BOLOGNA NON E’ PIU’ TABU’. NAPOLI, SEI IN CHAMPIONS!

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BOLOGNA (4-2-3-1): Stojanovic; Motta, Sorensen, De Carvalho (82’ Naldo), Morleo; Taider, Perez (55’ Pazienza); Kone (66’ Moscardelli), Diamanti, Christodoulopoulos; Gilardino (Agliardi, Garics, Abero, Natali, Riverola, Khrin, Pasquato, Gabbiadini). All.: Pioli.

NAPOLI (3-5-2): De Sanctis; Rolando, Cannavaro, Britos; Maggio, Dzemaili, Behrami (23’ Inler), Hamsik (77’ El Kaddouri), Zuniga; Insigne (69’ Pandev), Cavani (Rosati, Colombo, Radosevic, Grava, Mesto, Gamberini, Armero, Donadel, Calaiò). All.:Mazzarri.

Arbitro: Massa (Imperia)

Guardalinee: De Luca (Pescara) – De Pinto (Bari)

IV Uomo: Preti (Mantova)

Arbitri addizionali: Valeri (Roma 2) – Ciampi (Roma 1)

Marcatori: 52’ Hamsik, 62’ rigore Cavani, 67’ Dzemaili.

Ammoniti: Gilardino (B), Kone (B), Dzemaili (N), Perez (B), Britos (N).

Recupero: 2’ pt, 2’ st.

Note: espulso al 38’ il team manager del Napoli Santoro per proteste.

Stesso posto, stesso mese, stessa missione: dopo 12 mesi il Napoli si gioca di nuovo la Champions a Bologna, in uno stadio ostico e contro una squadra (e un allenatore) che negli ultimi due anni ha dato dispiaceri ai partenopei quattro volte su cinque. Tra i padroni di casa, Pioli si ritrova costretto a dover rinunciare all’ultimo minuto ad Antonsson, infortunatosi nella rifinitura mattutina; al posto dello svedese c’è De Carvalho. Nulla d’immutato nel resto dello schieramento, con il brasiliano e Sorensen centrali, e Motta e Morleo laterali; Taider e Pérez in linea mediana a coprire le spalle e, contemporaneamente spalleggiare, Diamanti, Christodoulopoulos e Kone, il giustiziere degli azzurri; unica punta la vecchia volpe Gilardino. Sul fronte partenopeo, Mazzarri compie due cambi a sorpresa nell’ultim’ora. Gamberini non sta bene e parte dalla panca, dunque comincia Rolando dal 1’, affiancando Cannavaro e Britos. Cambio anche in attacco, per motivi tecnici (a quanto pare): out Pandev, dentro Insigne, con Cavani prima punta e Hamsik in mediana, ove agiscono Maggio e Zuniga sugli esterni, Behrami come diga e Dzemaili a fare filtro. Dopo il minuto di silenzio in onore di Giulio Andreotti (si fa per dire, visto che partono fischi e beceri cori anti-napoletani di qualche bolognese ….) si parte. E si parte con ritmi veloci e molto intensi, e col Bologna che tira per primo in porta, al 4’: quello dai 18 metri di Morleo, però, è un tiraccio che finisce di parecchio a lato. Intensità, abbiamo detto prima, ma anche qualche scorrettezza di troppo, tipo la gomitata di Gilardino a Rolando che costa l’ammonizione all’ex attaccante della Nazionale. Il refrain dell’agonismo prosegue per molto tempo: c’è fisicità in campo e molti contrasti, specie a centrocampo, dove Behrami fa spesso a sportellate con Diamanti e Dzemaili con Perez e Taider. I felsinei pressano gli azzurri ovunque, sugli esterni come nella propria metà campo, e di occasioni da rete gli uomini di Mazzarri non ne riescono a costruire. Per la verità, nemmeno il Bologna fa alcunché, al di là di qualche azioncina su palla in attiva che non sortisce effetti. E Il Napoli non riesce a combinare molto anche perché Insigne e Hamsik, disposti quasi l’uno affianco all’altro, partono da posizione molto arretrata e trovano la porta chiusa dai mediani bolognesi, mentre Cavani, almeno all’inizio, è ingabbiato da Sorensen e De Carvalho. Tuttavia è proprio il Matador, al 19’, a rubare palla a Perez e involarsi centralmente, concludendo non di molto fuori con un destro dal limite. Poco prima era stato lui stesso, servito da Zuniga, a centrare per Insigne, giunto però troppo tardi all’appuntamento in scivolata. Qualche minuto dopo, arriva una brutta tegola per i partenopei, dacché Behrami atterra male dopo un contrasto aereo con Perez e si procura una storta alla caviglia: cambio logico, entra Inler al suo posto. Si sveglia poi il Bologna, che va al tiro nel giro di un minuto con Motta e Diamanti: lo shoot del difensore finisce fuori, quello del fantasista viene bloccato da De Sanctis. Gioca bene la squadra di Pioli: bagna le polveri al Napoli, turando le corsie laterali e le vie centrali, e poi si riproduce in interessanti ripartenze, le quali cominciano da Taider, vengono rifinite da Diamanti e trovano i frequenti inserimenti di Kone e degli esterni Motta e Morleo; e Gilardino cerca, come suo solito, di farsi trovare pronto in area, a provocare apprensioni. Ad ogni modo, come già detto, è solo su calcio piazzato che i padroni di casa impegnano De Sanctis: così avviene al 33’ con Diamanti, la sua punizione dai 25 metri viene bloccata, non senza difficoltà, da Morgan. Tre minuti dopo ci prova anche Christodoulopoulos dal limite, con una conclusione a giro di destro: di nuovo blocca De Sanctis. Il clima in campo non è proprio calmo, soprattutto per il fatto che il signor Massa, alla sua prima partita con gli azzurri, si lascia andare a qualche fiscalismo gratuito (quattro gialli solo nella prima frazione), per esempio quando fischia fallo a Dzemaili (ammonendolo, poi) dopo un contrasto con Taider. A farne le spese è anche il team manager del Napoli Giuseppe Santoro, cacciato via per proteste. Il Bologna continuare a giocare da par suo, con scioltezza e disinvoltura, e al 45’ arriva vicinissimo al goal, allorquando Christodoulopoulos prende la mira e pesca la testa di Gilardino: palla fuori di poco. Un minuto prima il Napoli ha rotto il digiuno di palle-gol con Insigne: il frattese sfrutta ripetuti rimpalli difensivi e conclude dai 16 metri, trovando la presa a terra di Stojanovic. Poca cosa, rispetto alla grande mole di gioco e di occasioni prodotta dal Bologna a partire, più o meno, dal 25’ in poi.

E a inizio ripresa non accade molto. Non ci si può aspettare che il Napoli faccia la voce grossa a freddo, sicché le uniche emozioni le provocano due entrate un po’ durette su Hamsik e Cavani, la prima di Kone, la seconda di Perez: in entrambi i casi Massa lascia il fischietto in tasca. Sembra che l’apatia non voglia finire, invece al 52’ arriva l’improvviso sussulto azzurro: Zuniga fa filtrare una palla al bacio per Dzemaili, lo svizzero scende libero e serve in area Hamsik che, lasciato solo da De Carvalho, controlla e con un sinistro preciso e bruciante fulmina Stojanovic. La rete, inaspettata quanto sperata, rivitalizza i partenopei scuotendoli dal torpore, benché la Banda Pioli non si scomponga, tentando di colpire con i velleitari tentativi da fuori di Taider e con le palle spizzate in area a cercare il capoccione di Gilardino; sono soprattutto Kone e Diamanti, con i loro scatti sugli esterni, a mettere in ambasce la retroguardia partenopea. Ma dalla sua il Ciuccio ha sempre il contropiede, mortifero e micidiale. 62’: al termine di un’azione offensiva felsinea Cannavaro lancia Insigne sulla sinistra, Lorenzo attende che Cavani penetri in area e lo serve, e quando il Matador impatta sulla palla, trova le braccia fallose di Stojanovic. Rigore netto, ed Edi, seppur col brivido (il portiere rossoblù intuisce …), centra il suo 27° centro. E’ la rete che può valere la Champions, i tifosi partenopei calati in Emilia lo intuiscono e intonano “Oj vita, oj vita mia” a tutto volume. Ne hanno ben donde, visto che al 67’ la pratica viene chiusa: Cavani va in fuga centralmente e s’intestardisce a voler ancora segnare, anziché servire l’accorrente Dzemaili a destra, ma il caso vuole che l’intercetto di De Carvalho favorisca proprio l’elvetico che supera per la terza volta Stojanovic. Colpito dal goal di Hamsik, giunto come un colpo davvero esiziale per chi nel primo tempo aveva tenuto testa brillantemente agli azzurri, il Bologna crolla nettamente, pur continuando a giocare in attacco, spinto forse più dalla generosità e dall’orgoglio, che non da lucide manovre offensive. E il Napoli potrebbe finanche dilagare, se non fosse che al 71’ Maggio, approfittando di un liscio di Stojanovic su free kick di Hamsik, la metta dentro, ma in fuorigioco millimetrico. Intanto, pur vedendo svanire il sortilegio, Pioli non ha esitato a mettere dentro Moscardelli per Kone: un giustiziere per un altro giustiziere. La mossa non riesce, gli emiliani, dicevamo prima, sono crollati. Il Ciuccio maramaldeggia: Cavani al 76’ colpisce male di destro su bel cross dalla sinistra di Hamsik, dopodiché, scambiatasi la sfera al volo con Inler, tira al volo trovando il muro di Sorensen. Nei minuti che separano gli azzurri dalla qualificazione alla Champions, accade che i padroni di casa cercano di salvare l’onore, ma anche che gli azzurri irridono i loro avversari con una breve melina, e appena possono vanno a caccia di altre soddisfazioni. Punizione eccessiva per la compagine di Pioli? Forse, ma alla luce delle umiliazioni patite al San Paolo tra campionato e Coppa Italia, qualche finezza a mo’ di sfotto un pochino ci può stare. La bandierina del guardalinee ferma anche Gilardino: il suo colpo di testa su pennellata di Taider avviene quando la punta è già al di là dei difensori azzurri. Si aspetta solo che l’arbitro fischi, mentre nel frattempo ripartono i cori festosi dei supporters partenopei, che giungono al culmine quando Massa di Imperia pone fine all’attesa, scatenando la festa di giocatori, staff azzurro e fans. Missione compiuta, dunque! Per la seconda volta consecutiva il Napoli è in Champions, togliendosi la doppia soddisfazione di tornare nell’Europa che conta in quella fatal Bologna ove 12 mesi fa si era pianto, anziché riso. Per una notte, una notte che sembrava iniziata maluccio e che è finita alla grande, si può gioire e pensare alle grandi sfide, ai big match contro le grandi del Vecchio Continente. Con la speranza che la società sappia programmare nel migliore dei modi il futuro: in maniera cioè ponderata e logica, senza sfasciare un complesso che, pur con qualche difetto, ha saputo giungere all’obiettivo minimo, mostrando le sue cose migliori nel momento più importante della stagione. Fondamentale è che la programmazione inizi subito, possibilmente già da domani, subito dopo questa notte di festa.

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