CIGARINI, CHE FACCIA DA PIRLO

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Anche questa è fatta. La prima fase di mercato del Napoli appare come un salvifico purgatorio, nel quale Marino sta emendando tutti i peccati commessi negli scorsi anni in fase di mercato. Risolto il problema dell’attaccante, arriva alla fine anche l’organizzatore di gioco, un tipo di calciatore che da queste parti mancava da tanto, troppo tempo. L’ultimo è stato Gaetano Fontana, uno che però per età e caratura poteva essere prezioso solo in C; dopo di lui tanti tentativi ma mai nessuno all’altezza di un ruolo così impegnativo. Da Gatti a Gargano passando per due “gestioni” Bogliacino, trequartista adattato con più successo da Donadoni che da Reja. Ora il problema è risolto, si spera definitivamente, con il regista puro più promettente del calcio italiano. È Luca Cigarini, che dopo un’ottima stagione con l’Atalanta spicca il salto decisivo in una piazza ben più ambiziosa come quella di Napoli. Un salto costato un occhio della testa: dieci milioni fra Parma e Atalanta (che lo avevano in comproprietà) più il cartellino di Garics ai bergamaschi, e contratto quinquennale al giocatore. Soldi spesi bene? Il curriculum del ragazzo lascia ben sperare.

Un’escalation costante per una carriera da predestinato quella di Luca Cigarini da Montecchio Emilia, dove è nato il 20 giugno 1986. Campione d’Italia Allievi nel 2004 con il Parma, in un dream-team che aveva fra le sue fila anche talenti come Giuseppe Rossi, Lupoli e Dessena, Cigarini va a giocarsi a soli 18 anni il suo primo campionato da titolare in C1, seguendo il suo mentore Davide Ballardini a San Benedetto. Una squadra che figurava nello stesso girone del Napoli e forse solo per quello non è riuscita ad arrivare in B, visto che contava sulla verve di gente come Bogliacino e Amodio. Di quella Samb Cigarini è il punto cardine, il metronomo, un tipo di calciatore che in Italia è pregiato come il tartufo. Il Parma ha la vista lunga e dopo un solo anno lo riporta subito in Emilia, lanciandolo nella mischia a soli 19 anni. Un campionato da quasi titolare e poi la consacrazione nella stagione successiva, da baricentro dei ducali e dell’Under 21. Poi un’altra stagione da inamovibile in Emilia culminata però con una tristissima retrocessione. Un declassamento per tutta la squadra ma non per il talentino di casa, che pare dover spiccare il volo verso una big. Un’estate di trattative serrate con Juve, Fiorentina, Napoli e squadre straniere, poi a sorpresa ecco sbucare l’Atalanta che se lo porta a casa in comproprietà. In molti sospettano che dietro questo trasferimento ci sia la longa manus di Pierpaolo Marino, che vuole regalargli una sorta di Master di un anno per averlo poi pronto a vestire la casacca azzurra. Un esperimento riuscito alla perfezione perché Cigarini ha disputato metà stagione straordinaria a Bergamo, frenata solo da un brutto infortunio che l’ha strappato dal campo per tutto l’inverno. Quando ha giocato però ha messo in mostra tutte le qualità per le quali si sta facendo un nome: grande personalità e geometrie perfette unite ad un’ottima quantità di corsa, in più un ottimo piede anche da calcio piazzato, altro problema annoso della sua nuova squadra. Ovviamente non è perfetto, denuncia ancora qualche difetto dal punto di vista della continuità e del fisico. Ma è ampiamente perfettibile, dato che le qualità per migliorare ci sono tutte e il tempo è dalla sua parte, d’altronde ha solo 23 anni…

Sarà contento Marino, perché il “Ciga” incarna alla perfezione l’identikit del calciatore prospettico che tanto gli piace. Giovane, già abbastanza affermato e con giganteschi margini di miglioramento. Inoltre, ciò che più conta, è la voglia matta di Napoli che Luca ha da quando, in quel lontano 2005, vide per la prima volta il San Paolo ("Rimasi davvero impressionato", le sue parole). Importante inoltre l’intelligenza, non solo in campo ma anche fuori, che traspare dalle scelte di vita fatte finora. Cigarini ha preferito una crescita lenta ma costante alle facili ribalte delle grandi squadre, per diventare un campione a piccoli passi, senza mai strafare. Ci sta riuscendo alla grande, e siamo sicuri che nel Napoli ha trovato un traguardo, non un punto di partenza, perché la squadra è destinata a diventare grande con lui.

    

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