Il calcio è senza alcun dubbio lo sport più bello del mondo. Unisce, appassiona, ti fa vivere emozioni indimenticabili, facendoti gustare ogni singolo istante in cui la palla si muove su quel grande prato verde, sul quale tanti uomini sono riusciti a coronare il sogno di una vita. Probabilmente occorre fare una correzione, il calcio di oggi è davvero così? Una volta lo era, e ogni giorno si percepiva un clima di festa. Con l’avvento del nuovo millennio lo scenario è cambiato radicalmente: il mondo del business ha preso il sopravvento, una patologia che ha colpito tutti, senza escludere alcuna componente, anche quella che può sembrare la più insignificante. Il dio denaro ha tracciato una scia nettissima e come un gregge di pecore ogni addetto ai lavori ha cominciato ad andare verso una direzione “comoda”, una strada che può facilitarti la vita, ma che allo stesso tempo ti rende povero da un punto di vista umano. È assurdo vedere che alcune società prestigiose, di caratura mondiale, si lascino sopraffare da “signorotti” che pur di tutelare propri assistiti non ci pensano su due volte a gettare fango addosso alla dirigenza. Forse il buon ”Pirandello” aveva proprio ragione: oramai i nostri volti sono celati dietro innumerevoli maschere che cambiamo e ricambiamo a seconda delle situazioni. Un caso simile riguarda anche il Napoli, squadra che più volte è stata elogiata e il giorno successivo denigrata dai “signorotti” di cui si parlava in precedenza. Pensate che uno di questi è in grado di dare mille giudizi differenti in base al calciatore seguito. Se si deve parlare di una riserva, allora si afferma che le colpe sono tutte della società e dell’allenatore che non hanno saputo far emergere la presunta classe cristallina di quel calciatore che se invece fosse stato in un altro club avrebbe sicuramente meritato il pallone d’oro. D’altro canto, nel momento in cui quello stesso “signorotto” è invitato a parlare di un altro assistito che ha il posto assicurato nella medesima squadra, sapete come si risponde in questo caso? Come d’incanto la dirigenza e l’allenatore scarso di prima si trasformano in super-eroi, guadagnandosi le stigmate di numeri uno sulla piazza. Una società del calibro del Napoli deve farsi rispettare, non può farsi scivolare tutto addosso. Il segnale va dato immediatamente, non si può concedere a questi tizi di fare ciò che vogliono pur di guadagnare un centesimo in più. La situazione purtroppo è questa, il calcio pulito, il calcio vero sta morendo, l’auspicio è che ovviamente possano ribaltarsi le carte in tavola; a prescindere da tutto l’avvertimento è ben chiaro: guai a farsi prendere in giro!