Abbonamenti, l’ennesimo colpo basso ai tifosi

De Laurentiis è un unicum. Lui ama distinguersi e far parlare di se e delle sue strategie. La società causa i lavori al San Paolo per le universiadi ha deciso di non indire la campagna abbonamenti. Mai nel mondo una società di calcio era arrivata ad una decisione di questa rilevanza, che penalizza oltremodo  i tifosi. Noi dissentiamo da questa scelta della società, perchè una soluzione la si poteva trovare. Sembra però che il Napoli abbia trovato il pretesto dei lavori comunali per non vendere gli abbonamenti, da sempre il presidente azzurro non ha mai visto di buon occhio la vendita degli stessi. Cerchiamo di spiegarne le ragioni. Il Napoli in questi anni ha ricevuto diverse citazioni in tribunale per il mancato rispetto dei prezzi di favore per le singole gare agli abbonati rispetto agli spettatori paganti senza abbonamento. Onestamente sono stati bistrattati nella politica dei prezzi gli abbonati in questi anni e le loro rimostranze hanno dato pure  fastidio al presidente. Nel 1990 diversi stadi in Italia hanno subito dei lavori di ristrutturazione come il Ferraris e lo stesso San Paolo ma in quel periodo le società non sospesero la vendita degli abbonamenti. Lo stesso dicasi per Cagliari ed Udinese che hanno fatto dei lavori allo stadio durante il campionato e non hanno vietato la vendita degli abbonamenti. Per di più, il Napoli lo scorso anno ha venduto appena seimila abbonamenti, non crediamo che sulla base di questi numeri, la società avrebbe fatto fatica a trovare i posti a sedere in uno stadio di 55000 posti a questi fedeli sostenitori azzurri. Privare i fans azzurri fideilizzati della possibilità di sottoscrivere la propria tessera dopo tanti anni è l’ennesima pugnalata di questa gestione societaria ai tifosi, per di piu’ il presidente che disprezza il San Paolo definendolo un “cesso” non esita poi a mettere prezzi alti anche nei settori popolari contro il Milan

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Luigi Giordano

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