BABBO NAPOLI

Torino(4-4-2): Sereni, Di Loreto, Natali, Pisano, Ogbonna, Abate, Dzemaili, P. Zanetti, Rubin (dal 23' Rosina), Bianchi (dal 67' Vailatti), Amoruso (dal 78' Stellone). A disp. Calderoni, Franceschini, Vailatti, Saumel, Rosina, Stellone, Ventola. All. Novellino

Napoli(3-5-2): Iezzo, Santacroce, Rinaudo, Contini, Maggio (dal 72' Vitale), Blasi, Pazienza (dal 64' Russotto), Gargano, Mannini (dall'84 Bogliacino), Denis, Zalayeta. A disp. Navarro, Aronica, Grava, Montervino, Vitale, Bogliacino, Russotto. All. Reja 

Arbitro: Rizzoli di Bologna

Marcatori: Bianchi al 52'

Note: ammoniti  Contini, Rinaudo, Amoruso, Santacroce, Pisano, Gargano

Recupero: 1' pt   4' st

Il solito Napoli formato trasferta rimedia una figuraccia e la quinta sconfitta lontano dal San Paolo. Davvero troppe per una squadra che vuole puntare alle prime posizioni. Sono emerse tutte le lacune della fase offensiva degli azzurri, che dipende totalmente dalle giocate del Pocho ed infatti oggi il Napoli non è stato in grado di produrre una sola occasione da rete decente. E dire che di fronte vi era una squadra modesta nel metodo di gioco e pure negli uomini, seppur animata da un buono spirito di volontà. Negli azzurri nemmeno quello e così accade  che si riesce nell'impresa di resuscitare anche l'unidici disperato di Novellino. Una vecchia abitudine che pensavamo fosse preorogativa della scorsa stagione e che invece torna prepotentemente in auge. Dopo Bergamo un'altra missione compiuta. 

Il solito giropalla stucchevole del primo tempo ha ricordato per lunghi tratti proprio quella nefasta trasferta, riportando alla mente cattivi pensieri ma ci ha pensato una bella botta di Pazienza (15') respinta da Sereni a scrollare gli azzurri dal torpore, almeno apparentemente. Perchè l'attacco azzurro non produce più alcun pensiero alla retroguardia granata se si esclude la debole conclusione di Zalayeta sul finire di tempo. Poca roba. Il Toro invece appare bloccato soprattutto dalla paura di dover fare risultato a tutti i costi con la conseguenza di rendere inoperoso Iezzo per una buona mezz'ora quando una palla dentro viene sparata alle stelle da Bianchi, nonostante un blocco irregolare su Santacroce non ravvisato dal modesto Rizzoli. La vera occasione dei primi quarantacinque minuti arriva però ad un minuto dal termine. Maggio e Santacroce si addormentano, Rinaudo e Contini fanno le belle statuine permettendo proprio a Bianchi di girare liberamente un cross basso di Ogbonna ma il tiro è debole e centrale.

La ripresa va anche peggio perchè gli azzurri non riescono a creare un'azione che abbia un filo logico e Reja si ostina a lasciare in campo i due panzer, in balia della difesa torinista, invece di inserire Bogliacino o Russotto per garantire maggiore imprevedibilità alle azioni del Napoli. Vi è un equivoco di fondo ed anche piuttosto evidente. Una netta preferenza per Zalayeta e l'impossibilità di togliere un Denis comunque in palla. Arriva dunque la scelta meno felice, vale a dire la contemporanea presenza dei due attaccanti supportati da Russotto. Opzione sbagliata e, soprattutto, tardiva poichè nel frattempo il Toro si è portato in vantaggio con Bianchi. Si proprio lui, giusto per rendere il boccone più amaro ed indigesto. Rete nata dopo il rinvio sballato di Rinaudo ed il clamoroso palo di Rosina. E' solo il settimo minuto e vi sarebbe tutto il tempo per riequilibrare il match ma il Napoli oggi non c'è proprio in campo e la reazione si è esprime solo con falli e discussioni ma di azioni da rete nemmeno a parlarne. E' anzi il Torino a sfiorare il raddoppio con una punizione di Rosina deviata in corner da Iezzo (11') e una botta di Dzemaili da posizione decentrata (13'). La posizione di classifica resta più che buona ma è lampante che lontano dal San Paolo il Napoli da leone si fa pecorella sacrificale e non è ammissibile viste le potenzialità della squadra e gli obiettivi ambiziosi del suo presidente. Occorrerà porvi rimedio dopo le feste. I regali, intanto, sono stati aperti già oggi. 

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