BIANCHI: “ROMA-NAPOLI QUANTI RICORDI, DALLE MEDAGLIE DI FIORE AL GOL DI FRANCINI IN NOVE CONTRO UNDICI"

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Quando a scendere in campo sono Napoli e Roma c’è sempre un’atmosfera particolare. E’ una delle partite più sentite e più belle del calcio italiano. Il derby del sole torna in campionato dopo un’attesa lunga sei anni. Nel 2000/2001 al San Paolo finì 2-2. Quell’anno la Roma vinse il suo terzo tricolore. Per il Napoli, invece, fu l’inizio della fine.Ora, però, le cose sono cambiate, e  per capire le emozioni che si avvertono alla vigilia di una partita tanta delicata, ci siamo rivolti ad un doppio ex. Ne ha vissuti lui di Roma-Napoli. Sia da allenatore che da calciatore. Non possiamo che parlare, quindi, di Ottavio Bianchi, uno dei tanti a cui Napoli è rimasta nel cuore.

 

Mister, a Roma-Napoli di sabato prossimo potranno assistere solo gli abbonati giallorossi. E’ una sconfitta per il calcio italiano?

Quando ci sono degli scontri tra tifosi è sempre una sconfitta. Il calcio è uno spettacolo unico, offre emozioni irripetibili. E’ uno sport e, come tale, deve essere solo divertimento, a prescindere dal risultato finale. Una partita deve essere un occasione di socializzazione, un momento di aggregazione per le famiglie. Ben vengano gli sfottò ma a condizioni che si resti nel campo della civiltà. Mi auguro che quanto prima anche in Italia si possa diffondere una maggiore e migliore cultura sportiva, in modo da non essere più costretti a prendere simili decisioni restrittivo”.

 

Per restare in tema di argomenti che poco hanno a che vedere con il calcio giocato, sono in corso delle indagini per accertare se effettivamente la società di De Laurentiis sia stata o se è addirittura tutt’ora ostaggio di alcuni pseudo-tifosi. Che lei sappia, cose del genere accadevano anche quando c’era lei?

Questo onestamente non lo so. Queste cose vanno chieste ai dirigenti di allora che certamente potranno dire qualcosa a riguardo. Personalmente vivevo talmente isolato che avevo raramente contatti diretti con i tifosi”. 

Crede comunque che la tifoseria del Napoli sia andata peggiorando col passare degli anni?

“Napoli ha una delle tifoserie più belle e passionali del mondo. Se effettivamente saranno accertate queste accuse, comunque non le si potranno generalizzare a tutto il pubblico partenopeo”. 

Facciamo un tuffo nel passato. Che ricordi ha della sua esperienza romana?

“E’ stato un semplice rapporto professionale. Nulla di particolare. Napoli, invece, è la mia vita. E’ una città che mi ha regalato emozioni irripetibili”. 

C’è qualche aneddoto che ricorda con piacere sul derby del sole?

“Ricordo un Roma-Napoli con Fiore presidente e Pesaola in panchina. Prima di partire per Roma, Fiore regalò alla squadra delle bellissime medaglie su cui c’era inciso lo stadio Olimpico e il ciuccio del Napoli che lo scalciava. Quella partita la vincemmo 2-0”. 

Mentre da allenatore non può non ricordare quel Roma-Napoli 1-1 con gli azzurri in 9 contro 11.

“Quella fu davvero una bellissima partita. Ricordo che cambiammo assetto tattico, ma la cosa che ci permise di uscire indenni dall’Olimpico fu il grande spirito dei ragazzi. Misero davvero il cuore in quella partita”. 

Allora è vero che quando si è in inferiorità numerica si gioca meglio…

“Non esageriamo adesso. Onestamente preferisco sempre giocare io in 11 e gli avversari in 9. Scherzi a parte, quando sei in inferiorità numerica sei spesso portato a dare di più e per questo a volte capita che si giochi meglio”. 

Veniamo alla partita di sabato. La Roma è nettamente superiore al Napoli. In questi casi è meglio giocarsela a viso aperto o essere quanto più possibile prudenti?

“Su questo non posso esprimermi. Solo l’allenatore può farlo visto che è l’unico a conoscere realmente la squadra e a sapere c’ho che i ragazzi possono realmente dare”. 

Lei che ha allenato l’argentino più forte di tutti i tempi, come vede Lavezzi?

“Non facciamo paragoni improponibili. Se davvero volete bene al ragazzo, lasciatelo tranquillo e non caricatelo di eccessive responsabilità. Maradona è Maradona. Stiamo parlando del calciatore più forte del secolo scorso e forse non sarà mai nemmeno eguagliato. Lavezzi lo conosco da quando era ancora in Argentina. Ha delle buoni doti tecniche e tutte le carte in regola per diventare un buon giocatore”. 

In settimana c’è stato prima un litigio in allenamento tra Sosa e Domizzi e poi una mezza rissa per motivi di viabilità che ha coinvolto proprio Lavezzi. Sono cose che nel calcio ci possono stare o sono i primi segnali di uno spogliatoio in subbuglio?

Sono cose normali che succedono nelle migliori famiglie. Certo dal di fuori non si può avere una visione a 360° sulla vicenda. Ma io non mi preoccuperei più di tanto. Queste cose succedono in tante altre squadre, ma a Napoli è tutto amplificato visto il seguito che ha la squadra”. 

Se la sente di sbilanciare un pronostico per Roma-Napoli?

Un pronostico no, ma in questi casi si tende a tifare per la squadra che apparentemente sembra più debole. Spero che il Napoli possa portare a casa un risultato positivo e togliersi tante soddisfazioni. D’altronde lo scorso anno per Brescia-Napoli si può dire che tifavo più per gli azzurri che per le mie rondinelle…”. 

Lei ha lavorato diverse volte con Marino. Non è che la potremmo rivedere di nuovo a Napoli, visto anche l’amore che nutre per la nostra città?

"Con Marino c’ho lavorato ad Avellino e a Napoli. Fu proprio lui, inoltre, a presentarmi a Viola quando firmai per la Roma. Ma escludo categoricamente un mio ritorno a Napoli. Sto bene come sto e poi, Marino a parte, non conosco nessuno. Possono solo fare al Napoli i miei migliori auguri”.

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