CATENACCIO CATANIA PER NOVANTA MINUTI, CI PENSA MAGGIO

Napoli(3-5-2): Iezzo; Cannavaro, Rinaudo, Contini; Maggio, Blasi, Gargano, Hamsik (dal 75' Russotto), Vitale (dal 90' Aronica), Lavezzi (dal 90' Pazienza), Denis. A disp. Gianello, Aronica, Montervino, Pazienza, Bogliacino, Russotto, Pià. All. Reja

Catania(3-5-2): Bizzarri, Silvestre, Terlizzi, Silvestri, Sardo, Izco (dal 78' Baiocco), Carboni, Biagianti (dal 71' Ledesma), Tedesco (dall'83 Plasmati), Mascara, Morimoto. A disp. Acerbis, Antenucci, Sabato, Baiocco, Dica, Martinez, Paolucci. All. Zenga.

Arbitro: Celi di Campobasso

Marcatori: Maggio al 79'

Note: ammonito Morimoto

Recupero: 0' pt   5' st

Il tap in vincente di Maggio ad undici minuti dalla fine di una partita difficile e tormentata scaccia le streghe dal San Paolo e consegna il momentaneo terzo posto al Napoli, in attesa di sapere che accadrà questa sera tra Roma e Milan. Una liberazione per i quarantamila la marcatura del fluidificante poichè i match a cavallo delle feste, almeno storicamente, non portano granchè bene ai colori azzurri. E la storia sembrava doversi ripetere anche per l'anno appena cominciato. Il gentile inchino sotto la curva del fluidificante veneto ha invece placato il nervosismo e acceso il giustificato entusiasmo del popolo napoletano, rispedito lassù tra le grandi, dopo una giornata di purgatorio. Il giorno undici, ad undici minuti dal termine, non poteva che sbrogliare la matassa il numero undici napoletano. Coincidenze a parte non è stata cosa semplice venire a capo di questo incontro, però. Perchè gli azzurri ci hanno impiegato parecchio a carburare, ad aumentare i giri di un motore che, per almeno quarantacinue minuti, ha singhiozzato oltremodo. Merito anche di un Catania venuto al San Paolo con il chiaro intento di rompere il lungo digiuno esterno e tornare a casa con il più classico dei punticini.  Idea avvalorata dall'impronta totalmente difensiva data d Zenga al suo undici. Un catenaccio d'altri tempi. Mossa che ha bloccato l'inerzia della partita per tutto il primo tempo. Il pallino del gioco consegnato volutamente ad un Napoli incapace di scardinare il bunker eretto a protezione di Bizzarri. Al centro non si passa mentre le fasce sono mal sfruttate da un poco propositivo Maggio ed un Vitale libero da impegni ma poco servito dai compagni. Non è un caso dunque che gli unici sussulti arrivino sugli sviluppi di calci d'angolo con una conclusione sporca di Cannavaro (12') e una bella inzuccata di Denis (33') respinta da un braccio catanese e dal fuorigioco di Hamsik. Del Catania nessuna traccia se non un tentativo di Morimoto stoppato dall'inspiegabile fischio di Celi, per la fine del primo tempo, con diversi secondi di anticipo ed un'azione pericolosa in atto.

Diversa è la ripresa per ritmo ed intensità di gioco, non per abbondanza di occasioni da rete. Quelle continuano a latitare ma, per lo meno, lo spirito e la voglia sono quelli dei giorni migliori da parte azzurra. L'inizio a tavoletta rischia però di essere sporcato dal maligno tiro di controbalzo scagliato dall'ex Tedesco, al nono minuto, e destinato a trasformarsi nel più classico degli eurogol, se non fosse per la reattività di un attentissimo Iezzo. Il primo ed unico intervento del portierone azzurro nell'arco dei novantacinque minuti. L'unica conclusione degna di nota di un Catania troppo basso e schiacciato per poter pensare di tornare in Sicilia con il punto desiderato. Il resto è un monologo azzurro, fatto però di affondi confusi e poco ragionati. L'occasione migliore è lo sfondamento centrale di Hamsik (63') chiuso bene in corner da Bizzarri. Poi arriva l'episodio, l'unico apparentemente in grado di invertire la rotta di una partita destinata al pari: il calcio di rigore per fallo di mano di Terlizzi ma il cecchino Hamsik si fa ipnotizzare, confermando i segnali di una giornata poco felice. Un assedio sterile, almeno fino ad undici minuti dalla fine quando la caparbietà di Denis e l'altruismo di Lavezzi sono premiati dal terzo timbro stagionale di Maggio. La rete che fa capitolare il fortino catanese e scaccia via i cattivi pensieri dal cielo azzurro di Fuorigrotta.    

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