Comincia dicembre, manca la vittoria, manca l’anima

Vittoria doveva essere, per scacciare i fantasmi che ormai non hanno più un volto specifico, per “invertire il trend” – citando Cristiano Giuntoli – per dimostrare che dalle difficoltà si può risorgere.

Vittoria doveva essere e non è stata, il Bologna sbanca Fuorigrotta con il minimo sforzo, ribaltando sul goal di Llorente al termine della prima frazione di gioco e portandosi sul 2-1, per poi essere ripresi nuovamente dallo spagnolo negli ultimi secondi, goal poi annullato per giusto fuorigioco.

Ennesima formazione di Carlo Ancelotti – ma ormai questo è un “trend” che non ci sorprende più  – con i minuti iniziali che vedono protagonista Hirving Lozano di una bellissima rete, annullata per irregolarità.

Poi solo disordine: individualisti ed egoisti Lozano e Insigne in ugual misura, errori di Llorente che rimedia di fino e di fisico col goal del vantaggio che doveva servire  – alla fine del primo tempo – a dare nuova linfa ad una squadra confusa e incapace di ritrovarsi.

Invece abbiamo visto un buon Bologna, misurato e compatto, capace di caricarsi in una partita brutta da osservare e ancor di più da giocare. Difficile è scendere in tecnicismi di sorta per commentare quanto andato in scena al San Paolo: dall’errore di impostazione di Maksimovic che ha portato i rossoblu al pareggio, passando per l’incapacità di comunicazione in attacco, arrivando all’impalpabile centrocampo a tre dei giovanissimi Ruiz, Elmas e Zielinski.
Difficile trovare alibi nei pochi sbagli dell’arbitro Pasqua.

Difficile commentare un Napoli che non sa più vincere, una squadra priva di anima ed energie che prova a rialzare la testa e saltare gli ostacoli – con pochi uomini come Di Lorenzo- ma che è lo specchio non solo di un momento difficile – e non bastano più le favole del tipo “l’ambiente sta meglio di quanto pensiate” – ma anche del proprio allenatore che dimostra di non avere la forza mentale di poter sciogliere il bandolo della matassa.

Perché, ed è questa la chiosa ad una brutta partita e all’ennesimo pareggio di questo difficilissimo campionato: in un gruppo che non riesce a ritrovare la propria essenza, la propria “anima”, come puoi privarti – benché sia stato probabilmente tra i primi artefici della rivolta – di uno col curriculum vitae e della garra di Josè Maria Callejon?

NAPOLI (4-4-2): Ospina, Maksimovic, Manolas, Koulibaly, Di Lorenzo; Fabian, Zielinski, Elmas (65′ Mertens), Insigne; Lozano (82′ Younes), Llorente. All. Ancelotti. A disp: Meret, Karnezis, Luperto, Mario Rui, Hysaj, Gaetano, Callejon, Mertens, Younes.

Bologna (4-3-3): Skorupski; Tomiyasu, Bani, Danilo, Denswil; Medel (62′ Svanberg), Poli, Dzemaili; Orsolini (46′ Skov Olsen), Sansone, Palacio. All. Tanjga. A disp: Corbo, Da Costa, Destro, Juwara, Krejci, Mbaye, Sarr M., Schouten, Skov Olsen, Svanberg.

Arbitro: Pasqua

reti: 41′ Llorente (N), 58′ Skov Olsen, 81′ Sansone

Ammoniti: Medel (B), Koulibaly (N), Denswil (B)

A proposito dell'autore

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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