Il collega di Canale 21   Peppe Iannicelli, ha parlato ai microfoni di Pianetanapoli, sulla stagione del Napoli, sull’operato di Sarri e della società:

Le convince la gestione della rosa ed il turn-over di Sarri?

“Non proprio, la gestione della rosa fin’ora non la reputo buona. La coperta non è corta ma ancora piegata. Sepe, Mario Rui ed Ounas, ad esempio, potevano essere impiegati prima con squadre, con tutto il rispetto, che al momento sono più indietro in classifica, vedi Cagliari e Benevento, per poi averli avuti più pronti in momenti del genere. Infatti con il Chievo non hanno sfigurato”.

Visti i gol presi da palla inattiva, Sarri farebbe meglio a ricorrere ad una zona mista al posto della classica zona che utilizza adesso?

“Non credo che il problema sia la zona, o il modo di marcare, bisognerebbe puntare di più su una maggiore attenzione nelle marcature. Oggi il gioco da palla inattiva è fondamentale per vincere, ma si vede, anche nei settori giovanili e nelle scuole calcio, che non si da l’importanza necessaria agli esercizi di marcatura.”

Il mister si distacca a parole dal mercato, a suo dire, svolto in autonomia dalla società, è un suo limite visto che poi boccia alcuni degli acquisti?

“Negli anni ho visto molto spesso situazioni del genere, è un gioco delle parti, l’allenatore preferisce parlare di campo lasciando alla società il lavoro sul mercato. Sarri ha voluto Mario Rui che aveva già allenato ad Empoli. Credo che ci sia sintonia tra la società e l’allenatore. Approvo l’atteggiamento dell’allenatore del Napoli, diffido da chi pretende giocatori facendo nome e cognome. Anche se, ad esempio, la gestione di Maksimovic, ormai, rappresenta uno dei sette segreti di Fatima, lo abbiamo visto davvero poco per capire se è un giocatore da Napoli, cosa che, invece, non è successa per Tonelli che sembra esser stato valutato dal tecnico come non idoneo alla sua squadra.”

Come spiega la stagione di Hamsik? Giusta la tutela da parte del mister?

“Non definirei la sua stagione completamente negativa, è un fuoriclasse, un campione, ed è titolare della squadra prima in classifica con dieci vittorie e due pareggi, ma non gli farebbe male una rotazione con altre valide alternative a disposizione del tecnico. Sicuramente il suo impiego con Zielinsky ha un po’ condizionato il cammino in Champions.”

Il Napoli ha fatto un passo in avanti pareggiando partite che l’anno scorso avrebbe perso?

“E’ indubbio, un grande passo in avanti, l’anno scorso, vedi Pescara e Atalanta, sono stati persi molti punti che hanno condizionato la corsa al secondo posto ed al campionato. E’ un ottimo segnale il fatto che la difesa resti imbattuta quando non si riesce a sbloccare il risultato.”

Il Napoli riuscirà a restare in corsa per lo scudetto fino alla fine?

“Sicuramente resterà in corsa, vincere, invece, è un discorso a parte. Soprattutto in questo campionato in cui, le squadre più indietro in classifica, non riescono a mettere in difficoltà le grandi che alla fine riescono sempre a spuntarla. Saranno determinanti, in questa situazione di equilibrio, gli scontri diretti e, fortunatamente il Napoli è partito bene pareggiando con l’Inter e battendo le romane. Le due gare più importanti saranno, senza dubbio, quelle con la Juventus che è tornata ad essere la rivale numero uno degli azzurri.”

In quali ruoli la società dovrebbe investire a gennaio?

“Investirei in attacco e difesa, visti soprattutto gli infortuni di Milik e Ghoulam, lascerei perdere svincolati e colpi alla Quagliarella che, difficilmente, potrebbe sposarsi con il discorso tattico di Sarri. Inglese potrebbe essere un buon colpo nell’immediato, come per il futuro. In difesa, come ho già detto prima, continuerei a dare una chance a Maksimovic.”

Si puo’ ancora sperare in Champions? O meglio l’Europa League?

“Meglio la Champions, il Napoli dovrà battere lo Shakhtar con un risultato che sia favorevole per gli scontri diretti e il Feyenoord con un risultato rotondo, per poi sperare nella vittoria del City a Charkiv. Dopo la sfida agli inglesi, Guardiola mi disse che, chiunque giocherà con lo Shakhtar giocherà per vincere, ma le sue parole lasciano già presagire un piccolo turn-over. Non credo che il City, con la qualificazione in tasca, giochi alla morte con gli ucraini, anzi avrebbe la possibilità di eliminare una squadra che, in futuro, si rivelerebbe una rivale più ostica dello stesso Shakhtar.”

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