Brutti e cattivi: si vince anche così

Inter-Napoli è una partita che potrebbe aver segnato non solo le sorti di questo campionato, ma in generale può costituire una variazione significativa nella mentalità impartita da Maurizio Sarri. Al minuto 72 della scorsa domenica l’episodio chiave: con l’uscita dal campo di Marek Hamsik, per la prima volta nel corso del biennio sarriano, si è venuto a comporre un centrocampo prettamente muscolare e tutto di gamba, avente come interpreti degli interditori puri come Allan e Diawara e un vero e proprio mastino della mediana quale Marko Rog. Il tecnico di Figline Valdarno si è finalmente tolto di dosso le vesti di “integralista” e quasi a furor di popolo, ha accantonato per qualche momento il bel calcio, facendo prevalere l’intento di conservare ad ogni costo il preziosissimo vantaggio guadagnatosi nel primo tempo. Quella partenopea è una squadra che esprime un gioco spumeggiante, lasciando, ogni domenica, di stucco innumerevoli spettatori. Molte volte però la bellezza estetica, l’eccessiva raffinatezza vanno a sfociare nel narcisismo, cosicchè prestazioni anche sublimi si traducono in un misero punto conquistato. Del resto si sa, bisogna adeguarsi alle determinate situazioni e alle caratteristiche della squadra che si ha di fronte. Non a caso una donna di prestigio di certo non si presenta dinanzi ai fornelli con un abito da gala, ma con un semplice grembiule che ha un valore nettamente inferiore, ma in tale circostanza si rivela più efficace. L’auspicio è che anche Sarri possa comprendere che il pragmatismo alcune volte può essere più proficuo della bellezza. Il fondo lo si è toccato nel corso di quel Fiorentina-Napoli dello scorso dicembre; gli azzurri avevano avuto la fortuna di ritrovarsi per ben due volte in vantaggio, al netto di qualche defezione e una condizione fisica quasi precaria. Tuttavia il tecnico toscano non ebbe il coraggio di rinunciare alla tecnica sopraffina di Hamsik e Zielinski, e così facendo la Viola riuscì a perforare abbordabilmente il nostro centrocampo, guarda caso entrambe le reti arrivarono in virtù degli errori delle mezzali. Due punti persi per mancanza di cattiveria, due punti che nel computo di una stagione intera potrebbero pesare quanto un macigno. Sentenze non ne vogliamo dare; così come ai calciatori, anche all’allenatore bisogna dare la chance per riscattare i propri errori. Come si suol dire:”meglio tardi che mai”. A distanza di quattro mesi si stava riproponendo una situazione analoga: l’Inter fin dal primo istante della ripresa è scesa sul terreno di gioco con il sangue agli occhi, con gli artigli ben affilati, gettandola sul piano dell’aggressività e dell’intensità. Ben fatto:prontamente Maurizio Sarri ha messo da parte il fascino e ha preferito un pezzo di stoffa ad un tessuto di lino. Dentro tutti gli uomini arcigni, soldati valorosi che hanno fronteggiato al meglio i nerazzurri spingendoli costantemente ben al di fuori dell’area di rigore. Il risultato è in ogni caso bellissimo:3 punti d’oro che possono significare 30 milioni in più nell’immediato. Lasciamo da parte le statistiche e i vari primati fini a se stessi. Brutti e cattivi: si vince anche così.

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