Arbitrare ai tempi del coronavirus

Ogni giorno una notizia, ogni giorno si contano a centinaia i contagiati e purtroppo i deceduti, un vero e proprio bollettino di guerra. Come logico che sia ne risentono tutti gli aspetti della vita quotidiana, questo maledetto virus sta mettendo in ginocchio le nostre abitudini anche quelle più spensierate come può essere la passione per il calcio. A questo proposito si pensi ad un arbitro ed ai suoi assistenti che provengono dalle zone più colpite dal contagio, vale a dire Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, come queste persone possano sentirsi a doversi spostare per fare il proprio lavoro da una zona ad alto rischio verso zone a basso rischio e viceversa. Per intenderci gli arbitri ed i suoi assistenti possono spostarsi visto anche le disposizioni del governo? La risposta dovrebbe essere no, ma i fatti sembrano non corrisponde alla logica, per una partita di calcio si spostano centinaia di addetti ai lavori, possibile che siano immuni a questo maledetto virus? Fa rabbia pensare che queste persone rischiano la propria salute per permettere a noi tutti di godere un evento sportivo. Eppure tutti noi abbiamo l’obbligo di rispettare le direttive del nostro governo, per queste persone non vige lo stesso obbligo? Come un arbitro, un assistente o un qualsiasi osservatore potrà essere lucido e decidere su un fuorigioco o un rigore quando non sa in che condizioni poi tornerà a casa? Ce lo chiediamo tutti, ma la risposte tardano ad arrivare. Un arbitro del Nord Italia che magari ha il virus incubato e viene ad arbitrare al Sud, frequentando ristoranti o alberghi della sede della partita non rischia di contagiare ignari cittadini? Lo stesso dicasi ad esempio per gli arbitri ed assistenti campani ed in serie A ce ne sono diversi, con quale tranquillità vanno a dirigere nelle zone rosse come le varie città lombarde o venete? Ed in tutto ciò l’AIA tace.

 

A proposito dell'autore

Rosario Verde

Maturita’ classica. Attestato di Intelligence e Spionaggio Industriale conseguito presso L’Iscom, istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione.Giornalista, curatore di rubriche e membro della redazione presso il giornale cittadino “Zapping” di Casandrino. Amante del Latino, si definisce un malato della maglia azzurra. Lettura e scrittura, tecnologie, sport, viaggi sono i suoi hobby nel tempo libero.

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