BEFFA PER IL NAPOLI NEL FINALE, ARONICA CONFEZIONA IL PAREGGIO DI SANSONE

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NAPOLI (3-5-1-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Gamberini; Maggio, Behrami, Dzemaili (77' Inler), Hamsik, Dossena (86' Aronica); Pandev (62' Insigne); Cavani. A disposizione: Rosati, Colombo, Britos, Grava, Fernandez, Mesto, Donadel, Vargas.  All. Mazzarri

TORINO (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Rodriguez, D'Ambrosio; Basha, Gazzi (46' Brighi); Cerci, Bianchi, Sgrigna (70' Sansone), Vives (74' Santana). A disposizione: Gomis; De Cesare, Ogbonna,  Caceres, Stevanovic, Agostini, Meggiorini, Verdi, Birsa.  All. Ventura

ARBITRO: Valeri di Roma (Assistenti: Altomare-Manganelli. IV uomo: Posado. Arbitri di porta: Romeo-Nasca)

Marcatori: 6' Cavani, 90'+2 Sansone

Ammoniti: Dzemaili, Basha, Cerci, Brighi, Behrami, Dossena, Sansone.

Recupero: 1' pt – 4' st

Possesso palla: 47%-53%

Prepartita: dopo la sconfitta di Bergamo, il Napoli prova a tenere il passo di Juventus e Inter che distano ora in classifica rispettivamente sei e cinque punti per effetto della vittoria dei nerazzurri ieri sera allo Juventus Stadium. Si torna tra le mura amiche dove si presenta il Torino di Ventura sinora imbattuto in trasferta ma il primo allenatore della gestione De Laurentiis non ha mai vinto contro gli azzurri. L'occasione di incassare tre punti utili si prospetta allettante per un Napoli che finalmente ritrova, dopo due turni di stop per affaticamento muscolare, il suo bomber uruguaiano senza il quale la compagine di Mazzarri ha fallito solo l'appuntamento di mercoledì scorso contro l'Atalanta all'Atleti Azzurri d'Italia. L'allenatore azzurro alla vigilia ha annunciato di poter adoperare qualche cambio tra i titolari e così schiera De Sanctis tra i pali, linea difensiva composta da Campagnaro, Cannavaro e Gamberini, a centrocampo ci sono Behrami e Dzemaili con gli esterni affidati a Dossena e Maggio, mentre in attacco agisce il tandem Pandev-Cavani. Ventura, invece, si affida a Gillet in porta, alla retroguardia formata da Darmian, Glik, Rodriguez, D'Ambrosio, al duo di mediana Basha-Gazzi, agli esterni alti Cerci e Vives, mentre al centro dell'attacco opera la coppia Sgrigna-Bianchi. Il manto erboso si presenta in buone condizioni nonostante le condizioni meteo non siano delle più promettenti. Sugli spalti si stimano circa quarantamila spettatori.

Primo tempo: Valeri fischia l'inizio dell'incontro ed è il Torino che gestisce la palla con un possesso estenuante coinvolgendo anche la retroguardia e il portiere. Il primo tiro verso la porta è di Rolando Bianchi che però non sortisce alcun pericolo dalle parti di De Sanctis che accompagna la sfera terminata di molto sul fondo. Al 6' minuti è subito gol per gli azzurri che costruiscono l'azione sulla destra con Hamsik che serve al centro ma la respinta non sicura di Gillet è un invito a nozze per il Matador che da lì non può certamente fallire. La partita si mette subito bene per i partenopei che hanno sfruttato con il miglior effetto possibile la prima occasione utile. Al 18' Dzemaili viene avanti e serve Hamsik che lascia partire un sinistro velenoso destinato di poco alto. Due minuti dopo si fa pericoloso il Torino con un cross preciso di Cerci che trova l'inzuccata di Bianchi sulla quale De Sanctis si oppone in modo provvidenziale rifugiandosi in angolo. I granata cercano di reagire al minimo svantaggio sfruttando i movimenti tra le linee di Sgrigna pronto a dialogare con Vives sulla sinistra. In questa fase il Napoli è guardingo quanto basta per poter ripartire velocemente e su un'azione simile nasce un tiro di Pandev deviato in corner dalla respinta del difensore granata Glik. Al 32' Dzemaili accorre in area di rigore su un pallone respinto dalla retroguardia torinese ma la conclusione termina di poco alla sinistra di Gillet. Al 40' il Torino insiste sulla destra con un cross di Cerci che, oltrepassando la difesa azzurra, ispira una girata acrobatica di Sgrigna che non centra lo specchio della porta terminando addirittura dalle parti di Dossena che si disimpegna frettolosamente. Un minuto dopo dai sviluppi di un calcio d'angolo Cavani prova la spizzata di testa sul primo palo come suo solito, ma colpisce in posizione troppo defilata. Pochi sussulti in questa prima frazione di gioco, per il Napoli dopo il vantaggio solo accenni di contropiede che devono risultare l'arma vincente per arrotondare  il distacco contro un Torino pronto a colpire sfruttando gli esterni e il terminale offensivo Bianchi che si è reso pericoloso solo in una circostanza.

Secondo tempo: la ripresa ha inizio con il Napoli che gestisce palla, si predilige la spinta su entrambi gli esterni da cui partono altrettanti cross sventati in presa alta da Gillet che vuole riscattarsi dall'errore sulla rete di Cavani. Ventura cambia Gazzi per Brighi aggiungendo quindi più freschezza e la possibilità di contare sugli inserimenti dell'ex centrocampista della Roma. Mazzarri risponde con Insigne che rileva Pandev. Il Napoli non costruisce tanto gioco, ma si limita a governare con una fase difensiva attenta pronta a tramutarsi in una manovra veloce. Il Torino insiste davanti collezionando quattro corner consecutivi che servono solo per le statistiche. Troppi sbagli sulle ripartenze come capita a Cavani che addomestica bene palla ma sbaglia il lancio al servizio di Insigne che si sarebbe involato da solo verso la porta. Ventura esaurisce i cambi inserendo Sansone e l'ex di turno Santana al posto rispettivamente di Sgrigna e Vives. Mazzarri tira fuori Dzemaili e concede spazio a Inler, poi è il turno di Aronica che rileva Dossena. Il Torino tenta di aumentare il ritmo al cospetto di un Napoli visibilmente stanco e che avrebbe potuto tranquillamente congelare la partita con uno scambio tra Insigne e Hamsik, ma lo slovacco a tu per tu con Gillet fallisce clamorosamente il raddoppio colpendo il palo esterno. Gol sbagliato, gol subito: è la dura legge del calcio. Aronica va molle su un retropassaggio che in altri casi avrebbe dovuto servire per la gestione del vantaggio, invece si rivela un regalo infiocchettato per l'accorrente Sansone che salta De Sanctis in uscita e deposita in rete per il definitivo pareggio. Prima del pareggio beffa Mazzarri viene allontanato dalla panchina per alcune proteste. Termina tra i fischi una partita dove si pagano i troppi errori nella ripresa, quando si doveva chiudere comodamente la pratica considerando anche l'indice di poca pericolosità del Torino e il valore complessivo di un avversario del tutto abbordabile che mantiene ancora l'imbattibilità esterna e diventa un vero tabù per il Napoli che perdura dall'ultima vittoria datata 1996. Si complica per i ragazzi di Mazzarri sia l'inseguimento alla volta di Juventus e Inter che la difesa del terzo posto preso di mira dai viola di Montella.

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