ALLA SCOPERTA DEL MIRACOLO MANTOVA

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E’ un Mantova irresistibile quello di questo inizio di torneo cadetto. Una squadra, quella lombarda, che a dispetto dei pronostici si è imposto alla testa della classifica con ben cinque punti di vantaggio sulle seconde (Modena e Cesena) dopo solo dieci giornate.

La vittoria per 3 – 0 di sabato scorso contro il quotato Catania la dice lunga sulle potenzialità della squadra di Di Carlo e sulle sue possibilità di giocare l’anno venturo nella massima serie.

Qualcuno già comincia a definirla "squadra invincibile" ed in città sempre più imperversa la "Mantovamanìa". Bandiere della squadra esposte in ogni dove, mamme e papà che tutti contenti comprano sciarpe, maglie e cappellini ai loro bambini in ogni angolo della città, uno stadio che la domenica esplode di tifo caricando a mille i propri beniamini.

I numeri parlano chiaro: sette vittorie in dieci gare, di cui cinque su cinque in casa, diciassette gol fatti e solo sei subiti, sei reti segnate da Alessandro Noselli, vicecapocannoniere del torneo (Bellucci del Bologna e Bucchi del Modena hanno segnato un gol in più). Ma sono soprattutto i numeri del bilancio societario che fanno impressione, specie se paragonati a quelli di squadre come Bologna, Brescia, Atalanta o lo stesso Catania: contratti rigorosamente bassi per tutta la rosa, compresi i nomi di grido come Poggi, Sommese o Brambilla ed una gestione economica addirittura in attivo.

Artefice di questo miracolo del calcio di provincia è Fabrizio Lori, il presidente amato dai tifosi, i quali scandiscono cori per lui ad ogni incontro casalingo. Capelli lunghi e biondi, camicia quasi sempre fuori da calzoni griffati D&B, è adorato dalle donne e incensato da tutta la città. E’ un presidente accorto ma molto sui generis: le vittorie le festeggia al ristorante o in discoteca con i calciatori, che considera come degli amici, mentre a fine partita corre verso la curva insieme alla squadra per il saluto di rito, dopo aver vissuto la gara in panchina seduto accanto al tecnico.

La sua avventura è iniziata nel 2004, quando rifiutò di sponsorizzare la squadra, decidendo invece di comprarla, dopo averne verificato la correttezza dei bilanci. Ha un’industria leader mondiale nel settore della plastica, con sedi commerciali a Milano, Parigi e New York, parla cinque lingue ma ha costruito una rosa composta esclusivamente da italiani.

Per la conduzione tecnica ha scelto Domenico Di Carlo, allievo di Guidolin ed uomo guida del Vicenza europeo guidato dall’attuale trainer del Monaco. Il mister ha firmato il prolungamento del contratto fino al 2007. Il presidente ora si aspetta la terza promozione consecutiva, e con lui tutta la città, che manca dal palcoscenico della massima serie dal lontano 1972.

E visto come stanno andando le cose, la sua squadra potranno pure continuare a chiamarla matricola, ma di certo non è una meteora.

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