ANGELO SORMANI: “LA ROMA HA UN CENTROCAMPO FORMIDABILE, IL NAPOLI HA BISOGNO DI PIU’ EQUILIBRIO. FAREI GIOCARE SEMPRE INSIGNE, INDISPENSABILE”

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Angelo Sormani è un grande del nostro calcio. Nato a Jaù, in Brasile, il 3 luglio 1939 ha giocato nel Santos, nel Mantova dei miracoli, nella Roma e nel Napoli. Importante anche la sua esperienza in Nazionale e la sua carriera come allenatore soprattutto a Napoli dove ha avuto una lunghissima collaborazione con la società azzurra. PianetaNapoli lo ha contattato in esclusiva per una chiacchierata piacevole sul big match di domenica sera tra Napoli e Roma. Un illustre ex che ha analizzato con dovizia di particolari le due squadre. Ecco la sua intervista:

Angelo Sormani, un grande del passato di Roma e Napoli. Domenica sera giallorossi e azzurri si affronteranno per un posto Champions. Che match ti aspetti?

“Spero sia una bella partita, sono due squadre importanti e che hanno fatto quasi 100 gol circa. Dovrebbe esserci un grande spettacolo, perché nel calcio si sa che la presenza dei gol assicura il divertimento giusto a dispetto di tanti big match finiti poi a reti bianche”.

Napoli e Roma, Benitez e Garcia. Due allenatori stranieri che hanno subito fatto bene al loro primo in Italia. Come valuti la loro stagione finora?

“Sono due allenatori diversi che hanno portato qualcosa di nuovo in Italia. Garcia ha trovato la formula giusta con un sistema solido quasi sempre senza centravanti di ruolo. Di solito gioca Totti che non è una punta classica, torna indietro e permette tanto equilibrio in mezzo. La Roma infatti non ha un goleador ma è una squadra che fa segnare più giocatori, se non erro ci sono tanti marcatori con 5-6 gol. Il Napoli con Benitez invece ha un modo diverso di approcciare la partita, un sistema che permette alle punte di essere quasi sempre decisive. Higuain e Callejon fanno la differenza, sul piano offensivo hanno dato molto ma la Roma nell'assetto difensivo ha certamente qualcosa in più che le permette di avere questo divario”.

Da amante del calcio, preferisci la solidità difensiva della Roma o l'attacco spumeggiante del Napoli?

“Non si può dire che la Roma non sia offensiva. Credo che il sistema abbia più equilibrio, l'innesto di Totti permette al centrocampo di avere un uomo in più e gli stessi centrocampisti Nainggolan, Strootman e De Rossi sono bravissimi in interdizione e questo ha dato impulso alla difesa della Roma che ha incassato solo un quarto dei gol del Napoli. Gli azzurri si espongono molto, sbilanciandosi non hanno forza dietro, hanno meno uomini e subiscono di più”. 

Sarà il centrocampo a fare la differenza?

“Il centrocampo della Roma è formidabile, ben fornito, tecnico e capace di interdire con efficacia. I giallorossi hanno difficoltà a fare il primo gol, spesso, ma quando la sbloccano diventano pericolosissimi proprio perché hanno una solidità in mezzo che fa la differenza. Stimo molto anche il Napoli, ma la Roma sta cambiando molto nella società. Ho vissuto tanto tempo a Napoli e mi piacerebbe che la società continui in questa crescita costante, dalla C al top. Ho sentito Benitez parlare di un progetto a lungo termine, mi fa piacere, è l'uomo giusto ma per fare ciò c'è bisogno di acquisti di spessore”.

Sei stato un grande giocatore che ha vestito anche la maglia della Nazionale, un attaccante veloce e tecnico, quindi ti chiedo un giudizio su Gervinho, Callejon, Mertens ed Insigne.

“Tutti ottimi giocatori. Callejon è una vera sorpresa, segna tantissimo ed è fondamentale per lo schema tattico di Benitez. Insigne mi piace in maniera assoluta, salta sempre l'uomo e lo farei giocare sempre. Gervinho è una freccia anche se con in piedi non è il massimo altrimenti sarebbe letale, devastante per tutti. Mertens è simile ad Insigne, ha tecnica e qualità ed è un altro giocatore in grado sempre di saltare l'uomo, indispensabile per il calcio moderno”.

Cosa dovranno fare Roma e Napoli nella prossima stagione per raggiungere il livello della Juventus?

"Si tratta di rosa. Da dentro si possono raccogliere migliori informazioni ma personalmente da spettatore ho notato come sia la Roma che il Napoli vanno in difficoltà quando mancano determinati giocatori. C'è bisogno di una rosa più grande e di qualità maggiore. Il numero non serve, c'è bisogno di qualità quando si gioca ad alti livelli per gestire al meglio le forze viste le tante partite”.

 

Data la tua lunghissima carriera nel settore giovanile, come giudichi il lavoro con i giovani da parte delle due squadre?

“Bisogna avere coraggio. Spesso la necessità permette alle società di schierare dei giovani interessanti. Io ho avuto la fortuna, per certi versi, di avere questa necessità e quindi schierai dei ragazzi (8-9 dalla Primavera) e abbiamo vinto lo scudetto, un vero orgoglio per la società. Non si tratta di strutture, ma di coraggio. E' estremamente difficile e complicato sfondare nel calcio che conta in Italia soprattutto se si vedono partite di serie A con 22 stranieri. Mi lascia perplesso la ricerca costante degli stranieri anche in Primavera, non si tratta di discriminazione sociale però la materia prima c'è anche in Italia”.

E infine visto che è l'anno dei Mondiali, un pronostico. Chi vincerà in Brasile?

“Sarà un torneo particolare. Avrà un ruolo rilevante il clima, la temperatura molto elevata può essere determinante. Bisogna risparmiare e gestire al meglio le energie e il Brasile ovviamente parte favorito essendo di casa”.


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