ADRIANO GRAVA: "IL NAPOLI HA GRANDE STIMA DI GIANLUCA. POTREBBE ESSERE UNA FIGURA DI RIFERIMENTO PER I GIOVANI, FALSITA’ SUL MANCATO FEELING CON BIGON…"

1 luglio 2013. Da oggi la scelta non è più solo un'idea, ma diventa ufficiale: Gianluca Grava ha detto stop al calcio giocato. Scarpette appese al chiodo dopo tanti anni a scorazzare per i campi, con tanto sacrificio e dedizione. Prima nelle serie minori, magari con la convinzione che il destino non avrebbe mai regalato la grande opportunità. Poi l'approdo all'ombra del Vesuvio, a lottare per dei colori e per una città che doveva risorgere dalle ceneri. "Ha fatto bene, ma ora è tempo di farsi da parte". Una frase che forse avrà letto o sentito cento volte, ma che non gli ha mai tagliato le gambe. Anzi, che forse gli ha permesso di esprimersi sempre meglio. Anche in Serie A, anche in Europa. Addirittura fino alla Champions. Da quando ha indossato quella maglia azzurra, per lui come una seconda pelle, Gianluca Grava ha sempre lottato e dimostrato. E da oggi mancherà, sicuramente come calciatore. Perché la speranza è che come uomo e professionista continui in altre vesti la sua avventura nel Napoli. PianetaNapoli ha contattato il papà di Gianluca, mister Adriano Grava, per cercare di dar risposta ad alcuni interrogativi sul futuro (e qualcuno anche sul passato recente…).

 

 

Mister Adriano Grava, come sta vivendo Gianluca la sua decisione di dire addio al calcio giocato?

"Senza dubbio con molta serenità. È stata una scelta ponderata, e come accade in questi casi c'è poco spazio per i rimpianti ma tutta l'intenzione di scrivere nuove pagine per il futuro. Gianluca aveva ricevuto un paio di proposte per continuare a giocare, ma ha preferito rifiutarle. Mi ha chiesto consiglio, e io ho appoggiato la sua decisione. E non perché non fosse più in grado di giocare, l'ultima partita in azzurro contro il Catania l'ha dimostrato a tutti. Semplicemente mio figlio ha pensato che fosse arrivato il momento di fare altro, magari sempre in società".

A tal proposito più di una voce vede appunto Gianluca ancora in società per il futuro. Lei può confermarci qualche indiscrezione? Suo figlio ha già incontrato la dirigenza per parlare di qualcosa di concreto?

"L'incontro tra le parti non è ancora avvenuto, anche se posso dire che Gianluca è molto stimato dalla società e credo che non dovrebbero esserci grossi problemi. Il presidente lo tratta come un figlio, e i rapporti con Bigon sono ottimi.  Proprio per questo sono molto risentito quando ascolto falsità, emerse anche negli ultimi giorni, secondo cui Gianluca sarebbe stato boicottato a scaricato dal Napoli. Sono cose assurde. Ho assistito personalmente ad uno degli ultimi colloqui di mio figlio con il d.s. e posso confermare che i rapporti sono molto distesi e di grande stima".

Circa il ruolo che potrebbe ricoprire, può dirci qualcosa? O almeno quale sarebbe la preferenza di suo figlio…

"Lui ama il Napoli, e questo è un punto di partenza molto solido. Non c'è ancora nulla di definito circa il ruolo, se non al momento un dato di fatto: Gianluca è uomo spogliatoio. È un vero e proprio riferimento per i compagni, che spesso lo chiamano quando hanno difficoltà o problemi. Potrebbe essere un ottimo tramite tra i giocatori e la società. Oppure potrebbe essere un'ottima figura di riferimento per i giovani: chi meglio di lui per dedizione e spirito di sacrificio. È cresciuto nelle serie minori, ha avuto a che fare con infortuni lunghi e difficili, ha accettato ogni scelta da parte degli allenatori che ha avuto. Insomma, credo che anche un ruolo con i ragazzi gli calzerebbe a pennello: una figura di "educatore". Ma questo è un mio pensiero…"

A proposito di rapporti con gli allenatori. Con Mazzarri ci sono state due facce della medaglia. Due periodi diversi: grande fiducia i primi anni, grande freddezza nell'ultimo periodo, specialmente dopo l'infortunio… Come mai secondo lei?

"Dal punto di vista umano Mazzarri a sempre avuto grande stima e rispetto per Gianluca, tant'è vero che gli affiancava spesso e volentieri giovani, come ad esempio è accaduto con Vitale o Insigne. Anche in camera durante i ritiri, proprio affinché i ragazzi avessero un riferimento. Dal punto di vista sportivo, anche io sono allenatore di calcio e so bene che il mister fa le sue scelte, e vanno rispettate. Noi c'è mai stato nessun problema con Mazzarri. Alcune voci che mi provenivano dall'ambiente di Castelvolturno facevano riferimento allo stato di forma di Gianluca dopo l'infortunio, ma mio figlio quando è stato chiamato ha sempre risposto e credo che questo sia sotto gli occhi di tutti".

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