Ci si attendeva una reazione ed invece si è in piena involuzione . È il momento delle scelte …

 

Senza idee, senza gioco, senza anima e senza nemmeno il sostegno di buona parte dei tifosi, traditi dalla scelta incomprensibile di non continuare il ritiro nella famosa sera dopo il match col Salisburgo.

Nella gara  col Genoa, dai calciatori azzurri ci si aspettava di sicuro una reazione d’orgoglio e di carattere  che potesse portare alla vittoria che in campionato manca dalla gara interna col Verona.

Tutto ciò non è accaduto, anzi la reazione tanto attesa si è trasformata in una continua involuzione, perché se col Salisburgo il Napoli ha disputato una gara sufficiente ( buona in fase offensiva, molto meno nella fase difensiva), col Genoa invece si è vista di sicuro la gara più brutta della stagione, con i rossoblù che hanno sfiorato la rete della vittoria con Pinamonti. Insomma un Napoli cosi inerme al cospetto di un avversario che solo una settimana fa ha perso tra le mura amiche con l’Udinese, è lo specchio esatto del momento dei ragazzi di Ancelotti.

Ed è proprio su quest’ultimo che oggi l’interrogativo sorge spontaneo ed inevitabile: può essere ancora il tecnico di Reggiolo  l’uomo che potrà risollevare il Napoli da questa crisi di gioco e risultati?

Dopo ciò che si è visto col Genoa e  soprattutto considerando la continua involuzione di questa squadra che in campionato non vince dal 19 ottobre, la risposta è sicuramente no.
Ciò che è accaduto in settimana con la squadra che non segue Ancelotti in ritiro e la  prestazione col Genoa, potrebbe far pensare ad un gruppo che non segue più il suo allenatore. Ma anche volendo escludere questa tesi e cioè quella di un gruppo che non segue più il suo tecnico, la soluzione da adoperare da parte della società non cambierebbe, anzi renderebbe per certi versi ancor più grave il momento della formazione partenopea.

Un tecnico seguito dallo spogliatoio e che come risultato produce il non gioco della gara col Grifone, che fa seguito ovviamente ad un periodo che possiamo dire va avanti ormai da Napoli-Cagiari, non può di certo far ben sperare nel raggiugimento dell’obiettivo minimo ovvero la qualificazione in Champions League.

È il momento delle scelte, importanti, drastiche, ma allo stesso tempo inevitabili. Il tempo della gara da “ultima spiaggia “ è ormai finito.  Di sicuro la colpa di questa situazione non è da addossare tutta a Carlo Ancelotti, ma in questo momento questa sqaudra ha bisogno di una scossa importante per uscire da questa situazione involutiva in cui la squadra è pienamente catapultata .

 

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Saverio Quatrano

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