Anno 2020-21, via alla rivoluzione

Rifondazione, ma questa volta vera rifondazione!!! La stagione appena conclusa ha dato questo segnale bello e chiaro, e che speriamo la vittoria in Coppa Italia e la qualificazione in Europa League non abbiano ulteriormente rimandato. Una rivoluzione che andava fatta all’arrivo di Ancelotti, due anni fa, ma che per esigenze di bilancio, solita mano tirata della coppia Dela-Chiavelli, e necessità di valorizzare tanti panchinari che Sarri l’anno precedente aveva tenuto in disparte, non fu fatta. Terribili le parole di Carletto nella prima conferenza stampa quando disse: “La rosa mi soddisfa”, facendo cadere tante illusioni dei tifosi napoletani. Poi sappiamo come sono andate le cose, e ora il capitolo Ancelotti è acqua passata, sono problemi di Gattuso.

Ma lo saranno davvero, visto che non è ancora giunta la conferma ufficiale del tecnico calabrese sulla panchina azzurra per i prossimi anni?

Diamolo per scontato, ma ora è il momento di passare all’azione, ancor di più se dovesse arrivare un altro allenatore.  Si deve mettere un punto fermo e voltare pagina, cercando di imitare quando arrivò Benitez, che forte della sua personalità e credito internazionale, portò a Napoli fior di giocatori sui quali il Napoli ha potuto contare per oltre un lustro. E Dela non può non cogliere questa esigenza, soprattutto alla luce delle rinnovate ambizioni delle big del calcio italiano che rendono negli anni futuri sempre più difficile la qualificazione alla Champions League, il vero scudetto annuale di casa De Laurentiis.  La plusvalenza non potrà e non dovrà essere da ora in poi il chiodo fisso della società, serve spendere bene soprattutto in esperienza. E il progetto deve essere complesso, perché deve anche prevedere un intervento massiccio su un buco nero da sempre della gestione del produttore romano: il settore giovanile, certificato quest’anno dalla retrocessione in serie B della squadra Primavera.

Ma andiamo per gradi, la prima domanda da porsi è il diesse azzurro Giuntoli è in grado di portare a compimento questa rivoluzione? Guardando il suo lavoro in questi anni, ci sembra più abile a vendere che comprare. La sua esperienza e conoscenza di calciatori è abbastanza limitata al territorio nazionale, e solo con squadre di seconda fascia, spesso stessi procuratori, e poi, visti i rapporti difficili tra il Napoli e un po’ tutte le big, ogni volta che il ds chiede lumi su qualche calciatore, subito i prezzi schizzano in alto, segno di incapacità diplomatica da parte del club. Per queste ragioni urge un cambio in questo ruolo, ma Dela, che ama i signorsì e che pensa anche di capirne di questioni tecniche, mal tollerebbe un personaggio di grande personalità che gli possa imporre qualche acquisto.

Una volta cambiato il ds, ma non avverrà mai!, il secondo passo sarebbe stravolgere la rosa. Andiamo per reparto.

Portieri: la prima grande follia è leggere che Meret vorrebbe andare in prestito o essere ceduto perché giustamente vuole giocare sempre e non essere messo in competizione con Ospina, errore gravissimo della gestione Gattuso. Non si ripeta in altro ruolo l’errore fatto con Zapata! Dunque, via Ospina, si cerchi sul mercato un secondo all’altezza, bravo e affidabile, ma che non possa fare ombra al portiere già della Nazionale.

Difensori: grazie Kouli è il momento di lasciarsi, e Dela non spari grosso, meglio qualche euro in meno, che tenere un giocatore demotivato (Allan?). Ahimè confermato Mario Rui, un saluto anche a Hysaj e Malcuit, benvenuto a Rahmani, servono due terzini esterni forti, magari uno dei due col piede ambidestro, e un difensore centrale-regista affidabile di esperienza che faccia le veci di Albiol, che non è stato mai rimpiazzato.

Centrocampisti: via Allan, come uno tra Fabian Ruiz e Zielinski, forse meglio il primo, servono muscoli, vigoria fisica e fantasia, Fofana, De Paul, Sema, ma il mercato Udinese è caro, ma ne vale la pena. Da confermare Demme e Lobotka.

Attacco: grazie Callejon, è stato bello! Un saluto anche a Younes e Milik, Ounas e LLorente, ecco Osimhen e arriva Petagna, ma lo scambierei con Belotti tutta la vita, finalmente uno sfondatore che manca da troppo tempo. Boga non lo prenderei, creerebbe un dualismo con Insigne e farlo giocare a destra è un delitto, farei un pensiero su Berardi, sinistro naturale dotato di un grande tiro e che mostra segni di una trovata maturità.

Mercato oneroso? Sì e no, mettendo sul piatto della bilancia giocatori come Koulibaly, Allan e Fabian Ruiz, i pezzi grossi, più tutti gli altri, e trovando le formule giuste di pagamento, magari rateizzato si può fare.

La chiusura è per il settore giovanile. Da rifondare, persone esperte, allenatori capaci, osservatori giusti, un centro adeguato, e tanta qualità nei dintorni, e sai come fioccano le giuste plusvalenze. Vero Aurelio?

MASSIMILIANO BONARDI

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