BALLARDINI: "SERVE UNA SAMB SUPER"

BALLARDINI: "SERVE UNA SAMB SUPER" src=
Davide Ballardini, allenatore della Sambenedettese, è propenso a giocare con un elastico 4-4-2 che all’occorrenza passa ad un più offensivo 4-2-3-1. I rossoblu a gennaio si sono rinforzati non poco e in questo momento sono una delle formazioni più in palla del torneo. I marchigiani possono contare su una rosa di tutto rispetto, con giocatori validi e vogliosi di mettersi in mostra. La Samb, insomma, è un giusto mix di esperienza e sfrontatezza giovanile. Si passa dalla maturità dell’ex numero 1 azzurro Mancini, all’estro del talentuoso Bogliacino,senza dimenticarsi delle qualità dell’ex reggino Leon, vera ciliegina sulla torta del mercato invernale. La compagine di Ballardini viene dall’immeritata sconfitta di Avellino e vuole recuperare i punti persi domenica proprio contro gli azzurri in modo da avvicinarsi ancor di più ai quartieri alti della classifica.

Mister Ballardini, come crede di impostare la sua squadra in vista della gara contro il Napoli?

"Come al solito! Una Sambenedettese tosta che lotterà su ogni pallone. La domenica sappiamo che dobbiamo dare il massimo per portare a casa la vittoria ma, sapendo il valore e le qualità degli azzurri, sabato dovremo essere ancora più bravi e concentrati".

Lei, all’andata, si lamentò per qualche svista arbitrale di troppo, soprattutto sul secondo gol di Ignoffo che regalò al Napoli i tre punti. Si sente ancora perseguitato dai direttori di gara?

"Assolutamente no! Gli arbitri sono esseri umani e fanno bene il loro mestiere. Non ci sentiamo affatto perseguitati. La partita dell’andata è un capitolo chiuso".

Non v’è dubbio che può contare su una rosa molto competitiva che sta attraversando un ottimo periodo di forma. Elementi come Mancini e Leon assicurano esperienza e qualità, doti che in questa categoria possono far fare la differenza…

"Parlare di elementi come Mancini o Leon in confronto a quelli che vestono la maglia azzurra mi sembra un po’ paradossale, sinceramente. Siamo un buon gruppo, unito e soprattutto abbastanza competitivo. Sulla carta, comunque, non c’è storia tra la mia squadra e quella di Reja".

Dopo la parentesi alla guida della primavera del Parma, questa è la sua prima esperienza da allenatore in un campionato professionistico. Come si è trovato?

"In carriera sono sempre stato molto vicino alle prime squadre. Il campionato di C, in particolare, lo seguo da tempo e non ho avuto nessuna difficoltà ad ambientarmi".

Delle ultime 8 gare il Napoli ne ha vinte 7 e non prende gol da 360 minuti. Sono numeri che devono far preoccupare la sua squadra?

"No, perché sappiamo che il Napoli è la migliore squadra del campionato e può contare su giocatori di grande qualità. E’ un giusto mix: pubblico passionale, società sana e competente, allenatore esperto e valido e squadra fortissima. Di questo mi piacere per il Napoli, ma ho fiducia nelle qualità dei ragazzi. Il campionato è ancora aperto e gli azzurri possono ancora puntare a vincerlo".

E allora chi andrà in B?"Il Napoli e una tra Rimini e Avellino".

Translate »