Ancelotti e l’ottimismo, un’arma a doppio taglio?

A circa 10 giorni dalla chiusura il Napoli sembra aver concluso il proprio calciomercato con l’acquisto del terzino francese Malcuit. Per tutta la sessione del mercato estivo i tifosi hanno sognato il grande ritorno di Cavani, o almeno di un top-player che elevasse il livello del gruppo. Il grande acquisto, almeno per ora, non è arrivato e Ancelotti sembra comunque soddisfatto della rosa messa a sua disposizione.

Sembra esserci troppa tranquillità in casa Napoli, mentre la Serie A alza il livello della competizione la società azzurra non è corsa adeguatamente ai ripari, lasciando all’ex tecnico del Bayern Monaco il compito di valorizzare la rosa attuale. Tutte le big del campionato si sono notevolmente rinforzate, ma Ancelotti non ha voluto fare nessun passo indietro e nella sua prima conferenza da allenatore del Napoli ha apertamente parlato di obiettivo scudetto.

Ad oggi più che un obiettivo sembra un vero e proprio eufemismo, la Juventus è riuscita ad ampliare nuovamente il divario con gli azzurri, mentre Inter e Roma hanno effettuato un’ottima campagna acquisti, tornando ad essere competitive. A questo punto ci si chiede: dove potrà arrivare il Napoli di Ancelotti?

L’ottimismo dell’intera società fa pensare che questo gruppo puo’ ancora crescere e continuare ad essere competitivo, ma potrebbe anche essere un’arma a doppio taglio; il Napoli sta accettando troppe scommesse, mentre gli altri top-club cercano e trovano sicurezze, troppo rischioso per una squadra che vuole puntare al primo posto. Al momento questo Napoli resta un’incognita, le basi per fare bene ci sono, le certezze, invece, mancano. Come ormai tutti sappiamo, De Laurentiis preferisce puntare sui giovani di prospettiva e l’ottimismo di Ancelotti sulla rosa non ha fatto altro che alimentare questa strategia; forse l’eccessiva fiducia ha danneggiato anche il mercato?

Con l’arrivo di Benitez fu sconvolta un’intera rosa, arrivarono buonissimi giocatori che sono cresciuti molto all’ombra del Vesuvio, fino a diventare indispensabili. La delusione dei tifosi deriva proprio da questo, con Ancelotti in panchina ci si aspettava molto di più dal mercato. L’ex allenatore del Milan ha accettato una sfida insidiosissima, vincere con una squadra molto giovane cercando di potenziare i giovani di prospettiva. Il messaggio è chiaro, il Napoli non acquista top-player, ma prova a formarli.

Il primo test europeo contro il Liverpool preoccupa. A Dublino sono subito emersi quelli che sono i problemi del gruppo: con l’addio di Reina e l’arrivo di Karnezis e Meret la squadra sembra aver perso una sicurezza; un attacco poco pericoloso, Milik e Inglese non riescono a reggere da soli il peso dell’attacco e non affiancargli nessuno sarebbe un rischio troppo grande.

Ripetere quello che è stato fatto lo scorso anno non sarebbe abbastanza, finalmente vincere diventa un obiettivo per il Napoli, ma soltanto il tempo e il campo ci diranno se ad avere ragione saranno i tifosi o la società.

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