BLACK OUT CONTRO I CECHI, IL NAPOLI SALUTA L’EUROPA LEAGUE

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Viktoria Plzen (4-2-3-1): Kozacik, Reznik, Cisovsky, Prochazka, Limbersky; Darida, Horvat; Rajtoral (82’ Fillo), Kolar (88’ Stipek), Kovarik; Bakos (57’ Tecl). A disposizione: Pavlik, Hejda, Zeman, Duris. Allenatore: Vrba

Napoli (4-3-3): De Sanctis; Maggio, Gamberini (65’ Cannavaro), Rolando, Zuniga; Dzemaili (45’ Cavani), Donadel (45’ Inler), Behrami; Pandev, Calaiò, Insigne. A disposizione: Rosati, Grava, Cannavaro, Campagnaro, Mesto, El Kaddouri. Allenatore: Mazzarri

Arbitro: Kassai;  guardalinee: Eros, Ring;  IV uomo: Kispal;  addizionali: Bognar, Fabian.

Marcatori: 51’ Kovarik,

Ammoniti: Limbersky, Behrami, Donadel, Gamberini, Bakos, Cavani, Darida, Maggio.

Recupero: –  2’ s.t.

Possesso palla: 43% – 57%

Prepartita: stasera il Napoli è chiamato ad un’autentica impresa per passare il turno contro i cechi che all’andata hanno espugnato il San Paolo con tre gol, un ingeneroso quanto duro passivo da poter ribaltare. Gli azzurri ci proveranno, ma senza ulteriori pressioni in vista del cammino in campionato, con una formazione inedita a partire dal modulo. Mazzarri ha deciso di convocare tutti i calciatori disponibili, fatta eccezione per Hamsik fermo ai box per un attacco influenzale e la sua costituisce un’assenza importante. La formazione titolare rispecchia un 4-3-3 con De Sanctis a difesa dei pali, linea difensiva composta da Maggio, Gamberini, Rolando e Zuniga, a centrocampo figurano Dzemaili, Behrami e Donadel, mentre in attacco agirà il trio Pandev-Calaiò-Insigne. Cavani, inizialmente, parte dalla panchina e non sarebbe da escludere la sua presenza in campo in base all’andamento dell’incontro. A livello tattico sarà fondamentale l’apporto del centrocampo che dovrà sostenere la fase passiva per poi rilanciare con precisione e concretezza quella di rifinitura. I tre dell’attacco avranno il compito di allargare la difesa avversaria con lo scopo di creare maggiore spazio e favorire anche l’inserimento da dietro. I cechi, che hanno un vantaggio abissale, aspetteranno il Napoli senza scoprirsi troppo e saranno pronti a controbattere con buon possesso palla e rapidi capovolgimenti di fronte. L’esito del confronto sembra già deciso, ma gli azzurri dovranno comunque impegnarsi per il minimo obiettivo di riscattare la deludente prestazione di una settimana fa e, magari, centrare un’imprevista impresa-qualificazione. Si attendono segnali positivi da un punto di vista psicologico per i prossimi impegni di campionato.

Primo tempo: il Viktoria Plzen accoglie il Napoli in attesa che il campionato ceco riprendi dopo la sosta invernale e tutta una serie di amichevoli vinte proprio tra le mura amiche. Sugli spalti c’è il tutto esaurito, la temperatura si presenta rigida con fiocchi di neve abbastanza copiosi e il contesto non è uno dei più semplici per i partenopei che sono abituati a climi nettamente diversi.

La prima insidia offensiva proviene dai piedi di Kovarik che da posizione defilata manda la sfera al centro, ma è tempestiva la chiusura di Maggio in diagonale difensiva. Nonostante i tre gol di vantaggio, la squadra locale non rinuncia a giocare risultando molto propositiva sul settore dove Rajtoral salta Zuniga, ma il suo suggerimento non raggiunge alcun compagno. Il Napoli attacca in special modo sulla sinistra con Lorenzo Insigne che va anche al tiro ma la traiettoria è troppo centrale per impensierire il portiere avversario. Agli azzurri manca la giusta lucidità nell’ultimo passaggio, ma sono partiti con un buon approccio in quanto a personalità. La prima vera occasione degli azzurri parte dai piedi di Zuniga che serve al centro e la ribattuta suggerisce la botta di sinistro da parte di Dzemaili, ma la traiettoria indirizzata in porta si infrange sul corpo di un difensore ceco. Successivamente, è interessante lo spunto di Calaiò al servizio di Dzemaili che sembra muoversi entro la linea dei difensori ma viene pescato in offside. Il Plzen replica con Horvath che lascia partire dal suo piede vellutato un cross rilevante su cui non arriva per poco la deviazione vincente di Bakos. Insigne scende sulla sinistra e preferisce accentrarsi piuttosto che servire l’accorrente Zuniga, cerca di sorprendere sul primo palo il portiere ceco senza trovare l’angolo giusto. Dopo pochi minuti avviene un bello scambio nello stretto tra Insigne e Calaiò, ma si pecca ancora nell’ultimo passaggio verso la porta. Non mancano attriti in campo, Limbersky e Gamberini sono i più nervosi. Il primo tempo volge al termine e gli azzurri non hanno registrato clamorose occasioni da gol e ciò complica ancora di più il tentativo di risalita. Mazzarri potrebbe giocarsi l’asso nella manica, ha iniziato a scaldarsi Cavani.

Secondo tempo: Mazzarri rischia il tutto per tutto richiamando in panchina i due centrocampisti ammoniti Donadel e Behrami sostituendoli con Inler e Cavani. In questo secondo tempo il Napoli si posiziona in campo con una formazione super offensiva trattandosi di un 4-2-4. Il Plzen si rende pericoloso da calcio piazzato battuto in modo preciso da Horvath che trova la spizzata imprecisa di Bakos. I padroni di casa insistono e con Darida costruiscono un’altra palla gol, ma De Sanctis si oppone bene. È solo il preludio al vantaggio ceco siglato da Kovarik che insacca tutto solo con la complicità di De Sanctis che non trattiene una battuta tutt’altro che irresistibile. Il gelo prende il sopravvento e al Napoli formato trazione anteriore riesce tutto difficile non riuscendo neanche a salvare l’onore. La risposta degli azzurri non va oltre un destro forte ma impreciso di Cavani. Per i boemi è il turno di Tecl che rileva Bakos, mentre per il Napoli entra Cannavaro al posto dell’acciaccato e ammonito Gamberini. Dopo il sigillo dell’andata, il subentrante Tecl punisce di nuovo gli azzurri con un tiro a giro che lascia immobile De Sanctis. Punizione insidiosa di Horvath dai trenta mentri che impegna il portiere azzurro costringendolo a rifugiarsi in calcio d’angolo. Il Plzen è affamato e non si accontenta sfiorando il terzo gol in altre due occasioni con Darida che impegna De Sanctis in due tempi, mentre Reznik colpisce la traversa. Il Napoli continua a gettarsi in attacco alla ricerca del gol della bandiera, ma i tiri dalle parti di Kozacik non sono pericolosi, tranne in una sola circostanza dove Calaiò avrebbe potuto insaccare un gran gol con l’esterno. Forse un gol gli azzurri nel complesso lo avrebbero meritato, ma è questa la dura legge del calcio. Cala il sipario in Europa League, troppo presto, e ora testa esclusivamente al campionato.

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