BECCANTINI: “QUEST’ANNO RIVEDO LE CINQUE SORELLE. NAPOLI, STAI TRANQUILLO E FARAI BENE”

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Il mitico Beck. Roberto Beccantini, editorialista del “Guerin Sportivo” e “La Stampa”, è il più creativo fra i giornalisti sportivi italiani. I suoi articoli sono sempre carichi di ironia e di pregevoli trovate lessicali. Maestro della parola ad effetto, per gli espedienti letterari degni di un romanziere d’avanguardia sembra più uno scrittore che un giornalista. Ma la competenza è quella del grande esperto, non a caso è il professionista designato dall’Italia per votare il “Pallone d’Oro” di France Football. Un prestigioso e meritatissimo riconoscimento, pari al premio che viene assegnato ai calciatori. Con lui, in questa gradevole chiacchierata, abbiamo parlato di calcio, calcio, calcio, a 360 gradi, fra Nazionale, campionato italiano e calcio estero. Non poteva mancare ovviamente qualche domanda sul nostro Napoli e sulla sua Juve. Perché, dimenticavo, anche lui ha un piccolo difetto: è un impenitente e irriducibile juventino…. ma nessuno è perfetto, no?

 

Impossibile non aprire con le Olimpiadi appena concluse. Tu eri lì in qualità di inviato, quindi chi meglio di te può esprimere un giudizio complessivo sull’edizione cinese?

Sono appena tornato da Pechino e devo dire che è stata una kermesse molto bella, ineccepibile a livello organizzativo e con tanti spunti a livello sportivo. Non posso non citare atleti del calibro di Bolt e Phelps, che hanno riscritto la storia. Eppure forse sul piano politico si poteva fare qualcosa di più per sensibilizzare la gente su ciò che accade in Cina, sui diritti umani continuamente calpestati e sulla discutibile gestione del governo cinese: è sotto gli occhi di tutti ma come al solito nessuno dice nulla”.

 

Sante parole. A tal proposito la mente va ovviamente alla questione sul boicottaggio. Giusto colpevolizzare gli atleti da questo punto di vista?

“Gli atleti sono lì per fare il loro lavoro e non è giusto gettare la croce addosso a loro, ma a mio avviso tutti nel nostro piccolo potremmo fare qualcosa riguardo a questi temi”.

 

E l’Italia del calcio? Eri lì per questo, no?

Sì, e devo dire che mi ha colpito l’eliminazione dell’Italia per mano del Belgio. Non doveva accadere, la partita è stata gestita malissimo e con un uomo in più è inaccettabile perdere, considerata l’indiscutibile superiorità tecnica dei nostri”.

 

E’ un momento un po’ così per le nostre Nazionali, neanche la Senior se la passa poi così bene…

“L’Europeo è andato com’è andato, ma la storia ci dimostra che quando partiamo con addosso la pressione di chi ha già vinto difficilmente facciamo bene. Donadoni ha sbagliato l’impostazione della prima partita, poi però ci si è messa una bella dose di sfortuna. E poi, siamo usciti contro la Spagna, che alla fine ha vinto, questo significherà pur qualcosa…”

E ora? Che dire del Lippi-bis?

 “Generalmente sono contrario ai cavalli di ritorno, ma Lippi è già tornato più volte sulla panchina della Juve e ha saputo ripetersi. In questo è una garanzia, poi avrà un grosso credito da giocarsi grazie al Mondiale vinto. Inoltre, il girone di qualificazione è tutt’altro che proibitivo, l’Italia farà bene”.

 

Si intravede all’orizzonte qualche giocatore in grado di garantirci il salto di qualità?

“Citerei Chiellini che può essere la garanzia per la difesa, il reparto che maggiormente ha bisogno di rinnovamento. E per il reparto arretrato il vostro Santacroce non è niente male, secondo me sarà lui il nome nuovo. A livello assoluto invece mi stuzzica Giovinco, fra i giovani è colui che mi piace di più”.

 

Come vedi il campionato che sta per iniziare? 

“Dopo qualche anno a senso unico o all’insegna del dualismo si può dire che siamo di nuovo sulla strada delle cinque sorelle. Nell’ordine vedo Inter, Milan, Juve, Roma e Fiorentina. I rossoneri hanno il vantaggio che potranno concentrarsi maggiormente sul campionato e per questo daranno filo da torcere all’Inter. Ma dietro ci sarà bagarre, può succedere veramente di tutto”.

 

E il mercato? Che impressioni ne hai tratto?

L’Inter ha cambiato poco ma ha preso Mourinho in panchina, sarà un vero affare sotto tutti i punti di vista. Il mercato del Milan è stato più pubblicitario che tecnico, Ancelotti è stato completamente esautorato per prendere giocatori di impatto mediatico sul pubblico. Credo che se avesse potuto scegliere Carletto avrebbe rinunciato volentieri a Ronaldinho e Shevchenko per un difensore più forte di Senderos e una punta di peso, alla Drogba, per intenderci. La Fiorentina ha fatto un gran mercato e potrebbe essere la vera sorpresa, dietro mi pare che ci sia stato un livellamento e credo che il Napoli si sia mosso molto bene, mi piace molto Denis e potrebbe rivelarsi un ottimo acquisto”.

 

Già, il Napoli. A cosa può puntare? Credi che subirà il contraccolpo delle tre competizioni in contemporanea

“Io dico che la squadra è valida e competitiva, qualcosa si paga inevitabilmente se c’è anche la Uefa ma il pubblico azzurro merita l’Europa, è stato un delitto privare il Napoli delle competizioni continentali finora. Se restano tranquilli potranno riconfermarsi, bisognerà soltanto fare attenzione ad alcune uscite burrascose del Presidente, che rischiano di destabilizzare l’ambiente”.

 

E’ stato giusto riconfermare Reja o era meglio puntare su un tecnico più di prospettiva?

“Assolutamente sì, Reja ha fatto bene e meritava un’altra chance. Se sarà tutelato maggiormente dalla dirigenza e sentirà la fiducia incondizionata dell’ambiente potrà fare anche meglio dello scorso anno”.

 

E la tua Juve? Che progressi ha fatto dopo il terremoto moggiano? Che prospettive ha quest’anno?

“La Juve per ora è ancora una Signorina, ma sta lavorando per tornare alla grande la Vecchia Signora. Il mercato non mi ha entusiasmato molto, forse serviva qualcosa a sinistra, ma ha influito molto il parere del tecnico, quindi stiamo a vedere che succede. Ovvio che con la Triade era più forte, ma ora è di nuovo lì, a ridosso delle Grandi, pronta a riconfermare il terzo posto. A meno che Ranieri non trovi l’alchimia giusta e porti i suoi ragazzi a traguardi inaspettati”. 

 

Il caso Trotta, che ha colpito il Napoli, riapre il dibattito sulla questione vivai. Le colpe maggiori sono delle vittime o dei carnefici? Quali sono le soluzioni per arginare il fenomeno?

“E’ una questione ben lungi dall’essere risolta. E’ normale che i giovani e le loro famiglie si lascino abbagliare dalla montagna di soldi che gli si offre, ma non gli si può rimproverare molto e le squadre italiane non possono fare troppo le vittime poiché sono le prime ad approfittare della situazione. Credo che il problema sia nei regolamenti, sono poco tutelate sia le società che i ragazzi. La soluzione quindi spetta alle istituzioni, confido in Platini per risolvere la questione nell’unico modo possibile: intervenendo sulle regole”.

 

Per chiudere, l’argomento di attualità degli ultimi giorni. Che sta succedendo con i diritti tv in chiaro?

“Vedi, il calcio in chiaro non è certo morto ieri. Ormai comanda il criptato, le televisioni a pagamento spadroneggiano perché possono offrire più soldi e a quel punto, con la diffusione delle piattaforme a pagamento i programmi sulla tv di Stato diventano quasi superflui. C’è da pensare a chi non può permettersi Sky e per questo è d’obbligo un accordo fra le parti: sono sicuro che alla fine si troverà. Purtroppo la vita va così, domina la legge domanda-offerta e quindi è inevitabile che chi offre di meno soccomba. Certo, da uomo che è nato quando è nato il calcio in tv e che è cresciuto con “Tutto il calcio minuto per minuto” posso dire che mi mancherebbero i programmi storici della Rai. Ma soffrirei soprattutto la mancanza di un programma radio, che ha sempre il suo fascino. Per questo spero si risolva presto la questione, non si può rinunciare in questo modo a un pezzo di storia del calcio italiano”.

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