ACIREALE " LAVORI IN CORSA"

Friggere il pesce con l’acqua. L’impressione è che a Guido Ugolotti, 47enne allenatore che ha lavorato per tanti anni nelle giovanili della Roma, sia stato chiesto un secondo miracolo. Quando arrivò in Sicilia lo scorso anno, Ugolotti trovò una squadra invischiata nei quartieri bassi della classifica. Con un po’ di coraggio ed un pizzico di fortuna riuscì nell’impresa di salvare l’Acireale con qualche settimana di anticipo. In estate la conferma in panchina arriva per bocca del presidente Salvatore Di Grazia, giovane imprenditore che ha tentato l’avventura nel calcio con il Paternò (escluso per problemi economici nell’estate del 2004) ed ha poi rilanciato acquistando a basso costo la società siciliana dalle mani di Pulvirenti, passato nella vicina Catania con programmi ambiziosi. Progetto-giovani con tante incognite ed un assetto societario definitosi nel corso dell’estate: via Guglielmo Acri, un buon amico che oggi lavora per la Ternana, ecco Nicola D’Ottavio, tanti gol in serie C da calciatore e buona esperienza da diesse nei campi dell’Italia centro-meridionale. Superata la querelle estiva con l’amministrazione comunale per la questione-stadio, l’Acireale si è messa all’opera per costruire una squadra che possa dare risposte positive negli anni. Un azzardo, forse, partire con una comitiva di ventenni più qualche giocatore di esperienza arrivato da poco. Pochi gli elementi di esperienza e qualità, nel rooster granata ad abbondare è l’inesperienza e la gioventù.

In porta c’è un guardiano affidabile come Luciano Corona (’79), buona carriera a difendere le porte di tante squadre di C2. La difesa, troppo gracile e perforabile, è stata recentemente rinforzata con l’innesto di Mauro Facci (’71), ex Napoli, e Alessandro Farina (’79), che insieme al compagno di reparto militava nel Latina. Completano la linea difensiva del 4-4-2 caro ad Ugolotti i giovani Marco Paolacci (’84), prelevato dall’Albalonga, e Giuseppe Cocuzza (’84), riconfermato. Possibili alternative sono i confermati Orefice (’79) e Quintoni (’84). A centrocampo, l’Acireale si affida al talento di Gael Genevier (’82), confermato in estate per la felicità della tifoseria locale per il quale è un idolo. In mediana agiscono altri due calciatori confermati, entrambi classe ’81: Girolamo D’Alessandro e Gaetano Mancino. Ugolotti ha poi segnalato alla società un giovane virgulto della Roma, Christian Scarlato (’83). Buone alternative del settore sono rappresentate da Merito (’83) e Vadalà (’79, dal Giarre). In attacco, sono solo tre gli elementi a disposizione. Al confermato Giuseppe Giglio (’78) si sono aggiunti Giuseppe Ierna (’84, prelevato dal Ragusa ma aggregatosi da poco tempo dopo l’esperienza in Turchia delle Universiadi) e Micham Miftah (’80, ex Como e arrivato negli ultimi giorni). Toccherà a quest’ultimo affiancare il più esperto centravanti, con l’intera squadra che dovrà sacrificarsi non poco nell’attesa di trovare i giusti equilibri. Ma per essere competitiva, a quest’Acireale serve ancora molto.

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