Ancelotti a vita al Napoli? Dipende dal secondo anno

Obiettivo 80 punti. Ancelotti sta usando quest’arma per convincere i suoi ragazzi a dare di più negli ultimi impegni di campionato. I famosi stimoli che mancano alla squadra per giocare partite migliori di quelle disputate nell’ultimo periodo. Di certo Ancelotti avrà già fatto le sue valutazioni sull’organico, ma vuol tenere ugualmente sulla graticola la squadra. Dunque, con Inter e Bologna i 4 punti per giungere alla quota richiesta dal mister, poi tutti in vacanza. Più volte “re Carlo” ha espresso la sua volontà di aprire un ciclo di lunga durata a Napoli. Ha addirittura paventato l’idea di rimanere a vita nel capoluogo campano. Una specie di corso stile Ferguson (col Manchester United) e Wenger (con l’Arsenal). Ma sappiamo tutti che a Napoli questo è molto difficile. Non impossibile, ma comunque non facile. Bisogna superare il famoso secondo anno, che a Napoli col presidente De Laurentiis è una soglia complicata da varcare. Reja, Mazzarri, Benitez e Sarri ne sanno qualcosa. Addirittura Ventura e Donadoni sono durati anche meno. Questioni di progettazioni, di differenti posizioni sulla programmazione, di ambizioni non convergenti. Gli allenatori vorrebbero lasciare una traccia vincente a Napoli, il presidente preferisce una gestione tranquilla che non pesi sul bilancio societario. Cioè vincere senza investire più del dovuto.

Ancelotti sembra essersi adeguato all’idea di De Laurentiis, non troppo avvezza alla vittoria a tutti i costi. Ma c’è una etichetta da difendere: quella di allenatore vincente. Riuscirà a tirarsi dietro anche il presidente nell’impresa di far tornare trofei a Napoli? Dipende da cosa si siano detti alla firma del contratto del tecnico. Intanto Ancelotti sta facendo i conti con una situazione non facile. Molti giocatori sono a fine ciclo con gli azzurri. Altri non si sono inseriti e stanno deludendo. Forse non occorrono solo due o tre innesti nella prossima stagione. Probabile che ne servano il doppio. Ma non si può cambiare troppo. Più giocatori si cercheranno, più la qualità di questi nuovi acquisti diminuirebbe. I giocatori forti costano. Con un paio di grandi acquisti ogni anno, in un triennio-quadrienno il Napoli si ritroverebbe una squadra di tutto rispetto. Ma ripetiamo, il diktat presidenziale non è questo. Ci vorrebbe un Ancelotti “telefonista” stile Benitez (tanto, il numero del Real ce l’ha)!

Stando alla politica del presidente, Insigne, Koulibaly e Allan sono gli unici tre elementi che porterebbero una plusvalenza smisurata. Poi però il difficile sarebbe sostituirli. Allora bisogna riconfermarli e vendere quelli che stanno deludendo (Verdi, ad esempio). Già, ma il ritorno economico non sarebbe soddisfacente. E allora? Il Napoli possiede un bel tesoretto da parte, che unito alla solita quota di qualificazione Champions, più la cessione di qualche giocatore minore, dovrebbe già essere sufficiente per acquisti di livello superiore. Del resto il Napoli non è avvezzo ad acquisire giocatori a costo zero. Ramsey ad esempio sarebbe stato un gran bel colpo di mercato, evitando di dover pagare l’Arsenal e dovendo riconoscere “solo” lo stipendio al calciatore (con la Juve c’è un accordo per circa 7 milioni annui! Comunque tanti.). E’ solo un esempio, ma è indicativo.

Ancelotti dovrà cominciare anche a rivalutare le giovanili azzurre. In altri club sono una ricchezza (anche volendo usare i giocatori solo per scambi con altri club). Possibile che dalla primavera del Napoli non escano giocatori che facciano al caso del mister? Il talento Gaetano ha giocato solo pochi minuti in coppa Italia e 4 minuti di recupero a Ferrara con la SPAL. Il ragazzotto andrebbe gestito diversamente. Ormai con la squadra primavera salva, potrebbe giocare di più con i grandi, per vedere se può venir fuori un altro Insigne. Già, Lorenzo. Il suo cambio di procura a Mino Raiola non poteva essere un normale passaggio di consegne. Si sapeva (e così è stato) che dietro questo cambiamento ci sarebbe stata una richiesta economica abnorme al club azzurro. Come giusto che sia, De Laurentiis ha già detto di no. Ora bisogna che ad Insigne resti il sentimento della maglia azzurra anche senza aumento di stipendio. E anche qui entrerà in scena il motivatore Ancelotti.

 

Vincenzo Perrella

 

Translate »