Si avvicina il tanto atteso big match Roma-Napoli, con la solita triste notizia ufficiale che racconta dell’ennesima gara dell’Olimpico senza tifosi partenopei o quanto meno tifosi napoletani residenti in Campania. Per ragioni di sicurezza è stata infatti vietata la vendita dei tagliandi dell’Olimpico ai residenti in Campania anche se possessori della tessera del tifoso, (a che serve sta tessera?). Nei vari settori dello stadio invece ci saranno comunque diversi napoletani sparsi, residenti di altre regioni, e per questo il Casms sta valutando di aprire la vendita al settore ospiti permettendo così di riunire tutti i tifosi del Napoli provenienti dalle altre regioni che vogliono assistere alla partita. E così la cifra di sostenitori azzurri potrebbe anche essere più di duemila.

Con la morte di Ciro e con le nuove leggi introdotte nel calcio italiano, la trasferta con la Roma per i Napoletani è diventata un tabù che difficilmente verra sfatato nei prossimi anni. L’attrito che scorre tra le due fazioni è ingestibile secondo gli organi di sicurezza e queste sono altre gravi incompetenze di questo paese..

Sono trascorsi tre anni dai tragici fatti, noti a tutti, accaduti a Tor di quinto nella finale tra Fiorentina e Napoli il 3 maggio 2014, quando il tifoso napoletano Ciro Esposito perse la vita sparato da Daniele De Santiis con un colpo di rivoltella. La famiglia Esposito ha sempre creduto nella legge e che presto sarebbe stata fatta giustizia nei propri confronti. Ma in data di oggi, è triste dover ancora confermare che l’Italia resta un paese dove la legge NON è uguale per tutti. Non si era mai verificato che nel calcio italiano un “tifoso” utilizzasse un’arma da fuoco uccidendo un supporter nemico. I magistrati e i giudici hanno giudicato il gesto di De Santiis alias Gastone una “bravata”, il neofascista non ha mai scontato la sua pena in carcere presentando certificati di salute o di assistenza medica che gli hanno evitato la galera, inoltre ha ottenuto anche uno sconto di cinque anni della propria pena e con questo si può dire che si è toccato veramente il fondo. 

Tornando ancor più indietro negli anni, l’ultima trasferta aperta risale al 31 agosto 2008. Prima giornata di campionato a Roma ci fu una vera è propria invasione di Napoletani. Secondo la stampa nazionale si sarebbero macchiati di una serie incredibili di atti punibili tutti secondo il codice penale italiano, vennero accusati di aver creato danni da più di 500.000 mila euro al treno diretto per la stazione Termini e disordini in città, al punto tale di vietare definitivamente le trasferte ai tifosi del Napoli per tutto il campionato. Successivamente non ci sono mai stati risvolti nella vicenda ma a livello nazionale trova grande eco la presunta congenita violenza del tifo napoletano, mentre viene confermato il divieto di andare in trasferta, la polizia comincia a rendersi conto che il tutto era stato montato ad arte. Vengono visionate le immagini, si indaga sui vari gruppi organizzati, dai Mastiffs ai Fedayn passando per altre sigle storiche, ma non si trova niente di significativo tant’è vero che l’inchiesta viene archiviata e la responsabilità viene affidata del tutto a Trenitalia e i tifosi del Napoli in questa vicenda ne escono parte lesa.

Quest’anno, in occasione di Lazio-Napoli nel turno serale-infrasettimanale, la trasferta è stata concessa anche ai residenti in Campania possessori della TDT, e i tifosi azzurri sono arrivati quasi in ottomila all’Olimpico, dopo 2 anni e mezzo l’ultima volta, per assistere al match di campionato. Un piccolo passo avanti quindi, considerando che anche con la Lazio vigeva il divieto ogni anno. La notizia che tutto filò senza scontri e senza ripercussioni nella capitale tra le due tifoserie, ha fatto pensare o almeno ha dato la speranza che anche con la Roma non ci sarebbero state restrizioni ma così non è. Resta comunque assurdo che con la Lazio e con la Roma non venga adottato lo stesso tipo di procedura per i tifosi..quello che ci chiediamo è proprio questo. Per quanto tempo ancora dovranno subire i tifosi del Napoli questo tipo di discriminazione pur non essendo colpevoli di nulla? 

 

 

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