CARMINE LONGO: “SERIE A MEDIOCRE. HAMSIK A PARTE, IL NAPOLI STA ANDANDO BENE. A QUESTA SQUADRA BASTEREBBE UN SOLO CAMPIONE”

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Una carriera lusinghiera e luminosa quella di Carmine Longo. Da direttore generale è stato artefice della rinascita del Cagliari tra fine anni ’80 e inizio anni ’90, e dei grandi risultati ottenuti dalla Salernitana dell’era-Aliberti, riuscendo anche a farsi rispettare nel caos societario del Bologna di Sergio Porcedda di qualche stagione fa. Quando lo contattiamo ci confessa: “Dicono che del Napoli parlo solo male”. In realtà, pur definendosi giustamente estraneo alle vicende attuali degli azzurri, si mostra disponibile e molto esauriente nel rispondere alle nostre domande relative ai diversi aspetti concernenti il momento attuale del Ciuccio. Esprimendo, dulcis in fundo, una sua personalissima e singolare tesi su come dev’essere attuato il mercato da De Laurentiis e soci.

Dottor Longo, come le sembra questo campionato 2013-14? Quali sono le squadre messe meglio e quelle peggio? Chi le è piaciuto di più e chi invece l’ha delusa maggiormente?

A me piace il calcio; dunque, dico che il campionato mi piace. Tuttavia, se devo giudicarlo dal punto di vista del suo valore, lo ritengo un campionato mediocre e modesto. La grande qualità di una squadra si ottiene con i soldi, investendoli, e non certo per grazia ricevuta. Le compagini più in difficoltà sono quelle che non dispongono di grandi risorse economiche, ma il rammarico più grande è che, pur avendo tali risorse, non si riesca a migliorare. Si guardi per esempio al Milan: spende tanti soldi per acquistare giocatori modesti, eppure non dovrebbe agire così. Una situazione del genere nasce un po’ anche dalla qualità dei dirigenti: non lo dico perché io mi ritenga bravo, specie considerando che da questo mondo voglio mantenermi out ancora per sei-sette mesi; dunque, vorrei essere al di sopra di ogni discorso personale. Però, ripeto, le poche risorse disponibili vanno spese meglio, un dirigente non può dire ‘avevo 100 milioni di Euro e ne ho spesi solo 30, per cui la mia squadra va male’. Credo soprattutto che, con la poca qualità in giro, i monti-ingaggio non vadano aumentati”.

Parliamo specificatamente del Napoli. Cosa pensa dei primi mesi di stagione degli azzurri? Cosa va e cosa non va, a suo giudizio, nel collettivo guidato da Benitez?

“Il Napoli sta facendo il suo campionato. L’unica nota negativa fino a questo momento riguarda il giocatore che aspettavamo tutti, cioè Hamsik. Per il resto, la botte sta dando il suo vino, nel senso che tutto sta andando normalmente. Forse qualcosa in più la si attenderebbe anche da Higuain”.

A proposito di Hamsik: secondo lei perché non sta andando benissimo?

“Io mi baso su quello che vedo: purtroppo non lavoro nel Calcio Napoli, quindi non conosco i motivi intrinseci di questa questione. E, appunto, quello che vedo mi dice che ci si aspettava di più da Hamsik, il quale per ora non c’è. Mi auguro per gli azzurri che possa riprendersi, perché in un campionato così, con lo slovacco in più, si potrebbe lottare per il primato fino alla fine”.

Che impressione le ha fatto Benitez? Quali sono i pregi e i difetti del tecnico spagnolo?

“Come allenatore Benitez ha lavorato in tutto il mondo con buoni risultati: ha vinto la Champions con il Liverpool, l’Intercontinentale con l’Inter, due Coppe Uefa con Valencia e Chelsea. E’ un tecnico preparatissimo, anche se entrare nella base del calcio italiano non è facile. Il nostro calcio è speculativo su ogni aspetto, specie sulla tattica, e nell’essere speculativo si differenzia da quello inglese. Dunque credo che Benitez ancora non si sia calato nella mentalità italiana, bisogna dargli tempo, ma è già tanto per lui il fatto che a Napoli stia andando molto meglio rispetto alla sua esperienza a Milano. Certo, può ancora migliorare perché è una persona molto preparata e, soprattutto, molto intelligente”.

Per quanto riguarda invece la Champions’ League, come ritiene stia proseguendo il cammino del Napoli?

“Beh, in Champions sta accadendo tutto e il contrario di tutto. Guardiamo alla situazione della Juventus, per esempio: i bianconeri sembravano destinati a fare grandi cose, invece adesso sono all’ultima spiaggia. Le squadre italiane, per le qualità che posseggono, in caso di passaggio del turno compirebbero un’impresa, e questo discorso chiaramente concerne anche il Napoli. Poi ovviamente bisognerà vedere come andranno le cose negli scontri diretti. Di sicuro gli azzurri sono alla pari di altre avversarie e non partono battuti”.

E per la sfida di Dortmund come la vede?

“Le partite vanno giocate, io non faccio l’indovino. Ritengo che il Napoli abbia delle possibilità, ma è normale che servirà vedere sul campo come si porranno gli avversari, se saranno più forti o se, come si prevede, saranno bravi i partenopei. Ripeto: certe sfide si devono giocare”.

Per quanto concerne il mercato, come giudica l’ultima sessione estiva del Napoli e quali ritiene siano le mosse che la dirigenza partenopea dovrebbe attuare a Gennaio?

“Al Napoli faccio un augurio: quello di non prendere tanti giocatori, bensì di acquistarne uno solo purché sia bravo. E non solo per il mercato invernale, ma in generale: se una società come quella partenopea, anziché tre giocatori di lusso, ne prende altrettanti normali, non vale la pena puntare su questi ultimi. Il Napoli, dunque, ne deve prendere uno di giocatore, e bravo! Si guardi al mercato estivo effettuato dalla dirigenza azzurra: a mio giudizio ci sono almeno 5-6, tra i nuovi arrivati, che non sono da Napoli, non lo renderebbero come i tifosi vorrebbero. Di giocatori normali, o addirittura meno che normali, questo club non ha bisogno: servono i campioni”.

Ma quando lei parla del mercato estivo si riferisce all’ultimo? Quindi, anche a giocatori come Callejon?

“Non mi riferisco tanto agli ex Real Madrid, parlo soprattutto degli altri, sia italiani che stranieri”.

Per esempio Rafael, la giovane riserva di Reina.

“A proposito di Reina: uno come lui non l’avrei preso. A questo punto le chiedo: perché uno come Viviano deve giocare all’estero e non in una grande squadra italiana?”.

Quindi lei rimane della sua idea: un solo giocatore forte.

“Sì: se proprio il Napoli deve prendere qualcuno, acquisti un giocatore che sia al di sopra della media, e non in essa. Uno che sia veramente bravo”.

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