CHE LO SPETTACOLO ABBIA INIZIO!

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Non c’è che dire, questo Napoli sembra essere davvero pronto. Superato il test Salernitana, archiviato il terzo turno di Coppa Italia, ora si pensa al campionato, ora si fa sul serio. Certamente non può essere un Napoli alla soglia della perfezione, ma tutto lascia trasparire una vena di puro ottimismo perché forse, per la prima volta, questo Napoli potrebbe trovare anche numeri da divertimento assicurato oltre ad una concretezza pratica che con il tempo s’è sviluppata nel DNA.

La gara. Tutto scritto. Abissale il gap tecnico e tattico fra le due squadre. Se dovessimo trovare una nota dolente a questo punto dell’anno solare, potremmo raccogliere quel primo quarto d’ora di agiatezza, come se il divario potesse consentire agli azzurri una passeggiata in carrozza. Il doppio palo colpito su calcio di punizione granata risuona come un campanello d’allarme che, dopo qualche minuto, diventa sirena di pericolo nell’attimo di paura davanti alla linea di porta difesa da De Sanctis, inoperoso dopo tutto. Dopodiché è il Napoli a fare sul serio, così prima Maggio, poi Lavezzi e nella ripresa Hoffer, archiviano la sfida senza ulteriori patemi lasciando al caso i tanti applausi e i sorrisi ritrovati nei ventimila del San Paolo.

La Tattica. Inizio con il modulo base. Quello incarnato da Edy Reja e registrato a dovere da Roberto Donadoni. Tante le differenze che risaltano all’occhio: tanta velocità, tanta palla a terra, centrocampo mobile e versatile con contini scambi di posizione. Uno esce e un altro entra, un da e l’altro scatta, tutto in modo sincronizzato accompagnato da una buona condizione fisica. Altra differenza sostanziale che porta un nodo alla mentalità cambiata: tempi addietro, in fase di non possesso, il centrale di centrocampo (il regista mancante ndr) era sorretto dai due interni tenendosi in linea aspettando l’avanzata dell’avversario; il nuovo Napoli, no! Adesso, il centrale di centrocampo (ovvero il regista ritrovato) resta staccato in copertura da classico medianaccio mentre i due interni si ritrovano più su ad aggredire i portatori di palla. Una bella novità che può consentire veloci ripartenze oltre ad un equilibrio costante. Inutile ricordare come siano fondamentali i due esterni che, accompagnati dal centrocampo e in alcune circostanze dalla difesa, riescono a sfondare anche centrale creando una superiorità numerica importantissima. Nel finale, Roberto Donadoni prova anche una sorta di 4-4-2 a rombo con Hamsik alle spalle delle due punte, lavorandoci potrebbe diventare una soluzione da tenere in forte considerazione. Nessuna pecca? In verità una c’è ma è anche abbastanza normale: Quagliarella e Lavezzi si cercano con grande frequenza supportati dal regista (Bogliacino in assenza di Cigarini), ma troppo spesso si cercano 1 – 2 e fraseggi veloci nello stretto che spesso lasciano il tempo che trovano. Logico, si lavora da un mese con un gruppo e una mentalità nuova di zecca.

Il futuro. Radioso e importante. Cancellate via le parole e i mugugni. Giù nel pozzo i mancati sorrisi e le paroline sotto voce, Napoli sembra aver trovato il modo per la quadratura del cerchio. Datolo ha voglia, sbaglia un rigore che lui stesso si guadagna dopo una giocata da campione, tanta voglia che gioca un brutto scherzo. Carico Ezequiel Lavezzi che si cerca con Quagliarella, corre a testa bassa come un tempo, segna ed esulta. Si dispera per qualche errore e applaude i compagni. Più di questo c’è solo Hugo Campagnaro, una roccia indistruttibile che mostra fisico e tecnica, qualità e quantità vicino ad un Paolo Cannavaro quasi ritrovato, sereno e diligente. Maggio sembra essere vicino al top avendo recuperato da un lungo infortunio mentre Hamsik sembra entrare sempre più nel vivo del gioco. Qualche pecca anche qui? Si! Restano due piccoli enigmi da sciogliere: Salvatore Aronica e Manuele Blasi. Il primo, dopo aver sbagliato qualche fuorigioco e per aver perso troppe volte l’avversario, sembra essere molto indietro rispetto ai compagni di reparto mentre il secondo, beh…entra al posto di Gargano e dopo trenta secondi commette un fallo duro ed evitabilissimo con il serio rischio di far male; bisognerebbe capire se è scarsa tranquillità, voglia di mettersi in mostra con l’aggressività (la sua arma migliore) o se proprio, adesso come non mai, voglia convincere qualcuno a prendere una semplice decisione. Intanto, però, lo spettacolo può anche cominciare…

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