AUGURI MISTER, CHE SIANO 60 ANCHE I GOL

Edy Reja compie 60 anni. Il tecnico di Gorizia ha l’età della saggezza, ma anche della paura. Forse è per questo che bada sempre a non prenderle prima di osare, forse è per questo che il Napoli non cerca i risultati attraverso il gioco. A Reja vanno augurati altri sessant’anni di calcio, di un calcio con sessanta gol all’attivo e non con inutili pareggi nella casella delle partite nulle. Lo dice stesso la parola: il pareggio è "nullo", serve a poco. Ed è per questo che Cuccureddu allena ancora in serie C. Il bel calcio non lo gioca neanche la Nazionale di Marcello Lippi, che con il passo del gambero stacca il biglietto per Germania 2006. Al cospetto del Brasile, questa Italia rischia di fidelizzare il tifoso con il tricolore. In una partita del genere, l’appassionato di calcio nostrano diventerebbe prima bianco di paura, poi rosso dalla vergogna e per finire verde di bile. Materazzi potrà limitare le funzionalità motorie di uno fra Ronaldo, Ronaldinho e Adriano, ma chi fermerebbe gli altri? Lo stress da pallone colpisce tutti, dai presidenti agli allenatori. I primi riposano le coronarie esonerando i secondi, i secondi allontanandosi dai primi. Cambiando l’ordine dei fattori, spesso il prodotto non cambia. E’ il caso del Bellaria, una formazione del girone B di C2 che ha perso Franco Varella come allenatore ma non come direttore generale. I risultati dicono chiaramente che il Bellaria di Varella non decollava quando lui era in panchina, non decolla ora che è dietro la scrivania. Insomma, qualcosa ancora non va, ma anche nel girone B di C1 le cose non vanno per il verso giusto. Allenatori sulla graticola, allenatori che saltano come birilli. I progetti assumono una valenza importante, fondamentale, primaria: a Foggia cacciano Morgia, il profeta del 3-3-4 sperimentato a San Marino, e chiamano Rumignani, il maestro del 5-4-1 utilizzato quasi ovunque. D’altronde, il calcio non è scienza esatta, anche perché se lo fosse stato, Enrico Preziosi non avrebbe più dovuto comparire come presidente del Genoa perché squalificato. Niente a che vedere con i suoi problemi personali, visto che ha concordato con il Tribunale un risarcimento per il fallimento del Como, da versare in contanti ma senza l’uso delle valigette, che Preziosi aveva accatastato nel suo ufficio personale. La Finanza lo ha gentilmente pregato di buttarle via, anche perché questo Genoa non decolla e alla Caf c’è qualcuno che non ha molta stima di lui…

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