperienza oltre i confini nazionali assistendo alla ribalta di alcuni elementi come successo all’Atletico Bilbao che, pur perdendo la sfida finale contro l’Atletico Madrid, ha visto la graduale crescita di un giocatore interessante come Iker Muniain. È un ala sinistra che reputo l’eventuale sostituto adeguato a rimpiazzare il partente Lavezzi.

Potrebbe realmente fare al caso del Napoli?

Nasce ala sinistra d’attacco, ma può giocare anche da seconda punta. È un classe 92, ha le caratteristiche giuste per sostituire adeguatamente l’argentino: freschezza, velocità e resistenza dalla sua parte. Se il Napoli cercherà di prenderlo, non andrebbe incontro ad una svista.

Con il ritorno alla base di Insigne, l’attacco partenopeo è da considerarsi completo? Vargas sarà il primo sostituto di Lavezzi al fianco di Cavani?

Sarei favorevole all’acquisto di un grande attaccante che giochi titolare e in coppia con Cavani. Terrei Vargas aspettando che maturi con una maggiore continuità in campo, dopo una stagione praticamente persa per non aver pienamente convinto Mazzarri. L’allenatore deve imparare a gestire un gruppo ampio in modo da avere più scelte tecniche a sua disposizione e non deve basarsi solo sui famosi titolarissimi che, giocando ininterrottamente, andrebbero a ridurre le possibilità d’impiego a chi siede in panchina e merita anche di giocare.

Cos’altro manca a Mazzarri per maturare completamente?

A lui vanno i complimenti per l’adozione della difesa a tre e degli esterni a tutto campo, ma può solo migliorarsi impiegando di volta in volta diverse alternative a livello tattico che si adattino alle squadre avversarie e che fungano da opportune contromisure, specialmente quando non si riesce a sbloccare il risultato contro le difese che tendono a chiudersi.

Si aspettava la conferma di Pandev avvenuta con l’acquisto definitivo dall’Inter?

Sarebbe stato meglio puntare al rinnovo del prestito dopo un primo affare con la formula gratuita e l’ingaggio a metà con l’Inter. Spendere sette milioni e mezzo per l’intero cartellino è uno spreco considerando l’età del giocatore e il personale contributo relativo ad appena un’ora di gioco. Inoltre l’ingaggio alto verrà spalmato nel corso di quattro anni, tale cifra sarebbe stata maggiormente utile per l’acquisto di un giocatore più giovane. L’Inter ci ha solo guadagnato. Aspettando la scadenza del contratto con i nerazzurri, il Napoli avrebbe potuto ottenerlo tranquillamente gratis.

E per quanto riguarda Mazzarri?

Considero De Laurentiis e Mazzarri come due nemici inseparabili perché formano un binomio vincente. Quando nel calcio si va d’amore e d’accordo, si rischia anche di finire un rapporto in modo drammatico. Di contro, quando non ci si ama, trovando come soluzione un modus operandi per poter lavorare serenamente ciascuno nel proprio ruolo, allora quelle sono le coppie migliori.

La difesa è stata additata come reparto entrato maggiormente in difficoltà nel periodo post-eliminazione dalla Champions. Cosa ne pensa a tal riguardo?

Non è stata colpa della retroguardia, lì si deve parlare piuttosto di organizzazione difensiva che in quel periodo ha funzionato male. Il Napoli ha preso gol da molti difensori e centrocampisti avversari che, sfruttando le palle inattive e i cross dalle fasce laterali mal protette, hanno indirettamente evidenziato i limiti della scadente fase difensiva partenopea.

Di Inler cosa pensa? Potrà inserirsi pienamente la prossima stagione?

Considero lo svizzero un grande centrocampista da campionato, ha sofferto inizialmente l’adattamento in uno schema tattico diverso e la sensazione è che ci siano tutti i presupposti per vederlo salire definitivamente in cattedra. Secondo me, è stato sbagliato l’acquisto di Dzemaili che presenta pressocchè le medesime caratteristiche del connazionale. L’ex Udinese ha giocato molto meglio in coppia con Gargano, il vero giocatore da interdizione.

Da Bigon cosa si aspetta, invece?

Da lui mi aspetto un rapporto tecnico molto chiaro perché bisogna capire il motivo di un paradosso: come mai Fernandez, che è titolare fisso in Nazionale e lodato in patria, sia stato poco utilizzato in azzurro. C’è da capire, tramite un vertice proficuo tra De Laurentiis che stima il calciatore, Mazzarri e lo stesso Bigon, se sia sottovalutato a Napoli o sopravvalutato in Argentina.

Proviamo a dare un’interpretazione a questa discordanza…

Bisogna dare più fiducia ai giovani talenti, bisogna aiutarli a maturare. Mazzarri è bravissimo nel motivare gli “anziani” ottenendo sempre il meglio dal loro apporto, ma deve capire che occorre fare altrettanto nei confronti dei giovani per completarsi come allenatore. Vorrei tanto che un giorno si dicesse in giro che Mazzarri è un allenatore che ha creato più campioni prendendo dei giovani valorizzando ed esaltando il loro talento. Se questo non avverrà, allora sarà sempre un allenatore in grado di guidare una squadra e non costruirla.

Al Napoli servono i cosiddetti top players?

Purtroppo in chiave mercato, dei furboni hanno coniato un termine “top player” per giustificare acquisti molto costosi. Le squadre che vincono sono quelle che sanno allenarsi e prepararsi in settimana puntando, gradualmente, ad alti livelli. Non è il top player che fa grande la squadra, ma è il lavoro quotidiano che riesce a tramutare grandi giocatori in campioni.

Per la fascia sinistra chi vedrebbe bene?

Serve un giocatore che ricopra questo ruolo con autorevolezza, quindi no Zuniga per competenza, no Dossena che va rigenerato, ma dico Campagnaro che, all’occorrenza e aspettando nuovi innesti, può anche fungere da vice Maggio.

Le sue sensazioni su una potenziale collaborazione tra Napoli e Pescara. I due Presidenti potrebbero andare oltre i noti rapporti di stima?

Il Pescara è forte come squadra satellite finché ha un allenatore come Zeman. Bisogna stare attenti a quei calciatori che esplodono con l’allenatore boemo facendo un figurone e che, poi, possono smarrire le aspettative iniziali quando passano ad altre squadre.

Capitolo Nazionale: dopo il buon pareggio contro la Spagna, come si affrontano i prossimi due impegni decisivi e, se li supera, dove può arrivare?

Le squadre, che partono bene o benino, sono quelle che poi possono arrivare davvero lontano. Questa Nazionale mi ispira fiducia perché ha un allenatore che sa cambiare modulo, schemi e uomini anche a pochi giorni dalla partita. Allenatori così possono ottenere grandi risultati in tutti i campionati come è riuscito a fare, d’altronde, Lippi nel Mondiale del 2006.

Come ultima, le chiedo un parere sul calcioscommesse…

Io dico che sarebbe stato scoperto molto prima e di più solo se la Procura di Cremona, nei tempi giusti, avesse chiesto la collaborazione delle altre Procure attraverso uno scambio d’informazioni. Purtroppo ha fatto tutto da sola e ha scoperto solo una piccola parte di quello che sembra uno scandalo molto più vasto.

Translate »