AL NAPOLI BASTA IL POCHO: ADIOS, BENEAMATA!

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NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio, Gargano, Inler, Zúñiga; Džemaili (88’Dossena), Lavezzi (82’ Britos); Cavani (Rosati, Grava, Fernández, Pandev, Vargas). All.: Mazzarri.

INTER (4-3-1-2): Júlio César; Nagatomo, Lúcio, Samuel, Faraoni; Stanković (65’ Poli), Zanetti, Cambiasso; Sneijder (46’ Pazzini); Milito, Forlán (46’Cordoba) (Castellazzi, Obi, Palombo, Zarate). All.: Ranieri.

ARBITRO: Bergonzi (Genova)

GUARDALINEE: Manganelli (San Giovanni Valdarno) – Padovan (Conegliano Veneto)

IV UOMO: Giannoccaro (Lecce)

MARCATORI: 58' Lavezzi

AMMONITI: Nagatomo (I), Gargano (N), Milito (I), Cordoba (I), Faraoni (I), Poli (I).

ESPULSI: Aronica (N).

RECUPERO: 0’ pt, 3’ st.

Dopo la grande serata di Champions altra supersfida per il Napoli, stavolta in campionato contro l’Inter: Mazzarri deve rinunciare ad Hamsik squalificato, sostituendolo con Džemaili che gioca al fianco di Lavezzi dietro Cavani, in linea mediana Zúñiga prende il posto di Dossena, reparto arretrato con i tre “titolarissimi” Aronica, Campagnaro (in campo con fasciatura per proteggere la ferita di martedì) e Cannavaro; Ranieri deve fare a meno di Ranocchia, Chivu, Maicon e Alvárez e lancia in difesa Faraoni dal primo minuto sulla fascia destra con Nagatomo sul lato opposto, con Javier Zanetti a centrocampo insieme a Stankovic e Cambiasso, mentre Sneijder gioca trequartista alle spalle di Milito e Forlán. Dopo il minuto di silenzio per ricordare i tre militari italiani morti in Afghanistan (applausi sentiti da parte del pubblico di Fuorigrotta) si parte; il primo tiro in porta arriva quasi subito, al 2’, ed è dell’Inter: Stankovic ci prova da fuori area, ma manda la sfera alta oltre la traversa; risposta del Napoli al 4’ con Inler, il quale dal limite lascia partire un tiro che però viene bloccato da Julio Cesar, mentre due minuti dopo è Cavani a tentarci di testa su calcio d’angolo di Lavezzi, mandando il pallone abbondantemente fuori. Il copione della partita si mostra incerto: i milanesi cercano di fare la partita imbastendo manovre offensive con Sneijder e Cambiasso, i partenopei attendono i loro avversari nella propria metacampo per poi dare vita a pericolosi contropiede sfruttando la velocità del Pocho, anche se commettono qualche sbavatura nel momento di impostare il gioco, imitati in ciò anche dai nerazzurri; il gioco dunque risulta alquanto spezzettato, senza la possibilità per le due squadre di creare occasioni pericolose, nemmeno su palla inattiva, e poche sono le emozioni da una parte e dall’altra, almeno sino al 16’, quando al termine di un batti e ribatti il pallone finisce sul sinistro di Lavezzi, il quale si fa rimpallare il suo tiro in angolo dal muro dei difensori interisti.  Altra emozione, seppur minima, due minuti dopo, con piccole scintille in campo dopo un’ammonizione comminata da Bergonzi a Gargano subito spente. L’Inter riesce a difendersi bene ma al contrario fa malissimo in attacco, il Napoli tiene abbastanza egregiamente il campo, tuttavia cozza contro il reparto arretrato meneghino e non riesce a pungere finché, al 24’, è Dzemaili a provarci da fuori area costringendo Julio Cesar a volare a deviare in corner. Al 28’ è ancora Cavani di testa, su calcio di punizione di Lavezzi dalla trequarti: stavolta la conclusione è più pericolosa, ma il pallone spiove a lato alla destra del portiere interista. Nei minuti successivi il match si riaddormenta, senza sussulti né azioni pericolose su entrambi i fronti, con un’Inter troppo imprecisa e approssimativa in avanti e un Napoli che si affida ai suoi solisti senza riuscire a essere concreto, penalizzato forse anche dall’assenza di Hamsik. La contesa ha un improvviso risveglio al 42’: punizione calciata magistralmente da Sneijder dai venticinque metri con pallone che finisce di pochissimo sul fondo alla sinistra di De Sanctis: è l’ultima emozione di un primo tempo bruttino e noioso, ben al di sotto delle attese della vigilia.

All’inizio della ripresa due novità nell’Inter: Ranieri toglie Forlan e Sneijder, sostituendoli con Cordoba e Pazzini e passando a un più pratico 4-4-2. Nei primi minuti del secondo tempo il copione della sfida sembra non mutare, anche se al 51’ il Napoli arriva vicino al goal: da Cavani a Zuniga defilato sulla sinistra, cross del colombiano per Maggio che, in area di rigore, riesce a liberarsi di Nagatomo e colpire di testa, mandando però la palla sul fondo. Al 58’ finalmente gli azzurri sbloccano la partita: errore di Milito che si fa rubare palla da Dzemaili, lo svizzero si invola centralmente senza essere stoppato dai difensori nerazzurri e, giunto al limite, serve Lavezzi, che appena dentro l’area, tira di destro a giro mandando la palla nell’angolo più lontano alla sinistra di Julio Cesar, scatenando l’estasi del San Paolo. L’Inter prova a reagire, ma al 61’ sono ancora i partenopei a rendersi pericolosi in contropiede, con Lavezzi che serve Cavani il quale però si allunga il pallone in area di rigore facendosi rimpallare dal portiere interista; un minuto dopo altro brivido per l’Inter: tiro di Dzemaili dal limite e Julio Cesar si distende deviando in corner; al 65’ è Inler a provarci ancora da fuori, ma conclude troppo debolmente, consentendo la parata dell’estremo difensore brasiliano, per poi ripetersi due minuti dopo con un’altra conclusione che finisce abbondantemente a lato. Al 70’ è ancora Lavezzi a scaldare le mani a Julio Cesar con un calcio di punizione che il portiere smanaccia in angolo: sulla successiva azione traversone di Maggio e colpo di testa di Dzemaili con pallone di poco a lato. Un minuto e mezzo dopo break dell’Inter: Nagatomo serve Pazzini in area, ma l’ex punta della Samp impatta male con la sfera spedendola alta oltre la traversa. I nerazzurri provano a riequilibrare l’esito del match, riuscendo però solo a fare incetta di cartellini gialli (alla fine ne totalizzeranno cinque) e non provocando eccessive apprensioni a De Sanctis; al 78’ però, un episodio rischia di complicare la vita agli azzurri, dacché Aronica al limite dell’area perde palla e vistosi superato da Poli lo atterra: è fallo da ultimo uomo e per il difensore siciliano scatta il rosso diretto; sulla successiva punizione Cambiasso supera la barriera ma trova la risposta di De Sanctis, che blocca. In dieci contro undici, Mazzarri decide di rimpolpare la difesa sacrificando Lavezzi, acclamatissimo dai tifosi partenopei, e gettando nella mischia Britos, ma all’87’ l’Inter arriva vicina al pareggio: cross di Nagatomo dalla sinistra e Pazzini, solo al centro dell’area napoletana, colpisce di testa mandando il pallone di pochissimo a lato, con De Sanctis immobile e battuto. Un minuto dopo Cavani in contropiede entra in area ma, anziché servire sulla sinistra il neoentrato Dossena, tenta in tutti i modi di tirare venendo però intercettato dalla difesa interista. Ultimo brivido per il Napoli al 92’: lungo lancio di Cordoba da centrocampo, Britos anticipa Pazzini, la palla finisce sul destro di Faraoni che tenta al volo ma manca il bersaglio. Il triplice fischio finale di Bergonzi libera la gioia senza freni del pubblico di Fuorigrotta: partita non brillantissima per il Napoli che comunque, grazie a un Pocho sempre più leader indiscusso, riesce ad avere la meglio su un’ Inter svogliata, spenta e troppo brutta per essere vera; i milanesi non pongono fine alla loro emorragia di risultati e punti in classifica, i partenopei invece proseguono la loro striscia positiva portandosi a quota 40 in classifica; Udinese e Lazio hanno vinto nel posticipo, ma il terzo posto che significa Champions League dista solo cinque punti, e in più il Napoli con questo successo scavalca la Roma, sconfitta a Bergamo, al quinto posto, mantenendo intatte le speranze di andare almeno in Europa League: il momento felice continua!

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