CHIARIELLO:"MAZZARRI HA TROPPI LIMITI PER IL SALTO DI QUALITA’ DEL NAPOLI. BIGON? AL NAPOLI NON SERVE UN SEGRETARIO MA UN LOMONACO. GRAVE NON AVERE UN CENTRO SPORTIVO PER I GIOVANI"

Approfittiamo della sosta per fare il punto in casa Napoli insieme a Umberto Chiariello. Si arriva da una vittoria contro l'Atalanta, sofferta, dopo una crisi di gioco e risultati. Con questi 3 punti conquistati al San Paolo il Napoli è fuori dal tunnel o c'è ancora tanta strada da fare?

La vittoria non ha allontanato la crisi. Nonostante ciò che dica Mazzarri la crisi c'è stata e la vittoria contro l'Atalanta è solo un brodino e non è la cura definitiva. Prima di tutto ci vuole continuità di risultati e la partita chiave sarà contro il Torino, al ritorno dalla sosta. Se il Napoli riesce a vincere in un campo dove ha perso la Lazio, la corsa per il secondo posto è realtà. L'Olimpico di Torino ci dirà se questo Napoli può lottare o no per il secondo posto. Cannavaro rilancia per una candidatura scudetto ma ormai la sua chance il Napoli l'ha sprecata. Poi non è da sottovalutare il problema tattico. Il Napoli non riesce più a reggere la difesa a 3 e il centrocampo a 2 mostrando i soliti problemi. Mazzarri in allenamento prova un nuovo modulo ma lo utlizza solo in partita in corso. Contro l'Atalanta si è vinto grazie all'inserimento di Armero e al cambio di modulo, e questo non fa altro che palesare la necessità di cambiare schema tattico fin dal primo minuto. Da un punto di vista fisico invece la squadra ha assorbito il richiamo atletico ed ora è pronta a mostrare di nuovo brillantezza.

Queste incomprensioni a livello tattico hanno determinato anche una gestione criticabile nei confronti del triplice impegno Campionato, Europa League e Coppa Italia. Ritiene si sia fatto un passo indietro rispetto all'anno scorso?

Il giudizio su Mazzarri è difficile da dare. Qualsiasi cosa si dica si rischia di sbagliare. A Napoli ci sono due partiti: i sostenitori e i detrattori del mister toscano, a meno questo risulta da siti e social network. Sarei in malafede se non dicessi che Mazzarri non ha fatto bene, ma so per certo che andrà via. Rimarrà uno degli allenatori più importanti nella storia del Napoli, ma ritengo che potesse fare di più. Un po' come Bianchi che ha fatto grandi cose ma poteva farne di grandissime. Mazzarri ha dimostrato che non è in grado di compiere il famoso salto di qualità. Fin dal primo anno, dopo una rimonta dal quart'ultimo posto, si è perso nel finale di stagione accontentandosi dell'Europa League. Nel secondo anno in piena lotta scudetto ed Europa League molla tutto, salvandosi con il famoso 4 a 3 sul filo di lana alla Lazio e con un tacito accordo in campo con l'Inter per non farsi del male. Il Napoli poteva lottare sempre per un obiettivo maggiore, anche l'anno scorso dove abbiamo buttato le partite con Chelsea e Bologna, soprattutto quest'ultima che poteva assicurarci contro una squadra demotivata l'accesso in Champions League.Quest'anno nel mezzo della lotta per lo scudetto il Napoli crolla, insomma tanti indizi rappresentano una prova inconfutabile.

Ma ritiene che questi crolli sistematici dipendano da un fattore fisico, quindi di preparazione, o semplicemente psicologico.

Dipende da due fattori. Uno è caratteriale. Mazzari è un ansioso. Grande motivatore, amato dalla squadra sì, ma non ha la freddezza alla Lippi o Capello tanto per intenderci. Non ha la capacità di alleggerire l'ansia sui giocatori e tranquillizzarli. Le scelte effettuate durante la partita sono sintomo di quest'ansia palese. Secondo motivo è sicuramente l'integralismo tattico. Il mister non cambia mai, se non costretto. Le sue dichiarazioni e giustificazioni sull'impossibilità di vedere Zuniga e Armero insieme in campo fin dal primo minuto fanno cadere le braccia.Grande allenatore è Conte, in grado di adattare la squadra ad ogni esigenza o Allegri che ha ricostruito dal nulla il Milan, creando una vera squadra.Poi ci sono almeno altre due critiche da muovere. L'accontentarsi sul mercato e quindi non avere il polso fermo (v. Donadel) e soprattutto l'incapacità di gestire un giovane. Se un Pogba fosse venuto a Napoli in questo momento starebbe giocando nella Primavera accanto a Radosevic.

Vedendo le prestazioni dell'ultimo mese e mezzo sono 4 i giocatori che hanno contribuito a questo calo. Insigne-Pandev, forse gestiti male, Maggio in calo evidente e soprattutto Inler. Prestazioni incolori che non hanno spronato il mister a cambiare qualcosa per sopperire a questi “vuoti”….

Per me Maggio è in calo fisiologico per l'età. E' un giocatore modesto, non sa crossare in corsa e non sa saltare l'uomo. E' un giocatore straordinario negli spazi, essendo muscolare e puntando tutto sulla forza fisica (forza + velocità). Ma per fare ciò deve essere sorretto da una forma fisica impeccabile, cosa che non ha avuto quest'anno. Doveva recuperare ed essere accantonato per un po'. Inler è un flop, 17 milioni buttati al vento, ma forse non tutte le colpe sono sue. Il giocatore turco è messo nelle condizioni per giocare al meglio delle sue possibilità? Non credo, un investimento errato, considerato che Vidal costava di meno ma con un ingaggio maggiore. In questo senso rimpiango Gargano. Una diga Gargano – Behrami avrebbe coperto meglio la difesa, certo non un centrocampo tecnico, ma si aveva la possibilità di recuperare facilmente palla e cederla ad Hamsik.Pandev è stata una vera delusione. Io personalmente lo reputavo migliore di Vucinic e quindi ero d'accordo sulla cessione di Lavezzi. Ma Pandev ha deluso, è un giocatore straordinario che non può permettersi però di giocare realmente 5 partite su 30. Bisogna far esplodere Insigne, un talento purissimo che non merita questo trattamento, per me non è inferiore ad El Shaarawy. Oltre a questi elementi c'è anche De Sanctis che non è più il portiere affidabile di una volta.

Quindi Lei boccia il rinnovo a De Sanctis?

No, ma potrebbe essere benissimo un buon secondo, un po' come Toldo quando si fece da parte per dare spazio a Julio Cesar.

E proprio parlando di rinnovi è d'accordo con il mancato accordo con Campagnaro? E' stata una scelta giusta o azzardata?

Sono totalmente d'accordo. Sposo in pieno il progetto De Laurentiis da un punto di vista gestionale, dal suo essere prettamente aziendalista. Non da un punto di vista organizzativo, perché fondamentalmente manca una vera organizzazione, ma sposo totalmente la sua gestione societaria, oculata e attenta al bilancio. Personalmente non rinnoverei mai un contratto per due anni ad un calciatore che quest'anno compie 33 anni e soprattutto per 3 milioni lordi. Un contratto ingestibile, è un' operazione alla Moratti, cosa che il Napoli non può fare giustamente. Se l'argentino accetta la panchina e uno stipendio consono è gestibile altrimenti bisogna cambiare. Se poi il rinnovamento si chiama Diakitè mi preoccupo….”

Parlando di mercato è spontaneo parlare di Bigon, come valuta il suo operato? Nel caso dovesse andare via Mazzarri trova giusto un rinnovo per il direttore sportivo?

Il problema principale non è l'allenatore ma il direttore sportivo. Non è adatto al ruolo, ma nessun direttore di personalità potrebbe accettare un ruolo nel Napoli, soprattutto per il carisma del Presidente. O si accetta un segretario prestato ad un ruolo non suo che accetti gli ordini del Presidente senza avere una propria statura oppure si punta ad un vero direttore sportivo come Lo Monaco che conosce tutto e tutti e si è creato una rete di fiducia costruendo di fatto il Catania che attualmente ha ambizioni europee; 40 anni di esperienza non si inventano. La questione è semplice. Vendere un Lavezzi o un Cavani a 30 o 70 milioni non è un danno. Rappresenta un danno se quei soldi vengono spesi male per due buoni giocatori e quattro non adatti. Per ipotesi se si vende Cavani e arrivano Suarez e Sanchez ben vengano, ma se si vende Cavani senza colmare la lacuna in maniera efficiente, quei 70 milioni vengono depauperati. “

Parlando proprio di Cavani le sottopongo una provocazione. Dalla A alla C2 nessuna squadra capolista ha in rosa il capocannoniere del campionato…

Parliamoci chiaro se togli Cavani da questa squadra il Napoli è da metà classifica. Se si tolgono Hamsik, Cavani e Pandev ed io aggiungerei Insigne, che sono di qualità tecnica superiori, tutti gli altri sono buoni ottimi manovali. Ad esempio Zuniga è uno dei più forti terzini ma non è un fuoriclasse. Campagnaro Behrami e Cannavaro sono tutti ottimi calciatori ma non sono i Marchisio, i Vidal o i Barzagli. La media della Juventus è di primo piano internazionale, cosa che non è il Napoli. Attorno ai fuoriclasse Buffon e Pirlo c'è un gruppo giovane di alto livello internazionale; il Napoli attorno ai suoi fuoriclasse giovani ha un gruppo di medio livello italiano. Se non si eleva la media e non entrano giocatori di alto livello internazionale il Napoli è destinato a tornare indietro. Occasioni del genere con un Milan che parte in ritardo, una Roma che solo ora ha trovato un suo gioco o un Inter altalenante capitano una volta ogni venti anni e l'anno prossimo con un Montella al suo secondo anno a Firenze e un Milan pronto fin dalla partenza le cose si complicano..L'anno prossimo ci saranno 6-7 concorrenti fortissime e se il Napoli vende Cavani e non si attrezza a dovere, è destinata al massimo all'ottavo posto.

Ma lei cosa si aspetta, cosa si augura al termine della stagione?

"Spero che Cavani rimanga, non mi taglierò le vene perchè nel calcio succede. L'importante è che si faccia un mercato all'altezza ma con Mazzarri e Bigon sarà difficile. Bisogna avere persone in grado di dire di no, di imporsi e che sappiano confrontarsi con il Presidente, anche perchè proprio De Laurentiis non ama i signorsì. Non si può dire di accontentarsi con Donadel, non è ammissibile.”

Anche perché oltre alla prima squadra abbiamo una Primavera che sta sfornando talenti interessanti…

E' una Primavera fortissima con elementi di spicco.Non ci sono le strutture però. E' drammatico ma è così. Se uno va ad ANDRIA che nel panorama calcistico non ha mai avuto il peso del Napoli, si trova davanti un centro sportivo per ragazzi favoloso. Così come Reggio Calabria e Frosinone con convitti all'avanguardia. Il Napoli non ha nemmeno la lavanderia e gioca peregrinando. La necessità di avere una struttura importante è fondamentale. Ad esempio a breve un giovane di 12-13 anni della Mariano Gheller, napoletano, va al City e il Napoli se lo lascia sfuggire. La Scugnizzeria è solo sulla carta ma non basta acquistare ragazzi forti. Ci sono ragazzi fortissimi ma non c'è un progetto giovani perché c'è bisogno di un struttura con convitto, centro sportivo e la possibilità di avere residenzialmente i propri giovani. Il Napoli è una società che fattura oltre 150 milioni ed è l'unica tra le big europee non avere un centro sportivo per giovani. Voglio un giocatore in meno e spendere di più per un centro sportivo giovanile all'altezza che possa permettere di avere 9-10 giovani in grado di approdare in prima squadra.”

Un giudizio sulla nota pubblicata dal Napoli nei confronti di Mediaset per l'affaire Cavani

La società ha fatto benissimo. E' vergognoso ciò che Bargiggia ha dichiarato. Minare l'ambiente in questo modo millantando,senza prove,che il Napoli abbia inventato queste voci per preparare il terreno alla vendita di Cavani, sono accuse da ingiuria, da calunnia, da diffamazione. Se il Napoli fosse quotato in borsa Bargiggia potrebbe essere denunciato penalmente per turbativa. Non si possono dire queste cose, al di fuori del gossip,Cavani è sempre stato un ragazzo esemplare, professionista e fisicamente vivo, mai appannato. E' fisiologico che un attaccante non possa segnare, ma mettere in giro “scoop da spazzatura” gettando fango in maniera irresponsabile sulla società Napoli, è inammissibile. Non c'è un piano dietro è solo un modo per trovare il colpo a sensazione, rientra nel servilismo classico di quella rete.Non c'è un piano per favorire il Milan, calciopoli è stata smantellata. C'è però una sudditanza psicologica che incide sia negli arbitri che nei giornalisti, senza nulla togliere ad Allegri che ha fatto un lavoro eccezionale o la Juventus che è la più forte, che ha le palle e dimostra di essere grande squadra, non come il Napoli, squadra ormai vecchia che si sgonfia contro la Sampdoria di turno.

Anche il concetto di ricordare sempre il passato e contare gli anni di assenza dalle vette del calcio italiano incidono negativamente sulla squadra partenopea..non crede?

All'epoca non c'era De Laurentiis che è partito da zero e ha la capacità di poter formare una squadra da scudetto. Mazzarri dimentica di essere stato vice di Ulivieri e che in panchina perse in casa per 4 a 2. Neanche lui poteva fare i miracoli quando i soldi non c'erano….”

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