CAMILLO CIANO: “SOGNO UN FUTURO AZZURRO. A FOLGARIA FUI COLPITO DAL LAVORO DI MAZZARRI”

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Ha l’azzurro nel cuore, e non potrebbe essere altrimenti visto le sue origini campane. Camillo Ciano, classe 1990, 181 centimetri d’altezza, rappresenta il futuro del Napoli. Mezzapunta dalla tecnica sopraffina, conteso ai tempi delle giovanili da Juventus, Roma, Brescia e Padova. Ben 29 gol nella primavera partenopea targata 2008/09 (20 in campionato e 9 in Coppa Italia), poi i prestiti a Lecco e Cava dei Tirreni per “fargli fare le ossa”, affinchè il giovane sbocciato sui campi della scuola calcio Vernall di Marcianise fiorisse presto in vista dei grandi palcoscenici. Camillo Ciano, uno di quei tasselli stile “cantera” blaugrana, definita più volte dal presidente Aurelio De Laurentiis come modello d’ispirazione per il suo Napoli. Primo passo, insieme a Lorenzo Insigne, sulla strada del “crearsi in casa i proprio gioielli”. PianetaNapoli.it ha intervistato in esclusiva il giovane talento azzurro.

I tifosi del Napoli ti conoscono già. Ma descriviti con poche parole…

Sono una mezza punta che predilige i ruoli offensivi.  Il mio piede preferito è il mancino,  ho una buona tecnica e un tiro potente. Tra le mie qualità migliori c’è la battuta dei calci di punizione”.

Di proprietà del Napoli, data la giovanissima età sei stato girato in prestito prima a Lecco poi alla Cavese. Raccontaci la tua esperienza a Cava dei Tirreni…

“A Cava mi sono trovato molto bene. Purtroppo però la squadra è retrocessa, quindi non posso dire che sia stato un gran campionato. Speravamo di poter fare meglio soprattutto per i tifosi, ma purtroppo è andata così”.

La Cavese non ha fatto bene, ma Ciano ha brillato ugualmente. Quali sono stati i numeri della tua stagione?

Ho segnato undici reti e servito 6-7 assist. Il gol più bello l’ho realizzato nella partita contro il Cosenza finita 2-2: ho concluso in porta da una trentina di metri, il pallone è terminato in rete dopo aver colpito la traversa”.

C’è un giocatore al quale ti ispiri?

Il mio idolo è sempre stato Adriano, ma quello che si ammirava tempo fa, non il giocatore degli ultimi anni. Tuttavia il suo ruolo è diverso dal mio, perché non mi definisco una prima punta. Quindi se la domanda si riferisca alla mia posizione in campo, allora rispondo Fabio Quagliarella”.

Parliamo del Napoli, proprietario del tuo cartellino. Come giudichi l’annata che si è appena conclusa per gli azzurri?

Il Napoli si è reso protagonista di una stagione eccezionale, il traguardo della Champions è importantissimo per la piazza partenopea. In poche parole: i ragazzi sono stati strepitosi”.

Hai conosciuto mister Mazzarri nel ritiro di Folgaria. C’è qualcosa che ti ha colpito del tecnico toscano?

“Umanamente è una persona eccezionale, che sa farsi voler bene. Anche dal punto di vista professionale e tattico mi ha impressionato molto: prepara benissimo le partite, con un’attenzione maniacale anche ai dettagli. Riesce a tirar fuori il meglio da ogni calciatore: è l’allenatore giusto per far crescere un progetto ambizioso”.

Qualcuno pensa ancora a quel mancato esordio in Serie A due stagioni fa, quando Donadoni subentrò a Reja nel finale di campionato. Anche tu ci pensi ancora?

“Il mister fece le sue scelte, non sta a me giudicare.  Se decise così, avrà avuto le sue ragioni. Sicuramente mi avrebbe fatto molto piacere esordire in Serie A, ma non penso più al passato, guardo solo avanti”.

Il futuro, appunto. Sarà azzurro?

“Spero di si. Ma non dipende solo da me, sono scelte che spettano anche alla società”.

Quale traguardo vorresti raggiungere con la maglia del Napoli?

“E’ presto per parlare di traguardi. Piuttosto il mio primo obiettivo è quello di iniziare ad indossarla la maglia azzurra, poi si vedrà”.

Pensi che a giugno sarai richiamato alla base, o farai ancora un anno di esperienza altrove?

Credo che partirò in ritiro con il Napoli, ma sul futuro a breve termine ancora non posso esprimermi. Sicuramente lavorerò con impegno e cercherò di mettermi in mostra, poi il mister deciderà se tenermi in gruppo o se sarà necessario farmi fare ancora un po’ di esperienza altrove”.

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