CASTELLINI: “IEZZO E SANTACROCE SONO DA NAZIONALE,DOMENICA FINISCE IN PAREGGIO”

Luciano Castellini è un doppio ex di Napoli e Torino. Il Giaguaro, come veniva soprannominato per il suo modo spettacolare di stare tra i pali ma in particolare nell’effettuare le uscite, ha avuto forse la sfortuna di essere nato nel periodo sbagliato. Davanti a lui, infatti, c’era un vero e proprio mostro sacro, un certo Dino Zoff, che gli ha “negato” le luci della ribalta. Castellini, da uomo umile e lavoratore qual è, non ha mai subito questa rivalità. Anzi ne ha tratto spunto per migliorarsi di anno in anno. Negli anni passati a Napoli, in particolare, ha sempre vinto la classifica stilata dal Guerin Sportivo come miglior portiere e un anno l’ha vinta addirittura come miglior calciatore in assoluto.  

 

Castellini, Torino e Napoli sono state esperienze importanti della sua carriera da calciatore, che ricordi ha di queste due piazze?

Non posso che avere ottimi ricordi di entrambe le piazze. Due città molto calorose e amanti del bel calcio. A Torino ho vinto uno scudetto e una Coppa Italia. A Napoli, invece, sono stato molto bene perché la città ti dà tanto”. 

 

Il suo dualismo con Zoff può essere paragonato quasi a quello tra Coppi e Bartali, lei come lo ha vissuto?

“Con la massima serenità perché sapevo di fare il secondo ad un grandissimo portiere. Con Dino c’è sempre stato un ottimo rapporto oltre che una grande amicizia”. 

A proposito di portieri, che giudizio ha sulla scuola sudamericana?

Negli ultimi anni stanno venendo fuori molti portieri da lì. Certo, è una scuola completamente diversa rispetto a quella italiana. Noi all’Inter, ad esempio, abbiamo Julio Cesar che si sta dimostrano un grande portiere. Di contro, Carrizo alla Lazio sta facendo fatica. Navarro? Non lo conosco bene e quindi non posso dare un giudizio”. 

Invece Iezzo, dopo l’operazione al ginocchio, sta tornando a grandissimi livelli.

Io sono un estimatore di Iezzo. Mi piace molto il suo modo di stare tra i pali. A mio parere in Italia è uno dei migliori. La Nazionale? Per me la merita: dà sicurezza al reparto e a Napoli ha dimostrato di poter giocare anche davanti alle grandi platee”. 

Visto che lei conosce molto bene anche l’ambiente dell’Under 21, che ne pensa di Santacroce?

“Fabiano è un grandissimo difensore. Per me è da Nazionale maggiore già adesso. Nel giro di pochi anni potrebbe diventare il nuovo Cannavaro” 

Passiamo alla sfida di domenica tra Napoli e Torino: cosa manca, secondo lei, agli azzurri per essere da Champions?

Non lo so cosa manchi al Napoli ma credo che gli azzurri stiano facendo un campionato strepitoso. Cosa si vuole chiedere di più a questa squadra? Sono convinto che potranno giocarsi le loro carte fino alla fine per il quarto posto” 

Il Torino, invece, dopo l’ennesima campagna acquisti fatta più di buoni propositi che di veri talenti, è alle prese con l’ennesimo campionato anonimo.

Io parto da un presupposto: nel nostro mondo tutti sembrano in grado di mettere in piedi una squadra. Se uno nella vita ha sempre fatto il salumiere, non può all’improvviso diventare direttore sportivo. E’ chiaro che mi dispiace per la condizione di classifica del Toro e spero che si possano riprendere il prima possibile”. 

Per domenica si sente di azzardare un pronostico?

“Se dico un pareggio credo di non scontentare nessuno. Un punto servirebbe ad entrambe le squadre per continuare a lottare per i rispettivi obiettivi”

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